Chiacchiere d’inverno

Dal  titolo  del  post  si  comprende  facilmente  che  non  ho  intenzione  di  soffermarmi  su  argomenti  troppo  seri. Ma  non  sarò  neppure  frivola. Anzi, a  dire il  vero  non  so  come  sarò: desidero, infatti, scrivere  quello  che  capita, liberamente, mentre  digito  sulla  tastiera  in  questa  tarda  serata  d’inverno. Il  freddo  è   pienamente  invernale, almeno  qui, ma  il  paesaggio  conserva  ancora  toni  autunnali, caldi  e  affascinanti.

E  mentre  l’autunno  sta  per  congedarsi, è  piacevole  ricordarlo  e  celebrarlo, ringraziandolo  per  la  sua  immancabile  tenerezza:

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Le  giornate  autunnali  luminose  e  dorate  sono  uno  spettacolo  quasi  insuperabile. E  si  vorrebbe  che  non  avessero  fine, che  splendessero  un  giorno  dopo  l’altro. Ma  torneranno, fra  un  anno  saranno  ancora  con  noi.

Adesso  ci  attende  il  Natale. Ognuno  lo  vive  in  base  al  proprio  carattere, alla  forza  dell’abitudine, all’età  e  alle  situazioni  del  momento. Io  ho  già  preparato  i  miei  alberi  e  ho  addobbato  con  diligenza  tutto  ciò  che  dovevo  addobbare. Ma  mi  sto  annoiando  molto – l’ammetto – nel  pensare  al  Natale; lo  sto  vivendo  come  un  obbligo  o  un  fastidio, qualcosa  di  cui  farei  volentieri  a  meno. Insomma, non  mi  entusiasma. Ma  siccome  non  amo  lamentarmi  e  preferisco  invece, quando  posso, trovare  soluzioni  concrete  per  vivere  al  meglio  anche  ciò  che  detesto, ho  deciso  che  trascorrerò  le  feste  leggendo  e  scrivendo  molto, attività  che  mi  piacciono  e  che, nelle  giornate  dedicate  alle  liete  libagioni, potrò  fare  con  calma, senza  guardare  l’orologio.

E  poi  verranno  gli  ultimi  giorni  dell’anno, quelli  fra  Natale  e  San  Silvestro, quei  magnifici  giorni  sospesi, caratterizzati  da  un  silenzio  anomalo, quasi  solenne, giorni  in  cui  tutto  appare  sfumato, diluito, quasi  inconsistente – desideri, passioni, sentimenti, aspettative, ansie, gioie  e  tristezze. Sono  giorni  misteriosi  e  forse  tra  i  più  affascinanti  dell’anno. A  voi  piacciono?

 

 

 

  1. Romina…. t’ha mai detto nessuno che sei strana? 😀 😀 😀
    Quei giorni che dici tu sono tra i più detestati dal 99,9% della popolazione cristiana!
    Io penso succeda anche perchè l’interruzione della routine quotidiana mette a nudo la vita noiosa e solitaria.
    Le vacanze estive sono meno feroci nel mostrarcelo perchè l’estate permette comunque di far qualcosa, uscire, incontrare, spostarsi, ecc.
    Invece quelle natalizie spesso ci tappano in casa a guardare il termostato che pare sempre troppo basso… e dalla finestra il freddo, il buio e la nebbia spengono gli entusiasmi.

    Io ormai sono “sulla giostra”, ma ricordo che quando ero single le festività invernali allontanavano le amicizie, perchè tutti si avvicinavano tra parenti oppure partivano con pochi intimi (fidanzata, genitori) per qualche località turistica.
    E l’istinto giovanile di uniformarsi generava anche delle ansie: mentre il 25 dicembre era scontato, era assolutamente indispensabile organizzarsi per il 31, per non sentirsi dei perfetti beoti.
    Da single ,a qualunque età, è difficile riuscire a star bene il quelle 2-3 settimane: bisogna chiedere gli occhi e cercare la pace dentro a sè stessi, perchè fuori il freddo è tagliente.

  2. Ciao, Loredana!

    Marco@
    Il fatto che il 99% della popolazione cristiana – come dici tu – detesti i giorni tra Natale e Capodanno, non significa necessariamente che sia io quella strana. Non è che l’opinione del mucchio debba essere per forza quella giusta in senso assoluto. 😀

    dalla finestra il freddo, il buio e la nebbia spengono gli entusiasmi.

    A me, invece, queste condizioni meteo fanno venire una gran voglia di lavorare, agire, progettare, inventare passatempi. Mi sento viva più che mai. Anzi, non vedo l’ora che quei giorni arrivino. Pensa un po’.

  3. Pure a me piacciono….sono a casa in relax in compagnia delle persone a cui voglio + bene….senza lavoro e stress!
    Marco hai ragione sul fatto che da ragazzini era impensabile non organizzarsi o fare qualcosa,ma a 40 anni non è più così!
    E poi se una persona è in sintonia con se stessa poco importa se è sposata/convivente/single….tu stesso stai bene in solitaria in montagna o ricordo male??Dipende dal periodo dell’anno stare bene con noi stessi o dipende da noi?
    ” Le giornate autunnali luminose e dorate sono uno spettacolo quasi insuperabile.”..io personalmente adoro quelle nebbiose perchè sono uniche e straordinarie ai miei occhi!I

    • per quanto mi riguarda, lo star bene non dipende semplicemente da me, bensì dal contesto che mi permette o meno di creare le condizioni in cui sto bene.
      Sì, sono un po’ troppo dipendente dalle situazioni, lo so. Ma non riesco a concepire la possibilità di non esserlo.

  4. Claudio@, le giornate autunnali nebbiose sono fantastiche, concordo. Peccato che adesso arriveranno quelle nebbiose invernali, che hanno toni diversi. Comunque, le preferisco al sole di luglio.

    Marco@
    Comprendo la questione del contesto, ma non ne farei un tema di ‘singletudine’. Tu hai citato più volte la questione dell’essere single o in coppia; io ti dico che è infinitamente meglio essere single che vivere in certe situazioni di coppia.
    Io neppure capisco come si possa stare con una persona solo per avere qualcuno, cosa che fanno in tanti e tante, gente che davvero si accontenta di qualsiasi cosa – gente che si fa maltrattare e umiliare – pur di evitare la temuta ‘solitudine’. Secondo me, spesso si è invece molto più soli in compagnia.

    Ma capisco bene il tuo modo di pensare, perché tu parli da persona che ha un matrimonio sereno. Tieni però presente che per tanti non è così.Tu sei privilegiato, se mi passi questo termine.

  5. Sì, quando ci penso bene capisco che mi lamento della gamba sana: faccio tanto rumore per qualche piccolo “neo”.
    Spesso succede così ,in molti aspetti della vita (non solo circa la vita di coppia) : avere certi problemi è da privilegiati!
    Per fare un esempio: immagina un milionario che si dispera e si considera sfortunato perchè la borsa è scesa o perchè ha sfasciato la sua Ferrari….

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