Freddo di maggio

glicine4

Nonostante  il  cielo  azzurro, sono  il  vento  e  il  freddo  ad  accompagnare  questa  insolita  giornata  di  maggio. Si  avverte  un  po’  di  delusione  di  fronte  a  una primavera  in  tono  minore, quasi  timorosa  di  esplodere  in  tutta  la  sua  gioiosa  e  inarrestabile  vitalità: troppi  giorni  di  pioggia  e  di  toni  smorzati, troppa  oscurità  e  troppa  incertezza.

Le  rose  tremano  al  vento, vittime  incolpevoli  di  questa  furia  cieca  e  irrazionale. Ma, d’improvviso,  verrà  un’altra  primavera, tranquilla, pacata, in pace  con  se  stessa  e  col  mondo; verrà  un’altra  primavera  a  cancellare  il  freddo  di  questo  maggio  irrequieto  e  scostante. E  nei  giardini  saranno  soltanto  fiori, fiori  avvolti  dal  silenzio – e  poi  la  quiete, e  poi  l’immenso.

Verso il tramonto

tramonto

Questa  è  un’ora  strana, indefinibile  come  ogni  tardo  pomeriggio  di  primavera. La  luce  smorzata  eppure  sicura  di  sé, l’atmosfera  rarefatta  che  forse  precede  la  pioggia, l’animo  inquieto  che  trova  pace  senza  sapere  perché: si  vedono  colori  anche  in  una  stanza  chiusa, si  vedono  prati  e  monti  indolenti  sotto  il  cielo  ribelle.

Ci  si  trascina  verso  il  tramonto. Con  quieta  lentezza, come  di  chi  non  si  aspetta  nulla  eppure  è  appagato; come  di  chi  non  si  aspetta  nulla  eppure  è   vivo.

Sulle rose

bouquet rose

Ci  piacciono  sempre, in  ogni  modo: superbe  e  maestose  nei  giardini  di  maggio  accarezzati  dal  sole  mite  e  compiacente; oppure, raccolte  in  vasi  di  porcellana, sensuali  ed  enigmatiche  accanto  a  finestre  attraversate  dalla  luce  del  tramonto.

E  le  amiamo  anche  umide  di  pioggia,  straziate  dal  vento  improvviso  di  giornate  furiose  o  durante  l’agonia  di  petali  sfioriti  e  stanchi. Le  amiamo  nel  loro  splendore  e  nella  loro  decadenza, inebriati  da  quell’incanto  di  profumi, colori  e  forme  che  rimandano  all’Altrove. Troppo  belle  per  appartenere  a  questo  mondo,  le  rose  sanno  d’infinito, di  eterno  – e  insondabile  mistero.

Giorni di maggio

glicine

Sono  strani  questi  giorni  di  maggio, sfuggenti  e  inquieti: il  sole  viene  e  va, i  temporali  smorzano  d’improvviso  la  luce  e   i  sogni, il  cielo  è  spesso  una  tempesta  di  dolore.

Maggio: il  culmine  della  primavera. Il  mese  delle  rose, dei  giardini  profumati, delle  fantasie  indulgenti, della  gioia  che  alimenta  se  stessa  attraverso  i  colori  e  le  passioni. Maggio: un  cancello  si  apre  a  svelare  un  sentiero –  ed  è  un  vortice  di  rosa  e  di  lilla, di  felicità  e  tristezza, di  passato  e  presente, d’infinito  e  oltre.