Oggi

Ho  scritto  l’ultimo  post  una  settimana  fa: è  trascorso  davvero  troppo  tempo, almeno  per  me. Ciò  è  avvenuto  non  per  mancanza, ma  per  sovrabbondanza  di  idee  e  di  pensieri. Avrei  potuto  scrivere  quasi  un  post  al  giorno; eppure, l’eccesso  di  suggestioni, di  temi  e  di  riflessioni  che  avrei  voluto  affrontare  si  è  risolto  in  un  nulla  di  fatto. Capita  anche  questo  a  chi  scrive  molto.

Non  posso  abbellire  l’eccessivo  squallore  di  questa  giornata  tetra, umida  e  piovosa. Mi  mancano  le  parole: non  riesco  a  trovare  luce  dove  non  c’è, non  riesco  a  vedere  oltre, perché  oggi  il  mio  sguardo  è  qui, tutto  impigliato  nella  rete  della  logica, della  fredda  razionalità, della  realtà. Perciò  non  posso  regalare  sogni  o  illusioni. Oggi  posso  solo  mostrare  questi  colori, che  mi  raccontano  storie  e  favole  lontane:

sbrana

(Paesaggio, di  Antonio  Sbrana)

 

  1. Bentornata Romina!
    Prima parte: è comprensibile, se le idee si affollano, e specie se oltre pensieri e riflessioni abbiamo una piena di sensazioni e intuizioni, capita che tutto s’intrecci in una matassa da cui è difficile tirar fuori pensieri ordinati.. almeno così succede anche a me. Oppure c’è la mancanza di tempo, ma quello è altro paio di maniche!
    Seconda parte: non preoccuparti di regalare solo sogni.
    A me sono stati utili tanti tuoi post, parlo di post anche ‘vecchi’ (solo di data), una sera che mi sono messa a spulciare il tuo blog in lungo e in largo fino a che ho perso la nozione del tempo, facendo molto tardi. In quel momento particolare però mi ha fatto bene leggere le tue riflessioni sul blog in versione filosofica. Quindi non solo illusioni, ma razionalità per niente ‘fredda’, che mi ha dato una visione diversa di alcune cose.
    Capisco che il mio discorso è oscuro.. era /è un momento in cui i grandi cambiamenti in wordpress, l’affluire sulla piattaforma di nuovi bloggers con modi di stare nel blog diversi da quelli conosciuti per anni, l’influenza ormai inestirpabile di facebook su molti dei nuovi bloggers (e l’improvvisa voglia di WP di assimilarsi al social network), mi ha messa in crisi coi miei stessi spazi virtuali. Per andare avanti penso ogni tanto a certi scritti tuoi sul blogger-filosofo, e anzi li rileggerei per farmi animo (dovrei rovistare di nuovo.. 😀 ).
    Buon lunedì!
    Aurora

    • Buonasera e buon inizio di settimana a voi. 🙂

      Aurora@
      A me sono stati utili tanti tuoi post, parlo di post anche ‘vecchi’ (solo di data) […]In quel momento particolare però mi ha fatto bene leggere le tue riflessioni sul blog in versione filosofica. […] era /è un momento in cui i grandi cambiamenti in wordpress, l’affluire sulla piattaforma di nuovi bloggers con modi di stare nel blog diversi da quelli conosciuti per anni, l’influenza ormai inestirpabile di facebook su molti dei nuovi bloggers (e l’improvvisa voglia di WP di assimilarsi al social network), mi ha messa in crisi coi miei stessi spazi virtuali.

      Il post sul blogger-filosofo è questo: https://oltreilcancello.wordpress.com/2012/02/13/funzione-sociale/. Un post in apparenza frivolo, ma… 😀

      Comprendo bene il tuo discorso sui blog e sul modo di stare in rete. Il successo di certi social network è dovuto al fatto che, per la loro stessa struttura, ossia per il modo in cui sono concepiti, stimolano le chiacchiere da bar, il conversare istintivo senza il vaglio della riflessione, il commento rapido e sgrammaticato, gli sfoghi a colpi d’insulti facili.

