A fine anno

Mattina: la  giornata  è  grigia  e  scura, umida  e  tetra. E  piove, piove  ininterrottamente; senza  grande  intensità, senza  clamori, ma  piove. In  queste  condizioni, con  questa  atmosfera  priva  di  frammenti  di  luce  e  di  screziature, è  difficile  poter  guardare  oltre. Poi  si  avverte  intorno  un  silenzio  strano, tipico  degli  ultimi  giorni  dell’anno: il  silenzio  dell’attesa  e  del  riposo  prima  dell’ebbrezza  delle  feste, un  silenzio  complice, amico, a  tratti  ambiguo.

Adesso  è  pomeriggio  e  non  piove. Ma  resta  la  triste  uniformità  del  grigio  scuro  a  regnare  incontrastata  su  case, persone, strade. E  tutto  senza  sfumature, quelle  sfumature  che  alleggeriscono  il  cuore  e  l’esistenza:

autunno10

Non  ci  si  stanca  mai  di  questo  mistero, groviglio  di  sogni  emozioni  ricordi  che  nessuno  può  cancellare. Non  ci  si  stanca  mai  di  guardare  attraverso  le  foglie, di  passeggiare  su  tappeti  di  foglie, di  ascoltare  la  voce  calma  dell’autunno. Per  imparare, per  capire. Ma  adesso  è  un’altra  stagione, una  stagione  che  richiede  coraggio, capacità  di  resistenza, impegno  per  ottenere  in  cambio  grandi  benefici: la  possibilità  di  concentrarsi, attendere  con  fiducia, sognare. Sognare  a  Natale, mentre  l’anno  scivola via  di  minuto  in  minuto:

natale-blog

L’inverno  è  anche  questo: starsene  chiusi  mentre  fuori  nevica, festeggiare  tra  i  colori  per  affrontare  il  gelo  con  allegria. Nel  mio  post  precedente, ho  augurato  buon  Natale  anche   a  chi  non  vede  l’ora  di  partire  e  a  chi  sogna  di  restare.  Mi  riferivo  a  chi  desidera  trascorrere  Natale  e  Capodanno  altrove, magari  in  località  esotiche  calde  e  assolate, e  a  chi  sogna  invece  di  trascorrerlo  qui, nel  freddo  dell’inverno  appena  arrivato. Fra  questi  ultimi  ci  sono  anch’io: mi  piace  il  Natale  vissuto  nell’oscurità  della  stagione  invernale  e  a  casa  mia, con  semplicità. Per  alcuni  ciò  può  senz’altro  sembrare  noioso, ma  per  me  Natale  è  questo. E  a  Capodanno  non  faccio  eccezioni: casa, riposo, tranquillità. Senza  farmi  mancare  nulla  di  ciò  che  mi  piace.

E  allora, buon  anno. Buon  anno  a  chi  sta  cercando  la  propria  strada  nella  vita  e  teme  di  non  trovarla; ma   buon  anno  anche  a  chi  è  soddisfatto  e  spera  soltanto  di  conservare  ciò  che  ha.

Buon  anno  a  chi  si  sente  smarrito, a  chi  non  ha  una  casa, a  chi  è  privo  di  veri  amici, a  chi  spera  di  trovare  un  lavoro  e  a  chi  non  sa  da  dove  iniziare.

Buon  anno  a  chi  è  molto  deluso, a  chi  ha  troppi  rimpianti, a  chi  è  stato  tradito  e  a  chi  è  stato  abbandonato; buon  anno  a  chi  è  stanco, a  chi  fatica  a  rialzarsi  dopo  numerose  sconfitte, a  chi  è  da  sempre  incompreso.

Buon  anno  con  calma, senza  euforie, senza  tristezze, con  un  po’  d’ottimismo  e  tanto  sano  realismo. 🙂

Buon Natale 2013

babbo-natale-000

Le  ultime  ore  prima  di  Natale: c’è  sempre  qualcosa  da  fare, qualcosa  da  inventare, qualcosa  da  sistemare. Ma, per  me,  i  giorni  di  festa  saranno  finalmente  un’occasione  di  calma  e  di  lentezza, un  mezzo  per  riappropriarmi  di  ritmi  più  umani  e  un  tentativo  di  vivere  il  presente  senza  pensare  ad  altro.

