E poi l’autunno

412352_osen_les_listya_kraski-oseni_1920x1200_(www.GdeFon.ru)

Questa  mattina, l’arrivo  dell’autunno  astronomico  ha  rispettato  il  copione  in  maniera perfetta: l’atmosfera  era  grigia,  ma  priva  di  opprimente  e  uniforme  oscurità. Era  la  vaga, incerta, languida  malinconia  che  soltanto  la  prima  fase  dell’autunno  sa  regalare, e  che  costituisce  una  seducente  promessa  per  le  settimane  che  verranno.

Nel  primo  pomeriggio, è  arrivato  il  sole. Ma  è  quello – bellissimo  e  indecifrabile – tipico  della  nuova  stagione, dolce, delicato, sottilmente  austero  ma  senza  alcuna  severità. Inizia  il  periodo  più  affascinante  dell’anno, quello  che  sa  donare  infiniti  suggerimenti  a  chi  voglia  ascoltarli, quello  che  dialoga  ininterrottamente  con  chiunque  desideri  comprendere, sentire, ricordare.

Non  che  sia  facile  ascoltare  l’autunno: talvolta  le  sue  parole  sono  amare, talvolta  indica, con  i  suoi  chiaroscuri, angoli  polverosi  e  nascosti  densi  di  memorie  dolorose. L’autunno  racconta  quello  che  è  stato  e  quello  che  è  con  estrema  chiarezza; ma  lo  fa  con  un  linguaggio  che  non  vuole  ferire  e  che  cerca  tutte  le  possibili  sfumature  per  ammorbidire  i  toni  troppo  cupi.

E  poi  l’autunno  è  anche  gioia  profonda, priva  dell’inconsistenza  dell’estate – una  gioia colma  di  colori  e  di  tante  consapevolezze:  è  la  gioia  dell’intimità  nella  propria  casa, che  assume  nuove  sfumature  quando  la  luce  incerta  del  primo  pomeriggio  attraversa  le  finestre  per  farci  compagnia  senza  alcuna  invadenza; ed  è  la  gioia  delle  sere  che  si  allungano  progressivamente  per  donarci  riposo, divertimento, riflessioni  liete  e  prive  di  amarezza.

L’autunno  è  un  sentiero  che  non  delude  mai  chi  sappia  percorrerlo. Adagio  e  senza  alcun  timore.

Un misterioso adagio

237058_les_-derevya_-osen_-zakat_-polyana_-lavochka__1920x1200_(www.GdeFon.ru)

Oggi  è  la  prima, vera  giornata  d’autunno: l’atmosfera  intorno  è  grigia  e  spenta  ma  senza  l’oppressione  di  una  tristezza  priva  di  speranza; nel  frattempo,  la  pioggia  cade  lieve, silenziosa  e  costante.

È  lo  sprofondare  dolcissimo  e  lento  nella  nuova  stagione – serenamente, senza  scosse, senza  lacrime  o  rancori. Allora,  si  pensa  a  ciò  che  verrà, alla  bellezza  rarefatta  dei  giorni  che  ci  attendono, alle  brume, ai  brividi  sempre  più  intensi. Questo  è  soltanto  il principio, un  adagio  misterioso  che  incatena, seduce, accoglie  e  lusinga. È  il  tempo  per  chi  ama  i  chiaroscuri, per  chi  non  teme  la  complessità, per  chi  non  si  ferma  mai  soltanto  alle  apparenze, per  chi  guarda  sempre  oltre  e  per  chi  ha  compreso  ogni  cosa  – ma  la  custodisce  nel  prezioso  scrigno  del  silenzio.

Il dissolversi lento

55

Settembre, il  mese  in  cui  l’estate, che  lo  voglia  o  meno, deve  cedere  il  posto  all’autunno. Questo  passaggio  può  avvenire  in  diversi  modi, in  maniera  più  o  meno  sfumata: può  essere  un  dissolversi  lento  e  impercettibile  o  un  cambiamento  brusco  e  colmo  di  desolazione. In  ogni  caso, settembre  non  ha  in  sé  la  profonda, struggente, dolcissima  ambiguità  di  ottobre.

Settembre  è  lieve, quasi  impalpabile, indefinito  e  indefinibile. E  non  potrebbe  essere  altrimenti, perché  conserva  sempre  in  sé  una  traccia  dell’estate, una  traccia  dai contorni  un  po’  sfumati  e  dai  colori  già  sbiaditi, eppure  chiara  e  luminosa; nel  contempo, settembre  mostra  i  primi, lievissimi, fugaci  toni  dello  sfacelo, della  vita  che  si  corrompe  fino  a  morire.

Lentissimo, impercettibile  declino: le  sere  si  allungano, le  mattine  ci  sorprendono  con  qualche  brivido  di  troppo, il  vento  ci  accarezza  con  frequenza, qualche  pioggia  ci  parla  di  finestre  chiuse  e  di  calda  intimità. Così, ci  si  prepara  al  morbido, affettuoso, enigmatico  abbraccio  dell’autunno, sperando  che  possa  confortarci  e  ascoltarci  e  regalarci  qualche  consiglio.