      I blog, invece, comportano inevitabilmente un po’ di sanissimo impegno: bisogna creare un post possibilmente ben scritto o almeno dotato di un senso logico; poi, magari, bisogna scegliere anche un’immagine adeguata ad accompagnarlo. Insomma, il blog, per il modo in cui è stato concepito, implica un po’ di fatica. Anche chi commenta in un blog è, in generale, costretto a formulare pensieri di senso compiuto, lunghi o brevi che siano, e non può esagerare in insulti, disturbi e sfoghi concitati, pena l’esclusione. Il padrone di casa, infatti, è uno solo – il blogger, appunto – fa le regole e, tranne rari casi, le fa rispettare. D’altra parte la vera democrazia implica il rispetto di regole. Senza regole, la democrazia muore e si cade nel caos.

      Chiaro che un buon numero di persone ami il disimpegno. 😉 Perciò i lettori dei blog sono calati. Ma penso però che chi resiste a scrivere sui blog sia davvero motivato a farlo, o almeno ami la scrittura.
      Se puoi e hai un po’ di tempo, continua a scrivere. 🙂
      __________

      Bruno@ Noi, ne sfogliamo le pagine, leggiamo i tuoi pensieri, intuiamo non poco di te che è così simile a noi, intrecciamo ghirlande con i tuoi stessi fiori …. e ci smarriamo appagati, dimenticando il tempo che se ne va, talvolta con lacrime … talvolta fra sorrisi, ma se ne va

      Corre davvero in fretta il tempo: mi torna in mente il bellissimo ottobre scorso e mi sembra soltanto ieri. Il tempo è passato in fretta anche per questo blog: il 12 gennaio ha compiuto ben sei anni. Invecchia, poverino. 😀

  2. Concordo “appassionatamente” con @Aurora, @Romy cara : il tuo blog, come una struggente susseguirsi di luoghi indimenticabili, cari sì alla Memoria, ma profumati di attualità e tenera predisposizione alla vita, ci prende e ci affascina di per sè …. in ogni momento . 🙂
    Noi, ne sfogliamo le pagine, leggiamo i tuoi pensieri, intuiamo non poco di te che è così simile a noi, intrecciamo ghirlande con i tuoi stessi fiori …. e ci smarriamo appagati, dimenticando il tempo che se ne va, talvolta con lacrime … talvolta fra sorrisi, ma se ne va ….
    Non per sempre se ne va … ma appena quel tanto per celarsi fra le nuvole, in attesa di riannunciarsi, di nuovo sereno e rassicurante, con l’ immancabile, iridato, futuro arcobaleno !
    Incanto tuo, cara amica …. di cui ti saremo sempre grati ! 😀

  3. Basterebbe scrivere che concordo pienamente con quello che è stato scritto o meglio con i pensieri e le sensazioni riportate. Dovrei aggiungere qualcosa di mio per non inviare un commento banale, ma non saprei cosa altro aggiungere senza “togliere” quel qualcosa di magico che traspare.
    Poche parole riporto “…e ci smarriamo appagati, dimenticando il tempo che se ne va…” perché è bello smarrirsi camminando tra le tue righe come in un campo di grano maturo o su di un prato dove l’erba non è ancora stata tagliata e poter accarezzare gli steli, i fiori e sentire quella sensazione di pace un po’ malinconica che però a me piace immensamente.

    p.s. Auguri per questi sei anni 🙂 e ancora una volta e non sarà l’ultima, grazie per le tue parole, i tuoi pensieri sono diventati per me quasi indispensabili.
    Un abbraccio.

    • Tiziana, grazie per gli auguri, mi fanno piacere perché sei anni sono tanti. Un abbraccio anche a te. 🙂 Pace un po’ malinconica, hai detto: sì, è vero, probabilmente è quello che si percepisce.

