Gioia d’autunno

Dopo  una  notte  piovosa, notte  di  pioggia  dolce  e  serena, ideale  compagna  del  sonno  autunnale, la  giornata  è  stata  luminosa. Si  tratta  della  luce  di  ottobre: pallida, quieta,  dolcissima – un  incantesimo  di  tenerezza  che  consola  lo  spirito, liberandolo  da  ogni  affanno.

È  in  giornate  come  queste  che  si  vorrebbe  essere  liberi, liberi  di  passeggiare  senza  contare  i  minuti  e  le  ore, perdendosi  fra  i  viali  alberati  che  mostrano  i  primi  segni  del  vero  autunno: qualche  nota  di  rosso  fra  le  tante  foglie  ancora  verdi, qualche  pennellata  di  vaga  malinconia  all’incrocio  di  strade  vecchie, qualche  lieve  suggestione  dell’imminente  sfacelo. Eppure…

Eppure, talvolta  forse  è  saggio  restarsene  chiusi  in  casa, dietro  una  finestra  che  si  apre  sul  mondo  e  sull’autunno  ma  che,  nel  contempo,  ci  protegge  da  un’immersione  troppo  profonda  in  memorie, colori  e  pensieri  che  sarebbe  meglio  sfiorare  soltanto  in  superficie. Ciascuno  di  noi  sa  fino  a  che  punto  può  spingersi  e  quando  deve  fermarsi. C’è  un  momento  in  cui  proseguire  e  uno  in  cui  conviene  arrestarsi.

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D’altra  parte, l’autunno  è  anche  gioia, gioia  vera  perché  intensa. Non  è  mai – non  potrebbe  esserlo – l’allegria  chiassosa  e  un  po’  volgare  dell’estate; l’autunno  è  la  gioia  del  ritrovare  pienamente  se  stessi  e  la  propria  interiorità. Anche  il  tempo  libero  assume  una  connotazione  diversa: il  desiderio  di  divertirsi, di  giocare, di  scherzare  non  viene  meno, ma  si  tinge  di  colori  diversi, di  vibrazioni  che  regalano  un  senso  nuovo  all’esistenza. Non  ci  si  deve  più  difendere  dall’afa, dall’eccesso  di  calore, dalle  notti  estenuanti  dell’estate; trascorrere  il  tempo  difendendosi  è  una  non-vita. Adesso, invece, si  vive  pienamente, si  vive  davvero, minuto  dopo  minuto.

Certo, quando  la  pioggia  diventa  troppo  insistente  e  l’atmosfera  si  fa  squallida, anche  d’autunno  occorre  difendersi. Ma  è  un  ripiegarsi  colmo  di  preziosi  doni: la  casa  non  è  una  soffocante  prigione, come  d’estate, ma  un  bellissimo  rifugio  misteriosamente  pervaso  da  un  profondo  senso  d’intimità. Le  stanze  sembrano  parlare, persino  gli  oggetti  intorno  appaiono  animati; e  si  ha  la  forza  fisica  e  mentale  per  riflettere, inventare  svaghi, scherzare  con  se  stessi  e  progettare  il  domani.

  1. oggi l’autunno si è manifestato in tutte le sue sfumature, Alba chiara, cielo sereno di primo mattino, tiepido sole ,ultimo sapore d’estate, durante la mattinata. Nel pomeriggio invogliata dal cielo sereno mi sono recata in campagna a raccogliere le noci. E nel silenzio restavo incantata a guardare l’albero del corbezzolo coi suoi frutti rossi e quello del cachi carico di caldi colori. Poi quasi di colpo il cielo è diventato scuro, cupo e si è alzato un vento foriero di pioggia che puntualmente è arrivata, prima sottile, poi impetuosa e scrosciante. Di solito la odio, ma di sera mi piace vedere le luci delle vetrine e dei fari scintillare nelle pozzanghere .Pare che questa pioggia ci accompagnerà per tutto il weekend… dovrò quindi rassegnarmi. Buonanotte a tutti ed un abbraccio alla sensibilissima e tenera Romina.

  2. @Marco caro … non sono le cosiddette “stagioni di transizione” a durare poco, bensì è il Tempo a durare pochissimo, e noi – che lo si accetti o no – siamo come le foglie dorate che l’ amatissimo Autunno sta dipingendo : spuntammo, crescemmo, verdeggiammo, prendemmo i più bei colori per far da corona ai fiori … e poi, ingiallendo, verremo staccate dai rami e portati via dal vento ….
    Ma mentre, andandocene, ci sembrerà che il Mondo stia finendo, l’ Autunno stesso ci ricorda che sotto le sue zolle intrise di pioggia, stanno già spuntando altre vite, altre storie, altri amori …. ed eternamente sarà così ! 🙂

  3. Ben arrivato, Ernesto@.

    Rosa@, un abbraccio anche a te, che ci regali sempre pensieri delicati e intensi.

    Marco e Bruno@
    Bruno ha scritto un commento poetico, raccontando l’eterna vicissitudine del mondo e dei suoi enti; Marco, invece, ha preferito riportare tutto a una considerazione di immediata concretezza, riferita alla sua individualità.
    In entrambi i casi, si sono dette verità innegabili.

    Buona serata a tutti! 🙂

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