Di bizzarra stagione

pioggia

In  questi  ultimi  giorni  ho  evitato  di  scrivere  non  per  mancanza  di  idee,  ma  per  pura  stanchezza. Stanchezza  fisica. Le  giornate  sono  trascorse  serene, spesso  soleggiate, a  volte  aspre  e  piovose, in  linea  con  la  strana  fusione  di  primavera  e  autunno  che  ha  caratterizzato  buona  parte  di  febbraio. Una  bizzarra, nuova  stagione  che  abbiamo  osservato  con  un  po’  di  stupore.

In  certi  giorni, quando  il  sole  e  la  pioggia  si  rincorrono  in  maniera  caotica, si  resta  confusi  e  forse  si  avverte  un  po’  d’insicurezza. Ma  se  la  pioggia  è  quella  silenziosa, sottile, quasi  impercettibile  tipica  della  primavera, ci  si  sente  avvolti  da  un  indefinibile  senso  d’intimità. Allora  si  cerca  un  momento  di  solitudine, si  evita  di  parlare, si  ascolta  soltanto  il  silenzio. E  talvolta, se  si  è  fortunati, ci  si  sente  rapiti  in  cammino  verso  l’Altrove, consapevoli  e  così  forti  da  non  temere  nulla. Sono  le  stagioni  strane  come  questa  a  toccare  il  cuore, a  scoprire  abissi  d’insospettata  saggezza, a  cancellare  ogni  traccia  d’affanno.

 

  1. Strano, amica cara …. un cancello ci appare, ogni volta che seguiamo un sentiero, come una barriera invalicabile, un muro, reale e immaginario, oltre il quale non ci è permesso di andare, un poco come un orizzonte cieco e opaco, al di là del quale tutto ci sia precluso ….
    Il Tuo cancello, invece, rappresenta un ‘oltre’ che il sogno supera senza limiti, ed un ‘dove’ non soltanto ci è possibile approdare, ma anche di viverci pacatamente con la nostra parte più nobile e migliore !
    Di questo tuo modo di essere e pensare, di questo tuo tenerissimo e poetico ospitarci … io ti ringrazio !
    🙂

  2. Lo ripeto: mi stupisce (e invidio) questa tua capacità di mantenere la sensibilità e l’attenzione alle sensazioni interiori anche nei periodi in cui sei incasinata fino al collo.

  3. Eh, quasi sempre sono incasinata fino al collo. 😀 Ma scrivere, magari solo per dieci minuti, è uno svago piacevole. Inoltre, non è inutile perché mantiene il cervello allenato.

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