  4. Grazie innanzitutto, dell’incoraggiamento a scrivere.. farò quel che posso 😀
    Tornando ai tuoi post e agli argomenti che quella sera ho letto con tanto interesse, ce n’erano anche altri, fra cui un post, solo apparentemente ‘frivolo’ come dici tu, ma che faceva riflettere invece (oh, lo so, ormai appaio come una che fa le pulci anche alle virgole, ma sono terribilmente analitica, e sto attenta alle parole, perché son sempre più che d’accordo con la mitica frase “le parole sono importanti!”). Un post in cui iniziavi dicendo qualcosa di molto simile a “quanto mi diverto con questo blog!” e poi spiegavi brevemente il perché. Il perché, se ben ricordo, era che ti sentivi libera! Che in questo angolo eri libera di esprimerti, di esprimere i pensieri che gradivi condividere. Spero di aver ricordato bene il concetto, se non le parole esatte…
    Ecco, con questo e con l’altro che hai anche linkato sopra, esprimi molto bene le due facce del ‘bloggare’: da una parte c’è un luogo tutto nostro in cui esprimersi liberamente e condividere quel che ci piace; dall’altra.. dopo un po’.. ci si accorge che ‘condividere’, significa aver dei lettori o aspirare ad averne (che è sempre un piacere) e questo comincia a porre a molti blogger dei quesiti, quando non addirittura dei problemi.
    Lo so perché mi riguarda e perché certi problemi se li pongono anche altre persone con cui ho avuto scambi di idee in proposito.
    Tu ti ponevi il dubbio della responsabilità.
    Altre persone si pongono un dubbio probabilmente più frequente (che al momento è esacerbato dalle cose di cui dicevamo sopra.. alcuni cambiamenti avvenuti nella blogosfera, che confondono ancora di più): se scrivo liberamente ciò che piace a me e ho voglia di condividerlo, troverò poi chi apprezzerà quel che scrivo abbastanza da volerlo condividere, leggere, discutere? E così molti – me compresa – proprio dalla volontà di condivisione vedono nascere una certa ansia di ‘piacere’ agli altri blogger. Qualcuno è arrivato a dirmi in mail che non scrive più le cose che vorrebbe ma pensa continuamente a cosa potrebbe piacere ai lettori tanto da indurli a commentare. Ho saputo di blogger comuni (non aziende o imprese, ma blogger normalissimi) che si rivolgono a piccoli studi specializzati in web PR per avere sempre più pubblico dialogante (e non si parla di blog che hanno Adsense e che devono farci i soldi, ma proprio di persone con un blog normalissimo..).
    L’altro giorno sono incappata in una blogger che festeggiava con grande entusiasmo i 1000 followers (a che pro? Peraltro è una blogger che gira per l’intero universo di WP a gettare “mi piace” ovunque, perfino da me, ma non ho mai visto un suo pensiero- leggi commento- in nessun blog MAI); un’altra blogger ha di recente annunciato di essere finita sul giornale locale del suo paese, e ha ringraziato i “ragazzi” di un sito di “digital PR” che ora non nomino, per la rapida crescita del suo blog.
    Io mi sono accorta da tempo di aver rinunciato a scrivere di quello che avrei voluto scrivere fin dall’inizio per postare svogliatamente cose che non mi danno soddisfazione (salvo alcune eccezioni in cui ho fatto come mi piaceva, e lì sì che avrei potuto dire anche io che mi sono divertita).
    Insomma troppo spesso mi sono autocensurata per forzarmi a scrivere cose per me poco significanti da condividere, ma più ‘facili’ per gli altri forse.
    Scendere a compromessi non sempre è bene. Specie se viene meno ogni tuo progetto iniziale per questioni di.. sì, chiamiamole di marketing, anche se sembra assurdo per un qualsiasi blog..ma sembra una frenesia dilagante che contagia, altroché.. e io non sono sfuggita lo ammetto, ma ne sono stanca.
    Erano queste le due chiacchiere che avrei voluto fare, ho detto un giorno.
    Perché tu sembri aver trovato un equilibrio, o forse hai preferito privilegiare senza remore, anche se con filosofia, la libertà consentita da questo spazio – e per questo ti ammiro molto – piuttosto che cadere in amletici quesiti di marketing, quelli sì paralizzanti, come dici nel post successivo a questo: quando il blogger si fa venire dubbi di questo genere, essere (liberi) o avere (pubblico e commenti), questi sono proprio quelli che bloccano, i dubbi cattivi.
    Ho scritto anche troppo, e me ne scuso. Insomma, come non infettare la libertà dataci dal nostro spazio virtuale con l’ansia della vetrina?
    E’ in questo senso che, dicevo, alcuni tuoi scritti sono stati per me sia anti-ansia sia d’incoraggiamento, e probabilmente tornerò a cercarli in futuro come promemoria.
    E mi piacerebbe che ogni tanto scrivessi ancora le tue riflessioni sul mondo virtuale in cui spesso tanta gente si confonde dopo un po’ (e per fortuna che io ho solo il blog e non sto nei SN!) 😉
    A presto.
    Aurora

