Nei viali silenziosi

337361_priroda_osen_park_aleya_kashtany_1920x1280_(www.GdeFon.ru)

A  ottobre, la  nebbia  leggera  del  mattino  è  una  lieve  carezza, che  ammorbidisce  l’orizzonte   e  persino  l’esistenza. Gli  alberi  non  sono  ancora  spogli: le  foglie  cadono  lentamente  per  regalarci  il  tempo  di  ammirarle. Nei  viali  silenziosi, passa  una  vita  intera: immagini, frammenti, il  passato, il  presente, l’eternità.

A  ottobre, si  può  vagare  senza  fretta  sotto  gli  alberi  stanchi  e  trovare  infinite  risposte.

  1. Immagine molto suggestiva che ben si sposa con il trascorrere del tempo.
    Da una parte le foglie verdi,retaggio del periodo estivo,ricordi del passato e della fanciullezza…dall’altra parte foglie gialle,l’autunno che è ormai è tutto intorno…il presente che si mescola con i frammenti del passato… una cornice incantevole che ci porta a percorrere il viale della vita,
    ciao Romina

  2. Debbo confessare che mi ha ispirato @Claudio ( ” …. ricordi del passato e della fanciullezza…dall’altra parte foglie gialle, …. ” ), facendomi risalire alla memoria quel primo album di @Gino Paoli ( bellissimo … quasi artigianale, ricco di spunti ed immagini in aggiunta al disco ‘a 33 giri’ della raccolta ) che, da adolescente ascoltavo e riascoltavo …. ed ascoltavo ancora, nella mia vecchia stanzetta di ginnasiale ….
    Quelle parole, ancora oggi …. che belle ! 🙂

    “Un vecchio bambino …. che gioca con un pettirosso
    un vecchio bambino … in un giardinoooooooo …
    Vecchie foglie gialle, che cadono dagli alberi
    ‘a due a due’ …. come coppie che ballano !

    Sì, @Romina cara … fu da allora che cominciai ad amare l’ autunno più di ogni altra stagione …. e quando mi stringeva una precoce ( e immotivata ) malinconia, ricordo che camminavo in certe strade di Roma in cui, quelle “vecchie foglie gialle”, staccandosi quasi con deliziosa danza dai rami mentre il vento suonava, ricoprivano interamente l’ asfalto dei marciapiedi, creando come un sentiero dorato, insolito … misterioso, lungo il quale, addentrandomi in silenzio, mi esaltavo …. quasi che quel sentiero d’ oro portasse a chissà quale felicità, dove sarebbe stato per me possibile annegare la malinconica tristezza che fin da allora mi seguiva come una fedele, devota, agro-dolce compagna !
    Poi, imparai prestissimo a capire che, tutto ciò che in autunno sembrava morire, iniziava invece a rivivere in forme e colori ancora più belli …. e che quella dolce malinconia, era l’ unica mia compagnia vera e sincera, per riflettere fuori da ogni miseria sulla enigmatica complessità dell’ anima …. e la straordinaria, irripetibile, bellezza della vita … non ostante tutto ! 😀

  3. …..”a ottobre si può vagare senza fretta sotto gli alberi stanchi……”.
    Non sono stanchi gli alberi in autunno.
    Sono pieni di energia compressa,la linfa vitale trattenuta a fatica in attesa dell’esplosione primaverile.
    Me lo dice da sempre il vecchio gelso del giardino,con il gioioso stormire delle sue foglie ancora verdi.Sono le ultime ad ingiallire.
    I grossi chiari rami tesi verso il cielo a chiedere ed assorbire l’energia che il sole ed il cielo terso ancora diffondono.Ed il suo potente tronco nero e rugoso di grosse scaglie vibra di vita sempre giovane e nuova……ed io con lui 🙂
    Sursum corda !

  4. Bruno@ quasi che quel sentiero d’ oro portasse a chissà quale felicità, dove sarebbe stato per me possibile annegare la malinconica tristezza che fin da allora mi seguiva come una fedele, devota, agro-dolce compagna !

    La cosa più bella che ci sia: i sentieri dorati d’autunno. E anche la malinconia, perché può essere fonte di grande creatività. 🙂

    Alessandro@
    Gli alberi d’autunno sono stanchi per me . Non descrivo le cose come sono, ma come le sento in certo momento. 😉

  5. Cara Romina,avevo intuito questo tuo stato d’animo, che non è stanchezza fisica nè di spirito,ma una forma di abbandono riposante dopo le “esuberanze” estive.
    Questi mesi grigi,quasi cupi,con pochi momenti di luce e calore solare,sono un invito al riposo in attesa del ritorno dolce e gioioso dell’immortale risveglio. 🙂

    • Sì, è proprio come dici: un abbandono riposante e, al di là dell’atmosfera, sereno. Malinconia e serenità possono convivere meravigliosamente bene. 🙂

      (Edit) Alessandro, beato te che vedi il gelso! Io invece vedo i palazzi di fronte al mio. Tuttavia sono contenta ugualmente perché questa atmosfera è comunque magica.

  6. Romina,ho salutato il gelso per te che ha risposto agitando leggermente le foglie.
    Un merlo,tranquillamente appollaiato su un ramo nonostante la pioggia insistente,mi guardava con un occhio solo storcendo un poco il capo.
    Momenti di serenità impagabili 🙂

  7. Gli alberi ci salutano a modo loro prima del riposo invernale. Magari qualcuno non ne avrebbe nessuna intenzione, come un bambino che non ne vuole sapere di andare a dormire, ma è così. E allora lasciano cadere le loro foglie come coriandoli che sanno di arrivederci non certo di addio. Noi ringraziamo stando col naso in su ammirando questa meraviglia di colori, di danze, di giochi che, magia della natura, si ripete ogni anno.

  8. Bello questo punto di vista del “saluto”.
    Tuttavia continuo a non considerare gli alberi spogli come alberi “a metà”.
    Anche il bosco invernale con tutti questi tronchi e rami ben marcati ha un suo fascino: sa di streghe, di incantato.
    A me piace anche spoglio.

E tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...