Buon anno

Fare  gli  auguri  di  buon  anno  è, per  me, la  cosa  più  difficile. Perché? Perché  vorrei  scrivere  tante  cose  ma  ho  poco  tempo  e  perciò  non  le  ricordo  tutte, perché  so  che  finirò  per  dire  le  solite  parole, perché  non  provo  entusiasmo  particolare  per  questa  festa, anche  se  sono  serena. Ma  non  posso  restare  in  silenzio.

Si  spera  sempre  che  il  nuovo  anno  sia  migliore, sotto  tutti  i  punti  di  vista. Allora,  speriamo  che  porti  a  tutti  la  realizzazione  di  qualche  desiderio, tanti  momenti  di  allegria, tanti  cieli  azzurri. E  la  capacità  di  attraversare  le  ombre  e  i  sentieri  scuri  trovando  sempre  un  ponte  d’arcobaleno  ad  attenderci. Buon  2013. 🙂

addobbi(2)

Mentre l’anno fugge via (2)

Immagine 038

Ricordo  bene  la  domenica  mattina, verso  la  fine  dello  scorso  novembre, in  cui  scattai  questa  e  molte  altre  foto. Era  una  mattina  cupa, una  tipica  giornata d’autunno  inoltrato, in  cui  il  grigio  senza  speranza  dell’atmosfera  era  interrotto  dallo  spettacolo  dell’agonia  della  natura. Il  silenzio, spezzato  a  cadenza  regolare  dal  passaggio  di  automobili, non  infondeva  malinconia, ma  appariva  come  un  segno  di  rispetto  di  fronte  a  qualcosa  di  tanto  grande  e  misterioso.

Immagine 039

C’è  una  bellezza  discreta  e  modesta  in  certi  giorni  d’autunno, una  bellezza  che  riesce  a  infondere  dignità  a  qualsiasi  strada. E  dignità  ai  pensieri, alle  memorie. Talvolta  l’autunno  diventa  un  invito  a  rispettare  la  propria  storia, il  proprio  percorso  esistenziale, e  ad  amarne  persino  gli  errori, le  cadute, i  dolori, esattamente  come  le  gioie  e  i  successi. Forse  perché, se  si  è  predisposti, questa  stagione  tanto  complessa  ci  pone  di  fronte  alle  verità  più  profonde  e  al  senso  di  ogni  cosa.

Immagine 041

Basta  guardarsi  intorno  con  attenzione  per  scoprire  poi  la commovente  vitalità  che  accompagna  questo  sfacelo: il  giallo  e  il  rosso  catturano  gli  occhi  e  la  mente, si  oppongono  alla  tristezza  del  cielo, accompagnano  con  generosità  anche  i  passanti  frettolosi  e  distratti.

Immagine 010

Mentre l’anno fugge via

L’anno  sta  terminando  e  avverto  il  desiderio  di  fermare  qualche  ricordo. Ricordo  recente, agli  occhi  di  molti  forse  privo  di  significato, ma  per  me  importante.

L’ho  scritto  spesso, sono  monotona, ma  non  posso  evitarlo: le  stagioni  fuggono  via  in  gran   fretta – almeno  questa  è  la  mia  percezione  attuale – e  l’autunno  è  terminato  troppo  presto  dopo  un’estate  che  mi  è  sembrata  infinita.  Oggi  è  il  ventotto  dicembre  e  i  colori  sono  decisamente  invernali. Poco  più  di  un  mese  fa, invece, esattamente  nella  penultima  settimana  di  novembre, l’atmosfera  era  un’altra:

Immagine 044

Immagine 042

Immagine 033

Sembra  quasi  impossibile  che, nell’arco  di  poche  settimane, il  paesaggio  sia  tanto  cambiato. Suscita  sgomento  avvertire  come  ogni  cosa  scivoli  via  velocemente, senza  poter  far  nulla  per  trattenerla. E  mentre  l’anno  volge  al  termine, questa  consapevolezza  colpisce  con  una  forza  diversa  dal  solito.

Di magica sospensione

gatti-al-freddo-in-inverno_come-curarli

Oggi, tutt’intorno  si  avverte  un  silenzio  che  non  è  effetto  della  stanchezza. Non  è  il  silenzio  di  chi  è  esausto, ma  quello  di  chi  ha  raggiunto  un  punto  d’equilibrio  in  un  magico  stato  di  sospensione. Un  punto  d’equilibrio  fragile, certo, come  fragile  è  tutta  la  realtà  in  cui  si  trova  a  vivere  l’uomo; eppure  è  uno  stato  di  grazia, forse  modesto, forse  enigmatico, a  tratti  molto  appagante. Ogni  anno  capita  questo  dopo  le  feste  natalizie. Ogni  anno, fra  il  ventisette  e  il  trenta  dicembre, mi  sembra  di  attraversare  un  sentiero  ai  confini  del  tempo  e  della  realtà. Quasi  un’altra  dimensione. E  senza  sapere  perché.