    • Aurora, io posso parlare della mia esperienza personale e del mio modo di usare il blog. Quel che dici è vero, io non mi sono mai posta problemi di marketing, prima di tutto perché non me ne intendo e non ho intenzione di imparare; poi, perché scrivo solo per piacere personale: amo scrivere da sempre e il blog è solo un mezzo in più attraverso cui farlo.

      Non scrivo mai post pensando se possano piacere o meno, ma scrivo solo ciò che mi sento. Tuttavia mi pongo un limite: evito, se posso, argomenti troppo pesanti,troppo opprimenti. Se un giorno penso a questioni troppo dolorose, evito di ammorbare gli altri, ma per una questione di rispetto nei confronti di chi passa da queste parti. Tutto qui. Per il resto vado a ruota libera perché desidero svagarmi e parlare di cose che mi piacciono. Ad esempio, uso spesso immagini tratte da dipinti famosi perché amo la storia dell’arte e presentare certi dipinti significa divulgarli, farli conoscere e ricordare.

      Ovviamente siamo tutti lieti di avere lettori: se così non fosse, scriveremmo nel chiuso della nostra stanza e su carta. Però non faccio nulla per incrementarli: se arrivano da soli, attraverso i motori di ricerca, ne sono felice. Se non arrivano, amen.
      Adesso sono i social network a vincere, per i motivi che ho scritto sopra, e quindi i blog sono diventati un po’ di nicchia. Va bene così. Chi li legge e li commenta (ma tanti leggono senza commentare) è realmente interessato. Come si suol dire: pochi ma buoni. 🙂 Io perseguo, nel mio piccolo e con tutti i limiti del caso, la qualità.

      Poi ciascuno usa il blog in base alla propria personalità e alle proprie aspirazioni. Io mi trovo bene così perché, appunto, non mi pongo problemi di visibilità. Aggiungo: se devo dare un consiglio, è proprio quello di non farsi problemi, sempre se si ama scrivere. Ma è comprensibile che le persone desiderino anche dei riscontri concreti. Insomma, è un bel problema!

      Edit: e sì, in futuro scriverò un altro post su questi temi, visto che che ci s to pensando da tempo e adesso mi hai d ato modo di riflettere ulteriormente sul tema. 🙂

  5. Grazie della risposta ai miei lunghi sproloqui! 😀
    Sarò contenta se pubblicherai altre riflessioni sul blog, comunque voglio che tu sappia che sei un ottimo esempio anche coi fatti, perché è palese la strada da te scelta e trovo che sia la più giusta oltre che la più riposante.
    Non per niente visitare certi blog mi mette ansia, perché mi sento quasi una marziana (sono ancora dell’opinione che si debba partorire qualche scritto di propria testa e non fare un inutile infinito rimbalzo di copia-incolla di testi che nel web esistono già da secoli) e perché vedo l’ansia da prestazione che diventa contagiosa, mentre quando entro qui mi tranquillizzo, e mi viene da dire “massì, tranquilla, è questo il modo”, un modo di avere il blog che sento consono a me.