Intanto  guardo  quest’immagine  e  mi  rassereno: i  colori  così  vivi  e  caldi  sono  un  inno  all’ottimismo, alla  gioia, alle  speranze  più  ardite. Sono  anche  la  prova  che  l’inverno, con  i  suoi  rigori, è  un  invito  a  cercare  il  calore  nell’intimità  di  ambienti  chiusi, luminosi  e  sereni, dove  è  possibile  fare  e  pensare, riflettere  e  sognare. Senza  la  spensierata  leggerezza  della  primavera, senza  la  superficiale  frivolezza  dell’estate, senza  l’ambiguo  incanto  delle  agonie  autunnali.

E  allora  auguri. Auguri  a  chi  è  infastidito  dalla  frenesia  di  luci  e  di  regali, a  chi  si  sforza  di  sopportare  e  a  chi  desidera  soltanto  riposare.

Auguri  a  chi  ha  visto  troppo  e  a  chi  invece  sa  molto  poco. Auguri  a  chi  è  stanco  e  distratto, a  chi  non  vede  l’ora  di  partire  e  a  chi  sogna  di  restare.

Auguri  a  chi  evita  di  giudicare  in  fretta, a  chi  riflette  prima  di  parlare, a  chi  si  sente  po’  bambino  e  a  chi  sa  ridere  e  dimenticare.

Auguri  a  chi  ha  saputo  cambiare, a  chi  ama  le  aurore  e  i  tramonti, a  chi  ascolta  il  canto  della  pioggia  e  a  chi  non  si  vergogna  di  sognare.

Auguri  a  chi  sorride  agli  sconosciuti, a  chi  non  teme  il  diverso, a  chi  percorre  spazi  sconfinati  e  a  chi  si  siede,  cupo,  in  una  stanza  tutta  per  sé.

Buon  Natale, buon  inverno, buoni  sogni. 🙂

Passaggio d’inverno

Freddo, freddo, freddo. Si  sente  che  l’inverno  è  arrivato. Adesso  si  tratta  soltanto  di  entrare  nell’atmosfera  tipica  di  questa  stagione,  caratterizzata  da  una  bellezza  severa  e  introversa. Intanto  salutiamo, con  un  po’  di  malinconia,  un  altro  tipo  di  bellezza, languida, sfuggente, arcana, inafferrabile:

01180012

Immagine 041

Dal  misterioso  fascino  dell’insondabile  autunno  alla  cupa  magia  dell’inverno. Ci  attendono  giornate  gelide  ma  colme  di  attività: d’inverno  è  facile  concentrarsi, muoversi, darsi  da  fare  in  vari  modi. Ed  è  un  piacere  starsene  in  casa, guardare  il  mondo  dietro  una  finestra  chiusa, organizzare  attività, fare  progetti, e – perché  no? – dormire.

Immagine 038

In  un  remoto  angolo  della  mente  e  del  cuore, resta  l’immagine, viva  più  che  mai, del  passaggio: la  stagione  intermedia  che  sta  per  andarsene  e  che, in  un  ultimo, lacerante, generoso  sforzo, offre  il  meglio  di  sé: la  poesia  delle  foglie  che  resistono  nonostante  il  vento  freddo, i  rami  scuri  degli  alberi  che  con  orgoglio  guardano   il  cielo  sapendo  di  non  essere  sconfitti, il  profumo  intenso  delle  memorie  che  riemergono  per  renderci  più  saggi. In  fondo, l’autunno  è  una  lezione  di  vita.

Al calar del sole

wallpaper_natale_1

Ore  16:48. Con  una  tazza  di  tè  bollente  e  una  fetta  di  ciambellone  accanto, inizio  a  scrivere  questo  post. Il  sole  è  tramontato  e  fra  non  molto, oltre  la  finestra, sarà  tutto  buio. Intanto  il  blog  ha  assunto  l’aspetto  tipico  del  periodo  festivo: poverino, deve  tirare  la  carretta  anche  lui, adeguandosi  non  solo  ai  cambiamenti  di  stagione  ma  anche  alle  varie  feste  che  spezzano  il  ritmo  dell’anno. In  altri  termini, pure  il  blog  lavora, si  dà  da  fare, si  affanna  per  allietare  il  più  possibile  chi  si  troverà  a  passare  da  queste  parti.

