Feste d’inverno

Ieri  c’è  stata  la  tradizionale  fiera  di  S. Antonio, appuntamento  irrinunciabile  per  la  città  che  lo  vive  con  piacere  e  con  un  pizzico  d’entusiasmo. La  giornata  era  freddissima  e  attraversata  da  un’umidità  pungente  a  tratti  insopportabile; ma, nonostante  ciò, non  ho  mancato  all’appuntamento,  soprattutto  perché  la  fiera  si  svolge  in  centro  storico, cioè  nel  mio  quartiere. A  partire  dalle  diciassette  del  pomeriggio, ho  percorso  in  lungo  e  in  largo  le  vie  piene  di  bancarelle, peraltro  sempre  le  stesse  ogni  anno e  sempre  poste   nei  medesimi  luoghi, tanto  che, se  si  è  in  cerca  di  qualcosa, si  sa  a  priori  dove  dirigersi. Ma  questa  fiera  è  soltanto  la  premessa  per  quella  del  31  gennaio, in  cui  la  città  festeggia  il  suo  santo  patrono: il  31  gennaio  a  Modena  non  si  lavora  e  si  va  alla  tradizionale  fiera, che  è  una  replica  di  quella  del  17  gennaio, forse  con  qualche  bancarella  in  più. A  volte, il  31  gennaio  ci  regala  un  bel  sole  invernale, altre  volte  ci  fa  precipitare  nel  grigio  più  squallido  e  spento, altre  volte  ci  porta  la  neve. Chissà  cosa  accadrà  quest’anno!

A  dire il  vero, un  po’  di  neve  mi  piacerebbe, magari  in  un  fine  settimana, quando  non  si  è  obbligati  a  uscire  in  fretta  da  casa: una  bella  fioccata  costante  e  decisa, accompagnata  da  quel  silenzio  ovattato  che  sempre  caratterizza  le  giornate  nevose, e  che  suscita  un  senso  di  pace  raro,  quasi  proiettandoci  in  un’altra  dimensione. Senza  neve, l’inverno  non  è  davvero  tale, almeno  secondo  me.

Nel  gennaio  del  2009  abbiamo  avuto  una  nevicata  meravigliosa.  Ricordo  che  uscii  durante  la  tormenta  per  fotografare  la  città, che  sembrava  placidamente  addormentata  sotto  quel  manto  candido:

neve11

Ma  per  ora  l’inverno  c’intrattiene  con  nebbia  e  con  pioggia. E  noi  che facciamo? Ovvio: ci  accontentiamo. 🙂

 

  1. Gennaio,sagre,fiere e Santi Patroni a volontà ! 🙂

    Anche qui stamane al paesello hanno ,per S.Antonio, benedetto gli animali.
    Una volta era pieno di mucche,cavalli,asini e sopratutto muli.Li usavano per portar giù le piante dalla montagna.Non c’erano i trattori,enormi,che usano oggi.

    Questa mattina c’erano solo cani.Ed una bimbetta con un coniglietto 🙂 .
    Le mucche sono sparite.O meglio,le tengono chiuse nelle stalle perchè se escono cacano e perciò “inquinano” (i cani invece no ! 😦 ).I muli spariti ! Chi li usa più !? Gli asini li tiene qualcuno in giardino per farci giocare i nipotini ( o per farci le salcicce in autunno ). I cavalli ormai sono un lusso !
    Il parroco,con lo stormo di chierichetti e solite comari,ha dovuto accontentarsi di quattro simpatici irrequieti bastardini,dei cani lupo della Protezione Civile e di qualche Labrador di signora benestante.
    C’est la vie 🙂
    Anche qui da noi il Patrono è verso la fine di gennaio,di solito con un freddo cane!
    Quest’anno no.A parte la pioggia di questi giorni,il tempo è stato stupendo.Non fa freddo.Sul mezzogiorno si raggiungono i 12 gradi (!)
    In giardino i gelsomini gialli (nome scientifico ?) sono in piena fioritura ed iniziano a fiorire anche le Forsitie.Gli alberi hanno le gemme gonfie,pronte ad aprirsi,ed i merli novelli,con un mese di anticipo,si stanno costruendo il nido nelle siepi basse.Ne ho già individuato tre :).