Giungono  inaspettati  ricordi  di  anni  lontani, e  scompare  la  fitta  nebbia  che  ne  avvolgeva  alcuni. Tutto  è  nitido, ogni  cosa  è  al  suo  posto. Dolori, gioie, fantasie – il  mosaico  è  completo. Bisogna  approfittare  di  questo  non-tempo, di  questa  attesa  priva  di  ansie, di  questa  quiete  d’origine  sconosciuta, di  questa  serenità  forse  immotivata. Bisogna  approfittarsene, vivere  questo  non-tempo  completamente,  interrogarlo, carpirne  qualche  segreto.

La  sera  non  è  troppo  lenta. E  nessuno  può  infrangere  questa  profonda   intima  soddisfazione, frutto  maturo  di  consapevolezza.

Auguri a…

albero-di-natale-con-regali

Auguri. Auguri  a  chi  si  sente  solo, a  chi  è  ammalato, a  chi  ha  ricevuto  poco, a  chi  è  profondamente  deluso.

Auguri  a  chi  osserva  i  tramonti, a  chi  riconosce  la  luce  nei  giorni  di  nebbia, a  chi  ama  il  sole  e  la  pioggia, a  chi  non  teme  il  freddo, a  chi  sopporta  e  resiste  nonostante  tutto.

Auguri  a  chi  sogna, a  chi  continua  a  sperare, a  chi  non  dimentica  il  vento  di  primavera  e  i  cieli  azzurri  d’un  tempo  lontano.

Auguri  a  chi  è  stanco, a  chi  non  ce  l’ha  fatta, a  chi  vorrebbe  andarsene  e  a  chi  vuole  restare.

Auguri  a  chi  non  giudica  in  fretta, a  chi  si  sforza  di  capire, a  chi  sa  essere  generoso, a  chi  non  teme  d’imparare.

Auguri  a  chi  guarda  le  stelle, a  chi  cerca  la  propria  strada, a  chi  è  stato  ferito, a  chi  è  stato  abbandonato.

Auguri  a  chi  trova  il  tempo  per  un  sorriso, a  chi  sa  rispettare, a  chi  osserva  le  sfumature, a  chi  non  vuole  esagerare.

Auguri  a  chi  non  riceverà  regali, a  chi  teme  il  nuovo  anno, a  chi  si  sente  incompreso,  a  chi  vorrebbe  ricominciare.

Auguri: che  il  Natale  possa  donare  a  ciascuno  almeno  un  intervallo  di  calda, autentica, profonda  serenità.

Sfondi-Natale-2013-per-desktop-babbo-natale

 

Attesa d’inverno

 

albero-natale-decorato

Pioggia  mista  a  neve  e  freddo  gelido: così  è  iniziata  questa  mattina,  con  tanti  brividi  e  un  po’  di  stanchezza  dopo  giorni  di  corse  a  non  finire. Attendo  con  impazienza  il  momento  della  quiete  e  dei  pensieri  lenti.

Ieri  nel  tardo  pomeriggio, sfidando  il  gelo  inclemente, sono  uscita  per  fare  alcuni  acquisti. Gli  ennesimi. Non  vedo  l’ora  che  termini  l’orgia  delle  spese, dei  pacchi  e  dei  pacchettini; non  vedo  l’ora  di  poter  guardare  fuori  da  una  finestra con  calma, senza  ansie, per  afferrare  completamente  l’atmosfera  invernale. Per  lasciare  fuori  il  freddo, le  persone  moleste, i  fastidi  della  vita  quotidiana; e  per  raccontare  favole  nel  confortante  calore  di  una  stanza  chiusa.

 

Domenica d’inverno

La  settimana  appena  trascorsa  è  stata  così  intensa  e  ricca  d’impegni  che  non  ho  potuto  aggiornare  il  blog  quanto  avrei  voluto. E  mi  dispiace. Tuttavia  conto  di  rifarmi, approfittando  anche  delle  imminenti  festività.

Tutti  gli  anni, dicembre  è  un  mese  colmo  d’impegni, a  volte  inutili  o  quasi: a  causa  del  Natale  si  entra  in  una  girandola  di  movimenti  che  assorbe  troppe  energie  e  sembra  non  avere  mai  fine. Ma  già  pregusto  gli  ultimi  giorni  dell’anno, quelli  che  amo  di  più, i  giorni  fra  Natale  e  la  festa  di  San  Silvestro; sono  giorni  che, salvo  eventi  inattesi, farò  in  modo  di  trascorrere  con  sacrosanta  lentezza. La  lentezza  che  consente  di  riappropriarsi  di  se  stessi  e  di  dar  corso – perché  no – alle  più  sfrenate  fantasie. Fantasie  d’inverno.

Per  una  non-cuoca  come  me  è  sempre  fonte  d’ansia  pensare  al  menu  natalizio. Lo  considero  molto  seccante: farei  volentieri  a  meno  di  cucinare, attività  che  m’infonde quasi  sempre  un’inspiegabile  forma  di  depressione. Però  mi  piace  preparare  torte, mi  piace  vederle  crescere  nel  forno, mi  piace  sentirne  il  profumo  che  invade  la  cucina. Finora, la  mia  torta  favorita  è  la  sette  vasetti, semplice  ma  spettacolare  nel  risultato  che  ottengo: alta  cinque  o  sei  centimetri, morbidissima  e  delicata  proprio  come  piace  a  me. Ieri, poi,  ho  fatto  una  torta  paradiso  che, per  fortuna, è  venuta  bene  dopo  due  o  tre  fallimenti  totali  che  risalgono  all’autunno  appena  trascorso: la  paradiso  è  l’unica  torta, infatti,  che  mi  ha  dato  filo  da  torcere  facendomi  penare  un  po’, ma  ora  ho  finalmente  ottenuto  il  risultato  che  desideravo.

