Passaggio a novembre

Ottobre  se  ne  va  piangendo, quasi  disperato. E,  come  sempre,  è  stato  troppo  breve, almeno  per  chi  lo  ama  intensamente  e  ne  apprezza  le  infinite  sottigliezze.  Ma  ottobre  è  anche  uno  stato  dell’anima, un  modo  di  pensare, un  brivido  che  percorre  il  corpo  e  la  mente  lasciando  una  traccia  indelebile  dietro  di  sé, come  a  voler  resistere  a  dispetto  di  tutto.

Novembre  è  l’autunno  che  non  teme  più  di  ferire  e  lacerare. Ottobre  suggerisce, invita, sussurra, svela  e  nasconde  nello  stesso  tempo; novembre  racconta  con  voce  pacata  ma  chiara, mostra  i  suoi  dolori  apertamente,  non  ha  più  nulla  da  temere.  Eppure  è  dolce  persino  nelle  mattine  più  gelide, quando  il  cielo  è  stremato  dalla  tristezza  e  gli  alberi, ormai   spogli,  sembrano  chiedere   pietà   a  chi  passa  indifferente.

Nebbia d’ottobre

Inaspettata  dopo  la  giornata  di  ieri, piena  di  sole  e  di  leggerezza. Ma  ottobre  è  così: prima  o  poi  avrebbe  dovuto  presentare  il  suo  lato  oscuro. E  questa  mattina  l’ha  fatto  con  la  nebbia  e  la  pioggia. Una  nebbia  fitta, densa, che  sa già  di  novembre; e  una  pioggia  sottile  e  silenziosa, come  pioggia  di  primavera – ma  una  primavera  al  contrario.

Molti  anni  fa, durante  l’infanzia, una  giornata  come  questa  mi  avrebbe  infastidita. Ma  ora  è  tutto  cambiato. La  nebbia  evoca  profondità  che  attendono  soltanto  di  essere  esplorate; la  nebbia  è  un’amica  che  protegge  da  sguardi  troppo  insistenti, che  avvolge  e  consola, che  abbraccia  e  conforta, che  diluisce  il  mondo  alleggerendone  i  contorni  troppo  netti. E, così  facendo,  alleggerisce  anche  lo  spirito.

Ogni anno, a ottobre

Ogni  anno, a  ottobre, mi  torna  in  mente  quest’immagine; così, non  posso  fare  a  meno  di  riprendere  in  mano  il  mio  vecchio  diario  di  Holly  Hobbie  per  guardarla. Quel  diario  mi  fu  regalato  durante  l’infanzia  mentre  mi  trovavo  in  vacanza  a  Sestri  Levante, in  Liguria. Fu  una  simpatica  signora  bergamasca, di  nome  Teresa,  a  donarmelo  per  il  mio  compleanno.

Per  me  ottobre  è  tutto  lì, in  quest’immagine  semplice  eppure  in  grado  di  parlare  all’infinito: i  rami  spogli  sono  il  freddo  e  la  tristezza  di  certe  giornate  cupe, sono  la  nostalgia  e  il  desiderio  di  chiudersi  in  casa, sono  la  desolazione  che  necessariamente  deve  seguire  all’estasi  di  luce  e  di  calore. La  bambina  che  si  prende  cura  del  gatto  è  però  un  segno di  affettività, un  segno  del  sentimento  che  pervade  l’atmosfera  autunnale  persino  nei  suoi  momenti  più  malinconici  e  spenti. È  speranza, nonostante  tutto.

Ma  quest’anno  i  rami  non  sono  spogli  e  le  foglie  sono  ancora  quasi  tutte  sugli  alberi. È  un  autunno  molto  mite, questo; è  un  ottobre  accarezzato  dal  sole, allegro  e  un  po’  sornione. Ieri  ho  passeggiato  lungo  viali  che, d’autunno, offrono  sempre  uno  spettacolo  da  non  perdere: misterioso  silenzio  e  foglie  dorate  felici  sotto  il  cielo  sereno.

Ottobre  racconta  storie  d’un  tempo  lontano, sussurrate  con  estrema  delicatezza  per  non  turbare  troppo. Eppure  le  racconta, non  può  tacere: per  me  l’autunno  è  sempre  un  ritorno  di  memorie  d’infanzia, come  la  primavera. Forse  perché  queste  due  stagioni  erano, nella  mia  esistenza  di  bambina,  le  più  importanti: la  prima  significava  la  fine  dell’estate  e  della  spensieratezza – vera  o  presunta  che  fosse – e  il  ritorno  al  grigio  asfittico  delle  aule  scolastiche; la  seconda, invece, era  la  rinascita, il  frenetico  pulsare  della  vita  con  le  corse  nei  parchi  e  i  fiori  a  rallegrare  ogni  fantasia. Erano  due  passaggi  fondamentali, due  periodi  memorabili  nel  bene  e  nel  male. Non  si  possono  dimenticare.