    Condivido appieno anche il tuo pensiero di non parlare di questioni personali (che per principio mi guardo bene dal mettere in internet), intese soprattutto come sfoghi e racconti particolareggiati di privati problemi dolori depressioni: questo per me è stato nel 2011 motivo di abbandono del blog per un pezzo, dopo uno scambio infuocato di mail con qualcuno che mi diceva che quando parlavo di libri o film non ‘poteva intervenire’ (?!), e che sbagliavo a non parlare di me, perché “è bello leggere le emozioni vive!” (e questa persona – ma anche altre -per emozioni vive intendeva che avrebbe volentieri letto e commentato qualsiasi cosa riguardasse la mia vita personale e i miei sentimenti – e non era il matto di tanto tempo fa, questo era un blogger).
    Se a molti leggere d’arte e storia -cosa che amo anche io moltissimo- o cinema dà l’idea di emozioni ‘morte’ e per niente interessanti, mentre leggere un racconto dettagliato della vita sentimentale altrui è la sola accezione di ‘emozioni vive’, non c’è da stupirsi molto che io poi sia piombata in una ‘stasi’ per l’estrema confusione.
    Eppure, io penso che proprio quando entro in un blog e il /la blogger parla di un suo stato di sofferenza dovuto, che so, al mai dimenticato distacco con un fidanzato/a, o a rapporti sentimentali burrascosi, io lì non oserei /saprei dire nulla, perché proprio nel ‘terreno’ delle emozioni e dei ‘fatti degli altri’ siamo più ignoranti in assoluto, così mi ritiro in silenzio, e non comprendo perché qualcuno si debba sentire più facilitato a dire la sua se io pubblicassi i miei fatti privati.
    Vale per me la stessa cosa anche per vicende o ricorrenze dolorose e ‘forti’, e non certo perché me ne disinteressi: la Giornata della Memoria.. non la ignoro di certo, ma non mi sento di farne un post, non so perché, ma non me la sento proprio. Forse sarebbe anche troppo facile ‘cavalcare l’onda’.. Come parlare di disgrazie come terremoti e alluvioni, sui quali mi sono costantemente tenuta informata e anche attiva, ma ho apparentemente ignorato nel blog… Eppure avendo anche io vissuto un terremoto (sono delle Marche, vivo a Genova da meno di sei mesi), non posso certo rimanere indifferente a questi fatti.

    Chiudendo la (di nuovo enorme) parentesi, ritengo che tu abbia davvero espresso (e dimostrato) quello che è essenziale fare in un blog, e come è giusto viverlo.
    E come al solito esco da qui con un senso di serenità. 😀
    A presto Romina, e grazie di nuovo per la (enorme) pazienza!
    Aurora

  6. Ma non c’è bisogno di ringraziare, se è per me potete scrivere quanto vi pare. Questo spazio è anche di chi commenta e diventa più interessante proprio grazie ai commenti. 🙂
    Una cosa, però, voglio aggiungere, perché mi sembra importante: tu hai citato uno scambio di email infuocate con un blogger che, a quanto pare, voleva catechizzarti. E dopo lo sproloquio di costui, saresti caduta in un periodo di stasi. No, cara Aurora, credimi, non ne vale la pena. Non per uno così, ti prego. 😉 Non aggiungo altro, ma forse ho un’idea di chi possa essere.
    Se ti va di scrivere, scrivi quello che ti pare, liberamente. Lascia stare le assurdità altrui.

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