Adesso  ho  in  programma  di  preparare  una  torta  ai  frutti  di  bosco. Se  il  risultato  sarà  soddisfacente, forse  la  replicherò  per  le  feste  natalizie  glassandola. C’è  da  dire  che  non  ho  mai  glassato  una  torta  prima  d’ora; tuttavia, mi  sono  messa  in  testa  di  farlo  e, quando  decido  di  dover  imparare  qualcosa  di  nuovo,  neanche  le  cannonate  riescono  a  impedirmelo. Perciò  sì, tendo  a  credere  che  qualcosa  glasserò. Fosse  pure  un  biscottino  striminzito. 😀

sfondi-natale-auguri-2

Di verde, rosso e oro

Lo  scorso  sabato,  ho  trascorso  quasi  l’intera  giornata  ad  addobbare  la  casa  per  le  imminenti  feste  natalizie. È  stata  una  vera  fatica, acuita  dal  fatto  che  ero  già  molto  stanca  dopo  aver  trascorso  una  settimana  movimentata. Domenica  mattina, però, quando  mi  sono  alzata  e, in  sala, ho  visto  l’albero, alto  e  bellissimo  nel  suo  trionfo  di  verde, rosso  e  oro, il  malumore  se  n’è  andato  per  lasciare  spazio  a  una  profonda  soddisfazione: mi  è  sembrato  che  la  sua  presenza, imponente  eppure  discreta, fosse  necessaria  e  giusta.  E  mi  sono  quasi  vergognata  dell’irritazione  provata  il  giorno  precedente.

Verde, rosso  e  oro: sono  colori  che  scaldano  l’ambiente  e  il  cuore, e  sono  il  modo  migliore  per  affrontare  il  primo  durissimo  gelo  dell’anno.  Vedere  quei  brillanti  riflessi  nella  sala  in  penombra, di  mattina  presto  o  a  tarda  sera, è  un  sollievo, una  carezza  allo  spirito  affaticato, un  abbraccio  affettuoso  e  sincero. Ma  è  anche  ciò  che  consente  di  superare  il  trauma  del  passaggio,  troppo  brusco,  alla  nuova   stagione. In  fondo, poco  tempo  fa  era  così:

Immagine 006

Immagine 008

(Entrambe  le  foto  sono  state  scattate  da  me)

Sta nevicando

24160017

Quindici  giorni  fa, ho  passeggiato  lungo  viali  pervasi  dalla  struggente  e  delicata  bellezza  dell’autunno. Questa  sera, invece, sta  nevicando: è  vento, è  gelo, è  inverno.

Domani  preparerò  gli  alberi  di  Natale  e  perderò  ore  ad  addobbare  la  casa. Ma, con  la  neve  fuori, forse  sarà  più  piacevole  farlo. Per  ora, nel  pensare  al  Natale  e  a  tutto  ciò  che  comporta, mi  torna  in  mente  una  poesia  di  Giuseppe  Ungaretti.

NATALE

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

(In  alto, una  foto  scattata  da  me  tre  anni  fa)

Fine d’autunno

autunno-inverno-8

Ottobre  è  scivolato  via  troppo  in  fretta, con  i  suoi  miti  giorni  di  sole, gli  alberi  splendenti  di  foglie  dorate, il  primo  timidissimo  freddo  e  lo  sguardo  bonario  anche  nei  momenti  di  tristezza. Uno  sguardo  incapace  di  suscitare  rabbia  o  dolore. Novembre  mi  è  sembrato  stranamente  lungo, sempre  bellissimo  con  le  sue  profonde  malinconie  e  le  immancabili  tenerezze,  con  il  sole  malato  ma  spesso   allegro, con  i  brevi  pomeriggi  accompagnati  da  molte  ombre. E, verso  la  fine,  l’inevitabile  sfacelo  delle  foglie  morte, ammucchiate  lungo  le  strade,  sui  marciapiedi  indifferenti,  nei  cupi  giardini  abbandonati  a  se  stessi. Foglie  morte  persino  nell’anima,  mai  sazia  di  questo  mistero.

Dicembre  è  la  fine  di  queste  atmosfere. L’inverno  è  sobrio  e  tagliente, deciso  e  autoritario,  a  volte  insensibile  e  feroce. L’autunno  invita, l’inverno  ordina  e  non  ammette  rifiuti: entrambi  c’insegnano  il  valore  del  raccoglimento, delle  riflessioni  appassionate  e  lente, della  disciplina; ma  l’autunno  suggerisce  e  rivela  con  voce  sommessa, mentre l’inverno  impone  e  decide  per  noi.

Autunno, inverno –  la  forza  nell’interiorità.