Lettere e cartoline

lettera

Ogni  tanto, mi  capita  di  pensare  a  quando  non  esisteva  internet. Ci  penso  perché  ho  vissuto  la  mia  adolescenza  senza  il  web,  e  quindi  conosco  per  esperienza  diretta  la  differenza  esistente  fra  il  modo  di  comunicare  che  abbiamo  oggi  e  quello  che  avevamo  quando  neppure  sospettavamo  che, un  giorno, ci  saremmo  tutti  ritrovati  qui, in  questo  mare  sconfinato  di  internet  a  divertirci, a  comunicare  facilmente  con  i  nostri  conoscenti, a  informarci, a  studiare  e  a  intrecciare  nuove  relazioni, abbattendo  barriere  temporali  e  spaziali. Bellissimo, non  c’è  dubbio. E  non  potrei  più  farne  a  meno.

Però, qualche  volta, ripenso  con  un  pizzico  di  nostalgia  alla  mia  adolescenza  e  sono  contenta  di  non  aver  avuto  a  disposizione  questo  mezzo. In  quel  periodo  di  comunicazioni  ‘lente’, io  e  le  mie  amiche  ci  scrivevamo  tante  lettere  per  parlare  di  molti  argomenti, seri  e  meno  seri, e  spesso  le  coloravamo  o  compravamo  la  carta  da  lettere  decorata, tutta  piena  di  fiori  e  ghirigori: era  un  modo  per  sottolineare  il  carattere  privato  e  gioioso  delle  nostre  comunicazioni.  Ci  scrivevamo  anche  se  ci  vedevamo  ogni  giorno  a  scuola  oppure  altrove, ci  scrivevamo  e  ci  scambiavamo  le  nostre  lettere  a  mano. In  genere  erano  lettere  molto  lunghe, che  presupponevano  una  scrittura  lenta  e  meditata. A  volte  impiegavamo  ore  a  scriverle, ma  amavamo  farlo.

D’estate, il  rito  dell’invio  di  cartoline  era  obbligatorio  e  nessuno  di  noi  si  sottraeva: andare  in  vacanza  senza  inviare  cartoline  alle  amiche  e  agli  amici  del  cuore  sarebbe  stato  impensabile, così  come  ci  sarebbe  sembrato  un  autentico  affronto  riceverne  poche. Poi  c’erano  le  lettere  che  arrivavano  da  lontano, quelle  che  ti  spediva  qualche  parente  o  qualche  amico  che  viveva  a  parecchi  chilometri  di  distanza; e  tu  stavi  lì, in  attesa  di  riceverle, e  contavi  i  giorni  che  impiegavano  per  arrivare. Ne  ho  conservate  alcune, così  come  ho  conservato  tutte  le  cartoline  che  ho  ricevuto, facendone  una  bellissima  collezione  di  cui  sono  felice  e  un  po’  orgogliosa.

E  voi  avvertite  un  pizzico  di  nostalgia  per  le  comunicazioni  ‘lente’?

  1. Tantissima! Io e le mie amiche alle medie eravamo solite sostituire le lettere con dei quaderni che erano come dei diari condivisi: ci scrivevamo sopra tutto quello che volevamo raccontarci, pagine e pagine di parole e poi la mattina a scuola ce li scambiavamo. Con l’avvento di MSN poi tutto questo è svanito e ancora adesso sinceramente ne sento la mancanza…

  2. Ricordo eccome, con un pizzico di nostalgia.
    Avevo due “amici di penna”, uno in Calabria e uno in Sardegna, e per anni ho aspettato le loro lettere con trepidazione. E che meraviglia quando il postino me le recapitava! Indugiavo sui particolari, la busta, la scrittura, l’odore della carta…e leggevo e rileggevo il contenuto quasi volessi fissare nella mente ogni singola parola. Ora invece basta un clic e una mail si spedisce. E con lo stesso clic tutto si cancella.

  3. Assolutamente sì. Il punto chiave è che paradossalmente allora comunicavamo più sentimenti con meno mezzi. Il tipo di carta, il suo colore, le eventuali decorazioni, la penna usata, la grafia, il modo in cui era stata piegata e imbustata, l’odore che emanava, perfino le eventuali macchie e i maltrattamenti che aveva subito nel viaggio, trasformavano la lettera nella cornice del reale stato d’animo di chi l’aveva scritta. Non era infrequente anche l’incoerenza. Una lettera dall’aspetto tenero e delicato che ti comunicava la fine di un amore, lasciava la porta aperta alla speranza che non fosse davvero finito. E viceversa. Per quanto io abbia entusiasticamente seguito la via informatica sin dagli albori, iniziando con lo Spectrum ZX che equivaleva più o meno ad una tastiera moderna, e proseguito con il Videotel dai costi esorbitanti all’avvento della rete, e sebbene desideri la sempre maggiore espansione di internet, una lettera su carta e con stilografica la vorrei scrivere ancora. Ad un amico o ad un amore, lontani. Anche se internet riesce a portarmeli in casa, non è proprio la stessa cosa. Grazie per lo spunto. Davvero arguto. Ciao!

  4. No.
    La scelta della carta da lettera è un divertimento tipicamente femminile. E la profondità delle parole…bah….sicuramente erano più profonde di quelle scritte via chat, ma i discorsi più interessanti li ho sempre fatti x via telematica: qui nei blogs, oppure tramite le vecchie bbs (reti informatiche esistenti prima di internet, ovviamente solo per quei pochi che a quel tempo avevano un pc e un modem).

    A pensarci bene……. sì, ecco, le lettere che ci scrivevamo io e la mia attuale moglie, quelle sì. Le ho ancora via….
    Mi emozionavo ogni volta…. già….
    Ogni tanto mi verrebbe voglia di rileggerle, ma poi evito per paura di rimanerci male nel rendermi conto di come siamo cambiati. Mah…

    Per quanto riguarda la lentezza della posta e l’ansia dell’attesa, purtroppo mi tocca ancora viverla ogni volta che compro qualcosa su ebay, amazon…

  5. io ricordo ancora la gioia di trovare le lettere degli amici, nella cassetta della posta, quando tornavo da scuola, erano gli amici d’infanzia, quelli delle vacanze che duravano tre mesi , quelli che ti facevano trascorrere l’inverno un po’ più in fretta.
    Spesso mi capita di ripensarci e spesso mi chiedo, fermo restando l’importanza del web….se tutta la velocità in cui siamo immersi, in cui viviamo, quella che, a volte, ci troviamo a vivere anche se potremmo farne a meno, sia poi così positiva.
    Emanuela

  6. Anch’io custodisco cartoline e lettere d’amore dai tempi delle scuole….ora mi sembrano così lontane così irreali!
    Ho anche un quaderno che io e la mia ragazza allora (compagna ora) ci passavamo continuamente dopo che ad esso affidavamo i nostri pensieri,le nostre emozioni…ricordo che fremevo nel leggerlo nel sapere quello che lei provava.
    Si Romina,un pizzico di nostalgia c’è!

  7. Grazie a tutti per i bellissimi commenti, ricchi di spunti di riflessione. Anch’io amavo sentire l’odore della carta da lettere: una lettera scritta a mano è viva; non è semplice carta con una grafia più o meno gradevole sopra, ma è qualcosa che ha una vita propria. Difficile da spiegare, ma così la sento.

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