Agosto, passato e presente

Essendo  terminato  luglio, ricomincio  a  scrivere  con  gioia  nonostante  il  caldo. Non  che  agosto  ci  stia  riservando  un  clima  gradevole; tuttavia, questo  è  il  mese  che  precede  settembre  e  ciò  significa  che  ci  stiamo  lentamente  avvicinando  al  declino  dell’estate, cioè  del  forno. Perché  di  forno  si  tratta.

Ricordo  le  mattine, i  pomeriggi  e  le  sere  d’agosto  in  montagna  e  in  un  passato  ormai  remoto. All’epoca, era  difficile  riempire  le  giornate  perché  sembravano  infinite, un  flusso  inarrestabile  di  ore  che  si  susseguivano  adagio, così  adagio che, talvolta, avevo  quasi  l’impressione  che  il  tempo  si  fermasse.

È  ancora  nitido  nella  mia  mente  il  ricordo  di  un  pomeriggio  di  agosto. Avevamo  pranzato  e, insieme  alle  mie  cugine, eravamo  rimaste  in  cucina  a  parlare. A  un  certo  punto, credendo  che  fosse  trascorso  parecchio  tempo  perché  la  conversazione  era  stata  molto  lunga, guardai  l’orologio  posto  su  una  mensola  e  vidi  che  erano  le  13:50. Rimasi  di  stucco, quasi  non  volendo  credere  ai  miei  occhi: perché  il  tempo  era  trascorso  con  tanta, esasperante  lentezza? Avevamo  ancora  un  intero  pomeriggio  da  inventare. Perché  sì, era  proprio  questione  d’inventarselo, il  pomeriggio: occorreva  trovare  passatempi,  divertirsi  e  cercare  di  non  sprecare  tutto  quel  sole, quella  luce, quell’impetuoso  desiderio  di  vivere – lo  sconcertante  fiume  in  piena  che  è  l’adolescenza.

Per  fortuna, arriva  un’età  in  cui  il  fiume  non  è  più  in  piena, ma  scorre  placido  e  tranquillo, saggio  e  disincantato. E  allora  anche  agosto  non  è  più  lo  stesso, ma  assume  un  volto  differente: agosto  è  l’estate  matura, al  culmine  del  suo  splendore  e  perciò  vicina  ai  primi, lievissimi  segni  di  decadenza. Segni  impercettibili, che  sfuggono  ai  più  e  che  possono  essere  catturati  soltanto  dagli  sguardi  più  intensi, dagli  occhi  infaticabili  di  chi  sa  osservare  in  profondità.

fiume

  1. Parli della decadenza di agosto, vero? Perchè se parli della decadenza personale, beata te se i segni sono lievissimi e che sfuggono ai più…!
    Io al lavoro ne ho piene la balle. Spero di fare delle ferie piacevoli, che poi a settembre mi aspetta un anno di lotta.
    Io detesto lottare, guadagno troppo poco per dover anche lottare. Uff…
    Meno male che ,almeno, di notte si dorme bene.

  2. Marco@
    Parlo di agosto, sì, e della decadenza impercettibile dell’estate.
    Io, per ora, non sto decadendo. 🙂

    Per il resto, ti auguro di fare splendide ferie, visto che non sei sereno al lavoro. Sforzati di non pensarci – non è facile, lo so -, vivi il presente, cerca di dedicarti a ciò che, di solito, sei costretto a trascurare per mancanza di tempo.

  3. Oh …. maledetta estate, neanche i cuoricini mi fai far bene !
    Autunno …. aiutami Tu, fammi mandare a @Romina il cuoricino giusto !

  4. @CAVALIEREEEEEE!!!! Ma come parli???!?!?!?
    Mi vuoi rubare il titolo del più scurrile della blog-sfera? 😀 😀 😀
    Tu che scrivi sempre il prosa, che sembra che stai dicendo poesie anche quando leggi l’elenco del telefono…!

  5. Se scrivo in prosa e sembrati poesia,
    @Marco mio caro, non è fantasia,
    ma sogno del diverso … Andalusia,
    tori ed arena, menta e malvasia !
    E benchè il tempo sfugge, come sia
    non saprei dirti ! Eppur sulla mia via
    cadono foglie d’ oro e in simmetria
    canta il mio cuore e questa sorte è mia ! 🙂

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