    Eh si Romina,un po’ di neve manca anche a me.E mi manca anche il freddo pungente di certi anni.Quello che ti arrossa il viso e ti dà la sensazione che ti si stacchino le orecchie ! Senza non sembra neanche inverno.

    Accontentiamoci,come giustamente,ed un po’ filosoficamente,dici anche tu. 🙂

  2. Alessandro, cani e bimba con coniglietto sono sempre meglio di niente, così la simpatica tradizione resta in vita. 🙂

    A parte la pioggia di questi giorni,il tempo è stato stupendo. Non fa freddo.Sul mezzogiorno si raggiungono i 12 gradi (!)

    Qui è esondato il fiume Secchia, alla periferia della città, e molte persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. Oggi ha piovuto forte quasi tutto il giorno. Speriamo che domani vada meglio.
    La descrizione del tuo giardino, che già freme di vita, mi lascia stupita e mi piace: mi sembra di vedere la primavera in mezzo a tutto questo grigio cupo e a questa pioggia continua.

    Buon inizio di settimana. 🙂

  3. Davvero sai Romina,sembra che la primavera stia per esplodere da un momento all’altro.Dici bene tu ! Sembra di sentire i fremiti della vita risvegliata da queste temperature tiepide ed invitanti 🙂 .

    Oggi non piove ed è uscito un bel sole.Ogni tanto è coperto da qualche nuvola testarda,ma l’aria è primaverile.
    Qui,tra collina e montagna,non abbiamo mai nebbia,e così l’inverno ci riserba belle giornate,non proprio calde,ma piacevoli.

    Sono sceso in strada a salutare mia moglie che ritorna in città e poi la temperatura mite mi ha convinto a fare una passeggiata. Ho affrontato la salita ripida che porta al castello (abito in via Castello….eh già….) e dopo un quarto d’ora ero arrivato.Sudato ed in maniche di camicia, perchè, man mano salivo, ho dovuto togliere felpa,berretto e poi poullover.Praticamente uno spogliarello al sole! 😉

    Davvero un inverno anomalo quello di quest’anno,ma la mia lunga vita me ne rammenta altri simili.Non molti,ma alcuni li ricordo.Noi ragazzetti che in pieno gennaio,con pantaloncini corti e poco altro, si correva per le colline inondate di sole. Non rammento l’anno esatto ma era verso la fine della guerra o subito dopo (1944-45-46 ). 🙂

    Ho sentito le notizie delle varie esondazioni,tra cui quella del vostro fiume.Ne è venuta di acqua! Speriamo abbia finito. 😦

    Da noi per ora è andata bene.Più su,in alta valle,qualche frana, ma per fortuna di poco conto.

    Buona settimana anche a te,e col sole ! 🙂

  4. Qui da me uno schifo: pioggia per tutto il weekend.
    Il freddo non mi spaventa, ma la pioggia la odio. Un weekend a remengo. Du palle! Uff… 😡
    Unica cosa buona: è stata l’occasione per passare un pò di ore con quei vecchietti dei miei genitori 🙂

  5. Alessandro sei uno spasso! 😀 Stormi di chierichetti e le solite comari 😀 L’immagine che si è creata nella mente con queste tue parole è stata esilarante! Come hai ragione sul freddo che le orecchie sembrano staccarsi tanto diventano gelide!
    La neve manca e tanto e leggere di giardini pronti al risveglio un po’ preoccupa, se poi gela improvvisamente son dolori!
    Qui da me acqua a secchiate più che a catinelle, ma per fortuna danni non ce sono stati. Anche a me Marco la pioggia spaventa. Nel ’66 mi sono trovata in mezzo ad un’alluvione e sebbene fossi piccola mi ricordo ancora il rumore dell’acqua che passava davanti casa e pure dietro. La corrente era fortissima e si portava appresso le auto come fossero barchette di carta. Vedere in questi giorni le immagini di fiumi esondati e case che sembrano isole è davvero inquietante.

    Romina riesco ad immaginarti mentre, tra i fiocchi di neve che cadono silenziosi, fermi le immagini e anche il tempo attraverso le fotografie. Quello che più mi è piaciuto di questo tuo scritto è…”Chissà cosa accadrà quest’anno!”…Mi dà la sensazione di ottimismo, allegria, leggerezza, serenità… La frase di una persona che indipendentemente da quello che desidera, sa apprezzare comunque quello che accade, riesce a trovare il bello anche in quello che non le piace. Non sai quanto lo apprezzo.

