Scrivere d’estate

colline

Per  me, l’arrivo  dell’estate  è  anche  l’arrivo  di  una  particolare, rarefatta  atmosfera  sul  blog. Non  è  facile  spiegarsi:  avverto  l’avanzare  di  un  silenzio  che  sfocia   in  un   rallentamento, un  dilatarsi  del  tempo  che  sembra  scorrere  un  po’  meno  velocemente, un  avanzare  di   pensosa   tranquillità.  In  questo  periodo, il  blog  diventa  davvero  un’oasi, un  giardino   semi-nascosto  e  perciò   molto  attraente.  Scrivere, allora,  è  vero  ristoro, vacanza  dello  spirito, prolungata  quiete  attraversata  da  una  molteplicità  di  pensieri  calmi, talvolta  superficiali –  come  vuole  l’estate, come  impone  l’estate.

La  magia  diventa  poi  puro  incanto  quando, in  una  giornata  di  fine  giugno  velata  e  incerta,  si  sente  qualche  tuono  in  lontananza, incerto  anch’esso, vago, tale  da  sembrare  un  richiamo, un  invito  a  fermarsi, a smettere  ogni  corsa, a  sedersi. E  aspettare, aspettare  mentre  il  mondo  dorme  e  non  urla, dorme  e  respira  lentamente – quasi  a  non  voler  disturbare.

  1. Si………..un incanto sedersi ad osservare il cielo cupo e minaccioso,magari su una panchina invitante in un bel parco,in un giardino fiorito…….poesia.

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