Ore  16:54. Fuori  si  addensano  ombre, il  giorno  sta  scivolando  via  lentamente. Oggi  il  freddo  è  intensissimo, è  davvero  inverno, inverno  giunto  di  colpo, senza  troppi  preamboli, com’è  tipico  del  suo  carattere  severo  e  aspro. Mentre  scrivo  queste  parole, m’interrompo, bevo  il  tè, guardo  fuori  dalla  finestra: sono  le  16:57  e  le  ombre  appaiono  ancora  più  marcate, di  minuto  in  minuto. Sto  immaginando  che  tipo  d’inverno  sarà: avremo  la  neve? e  quanta? Sebbene  il  sogno  di  molti – anche  il  mio – preveda  l’arrivo  di  un’abbondante  nevicata  il  25  dicembre, la  realtà  non  vuole  saperne: qui  non  ho  mai  visto  la  neve  il  giorno  di  Natale. In  genere, se  si  degna  di  comparire  durante  le  feste, la  neve  comincia  a  fioccare  il  31  dicembre, per  la  tanto  odiata  o  amata  festa  di  S. Silvestro.

Ore  17:06. La  sera  è  calata. Non  è  ancora  buio, ma  manca  molto  poco. La  mia  pausa  sta  per  terminare: ho  i  minuti  contati. Ma  sono  felice  di  averla  trascorsa  su  questo  blog.

Buon  proseguimento  di  giornata  a  tutti. 🙂

P.S. Sono  le  17:10: adesso  è  quasi  buio.

L’inverno, la nebbia e il blogger-filosofo

In  queste  giornate  gelide, è  la  nebbia  a  dominare  sulla  città, una  nebbia  molto  fitta, tanto  fitta  che, quando  cala  la  sera  intorno  alle  diciassette  del  pomeriggio, si  ha  la  sensazione  di  vivere  in  una  dimensione  metafisica, oltre  il  tempo  e  lo  spazio, e  si  fatica  a  distinguere  le  forme  di  cose  e  persone.  Non  è  una  situazione  così   frequente, d’inverno, almeno  qui  in  città: in  genere  la  nebbia  è  più  sfumata  e  meno  persistente. Quest’anno, invece, ha  deciso  di  stupirci  e  di  mostrarsi  in  tutto  il  suo  vigore, in  una  sorta  di  eccesso  di  vanità. E  di  sera, con  le  illuminazioni  natalizie  delle  vie  del  centro, bisogna  ammettere  che  ha  un  certo  fascino.

Scrivere  ora, di  notte, in  una  stanza  calda,  mentre  fuori  si  vedono  a  malapena  i  lampioni  immobili  lungo  la  via, è  molto  piacevole: è  un  momento  di  riposo, di  calmo  divertimento  e  di  bei  pensieri.  D’altra  parte, un  blogger  incallito  scrive  sempre, con  le  intemperie  o  senza, nelle  afose  giornate  estive  e  nelle  freddissime  serate  invernali. Il  blogger  intrepido  sfida  le  stagioni, gli  eventuali  acciacchi  e  gli  anni  che  corrono  via, sapendo  di  dover  intrattenere  i  viandanti  che, percorrendo  l’immenso  spazio  della  Rete, si  fermano  anche  solo  qualche  minuto  per  riposare  o  pensare  o  trovare  qualcosa, qualsiasi  cosa. In  un  certo  senso, il  blogger  svolge  un’azione  terapeutica. Si  sa, tutto  dipende  dal  genere  di  blog, dal  carattere  dell’individuo che  scrive, dal  tipo  di   post  e  dalle  circostanze; però, è  vero  che  talvolta  il  blogger  diventa  una  specie  di  psicologo, uno  psicologo  sui  generis, dall’aria  molto  informale, un  po’  casalinga  e  perciò  gradita. Al  blogger  ben  disposto  e  comprensivo  si  possono  confidare  pensieri, sfoghi  e  piccole  stravaganze. Il  blogger-psicologo-e-filosofo, conscio  della  complessità  dell’esistenza  e  incline  a  non  giudicare  con  leggerezza, sa  che  basta  poco  per  suscitare  un  po’  di  allegria, per  regalare  qualche  emozione  e  per  fare  un  po’  di  compagnia. Magari  poca, pochissima  compagnia, perché  i  mezzi  a  sua  disposizione  sono  molto  limitati; eppure, qualcosa  ogni  tanto  può  fare.

