Di rinascita e primavera

primavera1

Quando  le  giornate  iniziano  a  parlare  di  primavera, ci  si  sente  afferrati  da  un  groviglio  di  pensieri,  sogni,  sensazioni  che, talvolta, ci  fanno  quasi  arrossire: si  diventa  bambini  e  adolescenti  a  un  tempo, si  vorrebbe  correre, gridare, gettare  via  le  convenzioni. E  poi  cogliere  quei  fiori  che  non  sono  mai  stati  colti, e  riprendersi  con  fierezza  tutto  quello  che  ci  è  stato  rubato.

È  la  rinascita, la  vita  che  chiama  anche  se  siamo  stanchi, la  vita  che  s’impone  e  pretende  di  essere  guardata  senza  ammettere  rifiuti, la  vita  che  lusinga  e  illude, la  vita  che   racconta  e  promette. Terminato  il  comodo  alibi  delle  nebbie  dense  e  delle  mattine  scure – pietosi  veli  a  nascondere  dolori  e  insoddisfazioni – non  resta  che  adattarsi  ai  cieli  tersi  e  alle  voci  scomposte  lungo  le  strade.

  1. il comodo alibi delle nebbie dense e delle mattine scure – pietosi veli a nascondere dolori e insoddisfazioni –
    😦 Sai cara Romina, temo che tu c’abbia azzeccato in pieno!
    Son sempre stato restio ad abituarmi al cambio delle stagioni (ricordi quando dicevo di non riuscire ad abituarmi all’autunno?) e semplicemente a questo attribuivo il mio attuale stato d’animo: sono molto “scazzato” (passarmi il termine) e soprattutto teso, pessimista, ingrigito!
    Meditandoci, credo proprio che la primavera metta a nudo i…i vuoti che abbiamo dentro.

    OK ok, farò come ho fatto all’inizio dell’ultimo inverno: mi ci butterò a capofitto, adeguandomi e gustandomi le particolarità tipiche di questo periodo.
    Non vedo l’ora di fare i primi motoraduni per dormire in tenda! E’ da fine giugno che non ci dormo e mi manca!
    Forse ci riesco verso la fine di questo mese. M’hanno detto che la tenda si pianterebbe in un “frutteto”… speriamo che sia in fiore! Qual è la frutta tipica di Asti? Uva? Speriamo non sia il riso 😀

  2. Sottolineo anch’io il passaggio ripreso da Marco. Pienamente (purtroppo) d’accordo. Da un lato il primo tepore mi fa tornare indietro nel tempo e rimpiango l’energia di allora, dall’altro dovrò approfittarne per scrollarmi di dosso abitudini sbagliate e tonnellate di pigrizia e cercare di ritrovare un po’ di quell’entusiasmo che si è perso per strada.

  3. Marco@
    Vedrai che col primo moto-raduno metterai i germogli, proprio come le piante a primavera. 😀 E ti auguro che non cia il riso, ma un bel f rutteto in fiore.
    Come hai detto, si tratta solo di abituarsi al passaggio. E poi i passaggi hanno il loro fascino, anche quando sono conditi da un po’ di ansia e malinconia. Sono momenti che fanno riflettere, e ogni occasione è buona in questo senso.

    Tiziana@
    Anch’io rimpiango l’energia di tanti anni fa. Però, anche solo riandando col pensiero ad altre primavere, si possono ritrovare certe forze che, in fondo, sono soltanto nascoste dentro di noi. 🙂

  4. E’ VEROOOO!!! In questo periodo il frutteto sarà in fioreeee!! 8)
    Peccato che per questo we non diano granchè bello.
    Speriamo di beccare pioggia solo al ritorno.

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