Giugno, estate e desiderio di libertà

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Ogni  anno, al  principio  di  giugno, si  risvegliano  in  me  certe  memorie. Capita  così, d’improvviso, forse  persino  contro  la  mia  volontà: nella  mia  mente, compaiono  immagini  di  tanti  anni  fa  e  sensazioni  particolari – un  risvegliarsi  di  emozioni  sopite  o  represse. E  poi  sono  afferrata  da  un  profondo  desiderio  di  libertà, libertà  intesa  come  totale  assenza  di  catene.

Da  ragazzina, solo  una  volta  lasciai  la  città  nel  mese  di  giugno: avevo  dodici  anni  e  partii  per  il  mare  a  causa  di  una  bronchite  che  non  voleva  abbandonarmi. Si  trattò  di  una  partenza  imprevista, organizzata  molto  in  fretta. Ricordo  che  alloggiai  in  una  villetta  indipendente  molto  bella  e  ben  arredata. Ma, come  ho  scritto, si  trattò  di  un  caso  particolare  perché  io  ero  solita  lasciare  la  città  durante  il  mese  di  agosto. Del  resto, a  quei  tempi  agosto  era  ancora  il  mese  delle  vacanze  per  eccellenza, tanto  che, a  differenza  di  quanto  accade  ora, le  città  restavano  quasi  deserte.

A  proposito  di  città  semi-deserte, mi  viene  in  mente  che  un  mio  amico, durante  l’adolescenza, aveva  un’abitudine  particolare: a  Ferragosto,  lasciava  la  casa  al  mare  e  tornava  in  città  per  poter  girare  liberamente  in  bicicletta  mentre  il  centro  storico  era  vuoto. Mi  raccontava  che  era  bellissimo, per  lui, avere  le  strade  tutte  per  sé  e  potersi  muovere  in  bici  senza  dover  restare  a  destra  e  senza  rispettare  i  semafori. Si  sentiva  completamente  libero  e  quasi  padrone  della  città. Attualmente, niente  di  ciò  sarebbe  possibile  visto  che  la  città  non  è  mai  vuota, neppure  a  Ferragosto.

Memorie  e  desiderio di  libertà: giugno  mi  distrae  proprio  per  questi  motivi, perché  mi  assalgono  molti  ricordi  in  maniera  quasi  prepotente  e  vorrei  sentirmi  libera, completamente  libera  di  fare  e  disfare, senza  alcun  importante  dovere  da  rispettare, proprio  come  un’adolescente  piena  di  vita. Talvolta  mi  sento  in  colpa  a  causa  di  queste  sensazioni, ma  non  posso  governarle: sono  più  forti  di  me, come  un  fiume  in  piena  che  mi  assale  e  contro  cui  non  riesco  a  lottare.

E  voi  cosa  provate? Che  sentimenti  evoca  in  voi  questo  mese?