Immaginare a settembre

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Inizio  di  settembre, il  mese  del  cambiamento. Si  sa  che, a  un  certo  punto, avverrà  il  passaggio, con  scuri  giorni  di  pioggia  a  segnare  la  fine  dell’estate. Muteranno  il  vento, il  cielo  e  le  emozioni, e  sarà  davvero  autunno.

Intanto,  l’attesa  è  un  groviglio  d’impazienza, di  quieta  serenità  e  di  speranza. E  non  si  può  fare  a  meno  d’immaginare: si  vede  l’arrivo  dell’autunno  come  un  incedere  lento  ma  senza  timori; si  vede  la  prima, vera  sofferenza  del  sole, malato  eppure  incline  a  non  svanire. E  si  vedono  i  pomeriggi   scorrere  attraverso  il  moltiplicarsi  delle  ombre, ma  senza  tristezza, sempre  col  sorriso, sempre  con  tanta  consapevolezza. Così  ci  si  sente  più  saggi, tesi  a  intrecciare  passato  e  presente, ad  amare  stanze  chiuse  e   vetri  umidi  di  pioggia, a  scrutare  l’orizzonte  in  attesa  dell’ignoto, a  lasciarsi  rapire  dalle  prime,  caute  nebbie  del  mattino.

A  settembre, l’attesa  è  uno  strano  groviglio  di  pensieri. Non  si  può  fare  a  meno  d’immaginare, non  si  può  fare  a  meno  di  essere  felici.

  1. La tua descrizione è tanto sincera e palpitante quanto lontana dal mio sentire.
    Ogni anno che passa, per me, l’autunno ha sempre più la connotazione di un austero e severo arbitro che decide di limitare e porre fine alla stagione della luce e della vita.
    Non si può fare a meno di essere… pensosi, riflessivi, coscienti, quieti, anche energici, ma la felicità, che naturalmente ti invidio, è per me associata al tempo inebriante in cui trionfano le foglie verdi.

    Ti auguro che la tua stagione prediletta ti porti abbondanza di doni!

    • Grazie, Franz. Lo auguro anche a te, nonostante io sappia bene che preferisci altro. Auguriamoci che l’autunno, nelle nostre città, sia abbastanza mite, così anche chi predilige le foglie verdi potrà sopportarlo meglio.

      Buona giornata.

  2. Io spero che ,quando l’autunno inizierà a essere più prepotente, mi passi questa tristezza che ho in questi gg.
    In questo istante la penso anch’io come franz, che ha trovato delle parole davvero perfette: “l’autunno ha sempre più la connotazione di un austero e severo arbitro che decide di limitare e porre fine alla stagione della luce e della vita.”

    Tra l’altro quest’anno ,in primavera, io e mia moglie abbiamo comprato 2 bici e mi sono un pò appassionato: ho iniziato ad andare al lavoro in bici (non tutti i gg, perchè è una mazzata) e qualche sera mi sono visto con amici al baretto uscendo in bici io e mia moglie (è bello alla sera sentire il fresco quando si torna a casa, seppur con un paio di birre in pancia che affaticano la pedalata).
    Siamo arrivati al punto di andare anche a fare la spesa in bici 😀 😀 😀

    Ho paura che mi mancheranno un pò queste uscite con l’aria in faccia. 😥

  3. In realtà … l’ autunno NON pone fine alla stagione della luce, ma muta la luce, trasformandola, da chiassosa e accesa al punto tale che, d’ estate, si cerca disperatamente una zona d’ ombra per ripararci dal sole pieno e invasivo, a luce tenera, calda al punto giusto, talvolta frizzantina e magari accompagnata da pioggia ( come del resto accade anche in estate …. quando la pioggia vien giù “a torrenti d’ acqua” ), sempre rosseggiante nella dolcezza struggente del crepuscolo … e, quanto ai colori della luce ( esasperati d’ estate, nella frenesia che ci coglie e nel chiasso non di rado insopportabile causato dagli altri ed anche da noi stessi ), beh l’ autunno li accende nelle più variegate tonalità e lievi sfumature, dal giallo oro delle foglie appassite, al rosso fiammeggiante di certi alberi, all’ azzurro, al marrone pieno, al grigio perlaceo …. al turchino !
    Giova inoltre ricordarci che l’ autunno … NON è la stagione della morte, bensì la stagione del ricambio …. e cioè della vita .
    Ed anche i pensieri nostri, rallentano la loro corsa frenetica …. e inducono a più meditate riflessioni, a più unione con noi stessi nella nostra più intima interiorità, alla memoria …. alla nostalgia, qualche volta alla malinconia …. proprio così come è la vita ‘vera, semplice e viva’ ! 🙂

  4. Marco@ Siamo arrivati al punto di andare anche a fare la spesa in bici 😀 😀 😀

    Però! Bellissima passione, comunque, anche con le birre in pancia. 😀
    Ma sbaglio o vivi a Milano? Andare in bici in una metropoli è una bella scommessa.

    Bruno, che belle parole, molto suggestive. 🙂
    Tu parli da grande amante dell’autunno e io condivido. Ma capisco anche chi la pensa diversamente da noi.

  5. Per semplicità dico “milano” se parlo con un non-lombardo, ma in realtà abito in provincia, in una zona anche abbastanza verde.
    E ciò da ragazzino mi faceva sentire un pò paesanotto, ma ora non andrei a vivere in Milano città nemmeno morto.

    • Marco,certamente vivi in una dimensione più umana. Io amo le metropoli, però possono essere molto stressanti. Persino una città media come Modena, che si è ingrandita parecchio negli ultimi anni, è diventata, per certi aspetti, molto stressante. Ogni tanto sogno la campagna.

      Tiziana@ Settembre è come un abbraccio caldo ma non soffocante, rassicurante, dolce….semplicemente una meraviglia.

      A testimonianza di come possano essere insopportabili gli eccessi, di qualsisi genere.
      Buona domenica a voi.

  6. “…A settembre, l’attesa è uno strano groviglio di pensieri. Non si può fare a meno d’immaginare, non si può fare a meno di essere felici.”
    Romina hai proprio ragione. Non posso fare a meno di essere felice per tutto quello che settembre mi regala. Tutto diventa amico a settembre, il sole, il vento, la pioggia…. Settembre è come un abbraccio caldo ma non soffocante, rassicurante, dolce….semplicemente una meraviglia.

  7. Sabato e domenica ero dalle tue parti per un motoraduno a Campogalliano.
    Abbiamo campeggiato ai laghi Curiel.
    Domenica c’è stata anche la visita all’accademia militare di Modena.
    Adesso devo mettermi *seriamente* a dieta, perchè ci siamo sfondati ti tigelle e gnocco fritto (dopo aver già affrontato le ferie in sicilia!).

    • Marco, io abito abbastanza vicino all’Accademia militare.

      Vedo che ti sei un po’ strafogato. 😀 Be’, niente di male, ogni tanto ci vuole.
      E appena inizierà sul serio l’autunno, consiglio qualche sana “pappata” di tortelloni e ravioli di zucca: sono squisiti.

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