E  io, che  mi  autodefinisco (con  presunzione?)  blogger-filosofa,  cosa  faccio? Be’, mentre  fuori  la  nebbia  sembra  inghiottire  cose  e  persone, sto  pensando  a  quanto  sia  gradevole, con  questo  clima, il  rito  del  tè  pomeridiano:

tè

Da  prendere  con  calma, quando  non  si  ha  la  necessità  di  correre. Da  assaporare  lentamente, sprofondando  nel  colorato  mondo  dei  sogni  a  occhi  aperti.  E  guai  a  chi  disturba: nessuna  pietà  per  i  seccatori. 😀

Dissolvenze d’autunno

Oggi  è  stata  una  domenica  piena  di  lavoro, perché  ho  dovuto  preparare  i  miei  alberi  di  Natale  e  sistemare  altri  numerosi  addobbi. Morale: tutta  la  giornata  è  scivolata  via  così  e  adesso  mi  sento  stanchissima. Però  sono  felice  di  aver  terminato.

stagione_autunno_foglie

C’è  qualcosa  di  più  misterioso  e  struggente  dell’ultima  fase  dell’autunno? Il  sole  di  queste  giornate  ci  consente  di  ammirare  ancora, nonostante  l’arrivo  di  dicembre, bellissimi  paesaggi  autunnali: non  tutti  gli  alberi  sono  spogli  e, in  certe  strade, lungo  certe  vie  appartate – forse  persino  dimenticate – sembra  di  trovarsi  ancora  a  novembre.

Tanti  colori – verde  marrone  rosso  giallo –  e  infinite  screziature; poi  dissolvenze  nella  nebbia  del  mattino, e  visioni, stralci  di  memorie, passi  tranquilli  su  tappeti  di  foglie  morbide, quelle  foglie  che  attutiscono  la  durezza  dell’asfalto, quelle  foglie  che  alleggeriscono  l’esistenza, quelle  foglie  che  non  ci  abbandonano. Fedeli, leali, affettuose.

In  lontananza  un’ombra, la  fantasia  che  non  teme  di  volare  in  alto, il  desiderio  di  oltrepassare  ogni  barriera.

Indimenticabile autunno

Dicembre  è  cominciato  regalandoci  giornate  serene  e  freddissime, accompagnate, di  mattina, da  molta  nebbia. Questo  è  il  mese  in  cui  l’autunno  muore  per  lasciare  spazio  all’inverno, ed  è  anche  il  mese  delle  feste  e  delle  corse: corse  per  organizzare  pranzi, cenoni, incontri, raduni  e  altre  cose  simili. Io  tento, nei  limiti  del  possibile, di  non  lasciarmi  travolgere  da  questo  ritmo  impazzito  e  di  continuare  con  le  mie  abituali  occupazioni.

Picnic under the Maples

Indimenticabile  autunno. Ogni  foglia  è  un  pensiero, un  ricordo, un  segreto, un  insieme  di  anni, di  emozioni, di  speranze. Sarebbe  un  sogno  starsene  lì, senza  essere  disturbati; sarebbe  un  sogno  starsene  fermi  lì, senza  dover  parlare, ridere, giustificarsi  o nascondere. Senza  recitare  la  parte  che  ci  è  stata  assegnata, senza  seguire  la  sceneggiatura  che  ci  è  stata  imposta. Starsene  lì  almeno  per  un  pomeriggio – uno  solo – e  riposare. Perché  l’autunno, sì, soltanto  lui  può  capire.