Ottobre

autunno 4

Ottobre  è  un  racconto, narrato  a  voce  sommessa  in  un  salotto  tranquillo, vicino  a  una  finestra  aperta  sull’invisibile. Ottobre  è  l’anima  che  parla, la  verità  che  chiede  di  essere  ascoltata, la  storia  di  ciascuno  che  si  dipana  con  delicatezza,  mentre  la  sera  avvolge  e  comprende, incanta  e  seduce.

Ottobre  è  un  diario: pagine  ingiallite  e  infinite  parole, strani  discorsi  a  percorrere  il  tempo, a  indicare  sfumature, a  illuminare  angoli  scuri. Ottobre  è  un  racconto  segreto, una  porta  chiusa  che  si  apre  sull’eterno, una  mancanza  e  una  presenza.

Ottobre  è  un  sentiero  remoto, sogno  di  foglie  ingiallite, di  passi  e  di  pensieri. Ottobre  è  la  memoria  che  non  teme  se  stessa; ottobre  è  il  ricordo  struggente  che  diventa  saggezza.

  1. ciao Romina, ottobre è la natura che si fa poesia nei paesaggi che sembrano diventare dipinti…ogni sensazione, anche la più intensa, sembra solo sussurrata e una dolce malinconia sembra avvolgere tutti i pensieri…..

  2. Chi ama il mese di ottobre non ha troppa paura delle trasformazioni, non ha paura di andare verso il rigido inverno e di abbandonare la solare e calda estate. Non ha paura della solitudine e della malinconia, che sente calda e potenzialmente creativa, come l’introversione.
    Un caro saluto.
    Giorgio

  3. Giorgio@
    Vero. Io non temo né la solitudine né la malinconia. E sono contenta di appartenere all’esigua minoranza degli introversi. Certo, in quanto minoranza incontriamo tutte le difficoltà esistenziali che incontrano le altre minoranze, ma mi va bene così.
    Un caro saluto anche a te.

  4. Adesso che ci penso… Vero: l’autunno piace a chi non teme la solitudine/malinconia.

    Nel corso della mia vita ho attraversato periodi in cui ho sofferto per la solitudine e ricordo che l’arrivo dell’autunno mi metteva una tristezza indescrivibile.
    In passati periodi più positivi, spesso non c’ho nemmeno fatto caso (beata gioventù… quando freddo o caldo, e addirittura sole o pioggia, facevano ben poca differenza!). Le stagioni scorrevano e io cambiavo solo il modo di vestirmi.

    Noto che ancora adesso amo le giornate autunnali quando sono “sazio” di amici e giornate intense, mentre mi danno fastidio se per molti giorni di seguito sono rimasto “a bocca asciutta” di soddisfazioni di qualunque natura.
    E’ un pò come la solitudine stessa: è meravigliosa quando è ricercata, ma è l’inferno più atroce quando è subìta contro la nostra volontà.

    • Io considero un privilegio saper apprezzare la solitudine. Ovviamente tutti amiamo la compagnia, tutti ne abbiamo bisogno, tutti sentiamo la necessità d’interagire con gli altri. Però alcuni devono per forza cercare compagnia e caos sempre e comunque, altrimenti si deprimono; inoltre, se non fanno ciò che fa la massa rischiano d’impazzire. E quando si trovano da soli, con se stessi, sono smarriti. Ecco, questo è un modo di essere che non invidio.

  5. Romina ancora una volta mi ritrovo a concordare con quello che hai scritto. Certo l’uomo non è “fatto” per vivere da solo, ma a volte la solitudine è un toccasana. E’ un modo per non farsi travolgere da tutto e tutti. E’ un modo per ricordare a sé stessi che siamo individui e non una massa come dici giustamente tu.

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