  6. Tiziana, non mi dirai che nel 1966, a novembre,eri a Firenze allagata !

    Io vi sono corso due giorni dopo perchè avevo un parente proprio in via Dell’Anguillara , (dove dopo qualche anno vi presi casa anch’io). C’erano 5 metri d’acqua !!! Una tragedia immane! Mi fermai per una quidicina di giorni.Avevamo formato una bella squadra e lavorammo come forsennati in mezzo a quella melma nera formata dalla nafta uscita dalle caldaie.Che disastro !!!Conservo ancora con orgoglio e commozione l’attestato che ci diedero poi : “Angeli del fango”. Ma fummo in tanti a lavorare come dannati allora,e tutti giovani.Io ero il più vecchio,31 anni !
    Ho ancora tante foto di quei giorni terribili e due libri,con tante fotografie,pubblicati poi da questo mio zio che era uno storico e scrittore.

    Romina,quanti ricordi risvegliano i tuoi post ! 🙂

    Vedo che anche a Modena e dintorni siete messi piuttosto male.Speriamo che smetta questa pioggia e torni un poco di sole,e anche un po’ di freddo, in questo inverno strambo.

    Marco,goditeli i genitori fin che puoi.Non ci rendiamo conto di che tesoro abbiamo. Io ho avuto la fortuna di averli fino a poco tempo fa.Mia mamma è morta,ormai centenaria,che io avevo ben superato i 70 anni.
    Ma era bello sentirla che ogni tanto mi sgridava come quando ero un bimbetto.Poi di colpo si interrompeva,stava un attimo in silenzio e : ” Ma che ti sgrido a fare che sei quasi vecchio come me !” E giù una risata 🙂 .

    Speriamo nei “giorni della merla”,ma ci conto poco. E’ impegnata a fare il nido ! 🙂

  7. Tanto per cambiare, non specificando, faccio confusione!
    Non ero a Firenze ma a Forno di Zoldo poco sopra Belluno.
    I primi di novembre nevicò molto, cosa normale da quelle parti, solo che poi dalla neve si passò alla pioggia e così il torrente Maè che scorreva dietro casa divenne il Po e la strada che passava davanti si trasformò in Tevere. Dovettero intervenire gli Scoiattoli di Cortina, gruppo rocciatori fantastico. Così con corde e carrucole riuscimmo, insieme ad altre due famiglie, a lasciare la casa, col dubbio di riuscire a tornarci. Invece per fortuna la casa è ancora lì a distanza di tanti anni. Ogni tanto torno a Forno di Zoldo, ho dei bellissimi ricordi e mi piace rinverdirli, è un paesino fantastico anche se con gli anni è cambiato molto, soprattutto per gli argini che hanno costruito e che sembrano spropositati per la portata d’acqua del torrente, ma….non si sa mai. Io allora ne avevo 6 anni e ho vissuto il tutto con la leggerezza di un bambino, tranne che per il rumore dell’acqua, quello mi è rimasto impresso.
    Firenze è stato qualcosa di apocalittico. Le immagini in bianco e nero danno ancor di più l’idea di quello che è accaduto. Non so immaginare cosa deve essere stato lavorare in quelle condizioni. E’, secondo me, come non venirne mai a capo. Il fango è qualcosa di viscido che ti ritrovi sempre addosso.
    Hai ragione Alessandro quando dici che Romina ci fa andare indietro nel tempo, è un viaggio che ci piace fare senza malinconia o rimpianti. Immagino, come nel tuo caso, ricordare quei giorni di duro lavoro, ma con la soddisfazione di essere stato utile, di aver fatto qualcosa di buono e senza pensarci troppo sei andato a dare una mano.
    Riguardo alla merla… 😀

  8. Marco@, hai fatto bene a stare con i tuoi genitorii. Avrai tempo per le tue gite.

    Tiziana@ Quello che più mi è piaciuto di questo tuo scritto è…”Chissà cosa accadrà quest’anno!”…Mi dà la sensazione di ottimismo, allegria, leggerezza, serenità… La frase di una persona che indipendentemente da quello che desidera, sa apprezzare comunque quello che accade

    Grazie! Diciamo che ci provo. 🙂

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