E  poi  quest’immagine. Come  ho  detto, c’è  sempre  stata, in  qualche  angolo  remoto  della  mia  mente  si  è  conservata  intatta. E  le  emozioni  che  l’accompagnano, a  dispetto  del  tempo  che  fugge  troppo  in  fretta  e  dell’età  adulta, sono  rimaste  sempre  le  stesse: forti, avvolgenti, d’una  profondità  rara. Certo, ora  con  molte  consapevolezze  in  più.

Sono giornate

Sono  giornate  miti, di  una  bellezza  che  trascende  ogni  possibilità  di  descrizione: le  mattine  grigie  ci  ricordano  che  è  autunno  e  i  pomeriggi  pieni  di  luce  ci  raccontano  che  ottobre  è  un  mese  ricco  di  sfumature, delicato  e  complesso  come  pochi. Un  mese  che  entra  nell’anima, che  seduce  con  grazia, che  non  conosce  ostentazione. Saggio, un  po’  introverso, generoso, consapevole, sereno  anche  nei  tormenti.

Sono  giornate  miti  persino  quando  piove – e  le  notti  sembrano  troppo  scure.

Pensieri sconnessi

Ieri  sera, complice  il  buon  umore  dovuto  alla  stagione  autunnale, mi  è  venuto  l’improvviso  ghiribizzo  di  preparare  una  torta  allo  yogurt. Ho  radunato  tutto  il  necessario, ho  preso  con  me  la  ricetta  e  mi  sono  messa  all’opera. Morale  della  storia: ho  terminato tardi, la  torta  ha  finito  di  cuocersi  alle  23  e  30  e  io  ero  semi-distrutta  avendo  già  avuto  una  giornata  assai  pesante. In  più  ho  dovuto attendere  che  la  mia  dolce  creatura  si raffreddasse  prima  di  poterla  mettere  via  ben  chiusa, in  modo  da  preservarne  la  morbidezza. Risultato: questa  mattina  ero  stanchissima, però  ho  mangiato  la  torta.  😀                                                                                                                                                                            Intanto  sto  già  pensando  a  cosa  farò  sabato:  pan  di  Spagna  o  torta  zebrata? Ciambella  marmorizzata  o  torta  paradiso? Non  ho  ancora  deciso,  ma  certamente  non  farò  a  meno  di  preparare  qualcosa. Rimuginare  sulla  preparazione  dei  dolci  m’infonde  allegria  e  forse  mi  fa  tornare  un  po’  bambina, sebbene  neppure  io  comprenda  in  pieno  perché.

Nell’attesa, mi  abbandono  con  trasporto  all’atmosfera  di  queste  lunghe  serate  autunnali, in  cui  il  silenzio  è  una  porta  scura  che  attende  di  essere  aperta  per  rivelare  strani  incantesimi  – e  profondità  inaspettate  mentre  fuori  piove.

(L’immagine  è  tratta  da: http://ricette.giallozafferano.it/Torta-paradiso.html)

D’improvviso

Oggi  è  diverso. Oggi  è  davvero  autunno: il  grigio, sebbene  non  troppo  cupo, è  intenso,  e  l’aria  umida  lascia  indovinare  il  freddo  che  verrà. Ma  l’atmosfera  è  sospesa  e  d’improvviso  il  cielo  appare  più  chiaro, come  se  volesse  scusarsi  per  il  suo  malumore. Ottobre  sa  essere  cortese  persino  quando  è  colmo  di  dolore.

Sole d’ottobre

Splende  alto  a  mezzogiorno  e  nel  primo pomeriggio, lasciando  immaginare  una  nuova primavera; ma  ben  presto  declina, rivelando  tanta fragilità. Il  sole  d’ottobre  è  generoso  e  si  sforza  il  più  possibile  di  sorridere,  celando  al  mondo  la  propria  stanchezza: non  vuole  disturbare, non  desidera  impietosire.

Eppure  la  nuova  stagione – ormai  è  evidente – sta  preparando  i  suoi  colori  più  belli.

Ottobre

Inizia  uno  dei  più  bei  mesi  dell’anno. Un  mese  dai  mille  volti, per  certi  aspetti  imprevedibile, dolce  e  aspro  nello  stesso  tempo. Però, al  di  là  delle  tante  sfumature  che  lo  caratterizzano, ottobre  ha  una  profondità  rara  che  non  l’abbandona  mai, neppure  quando  appare  chiaro,  luminoso  e  forse  incline  allo  scherzo.

Ottobre  è  serio  anche  quando  ride, persino  quando  sembra  regalarci  una  nuova  estate. La  sua  non  è  la  serietà  di  novembre, sempre  struggente  nel  suo  delicatissimo  sfacelo, e  neppure  la  serietà  dei  lunghi  mesi  invernali, severi  e  ombrosi  anche  nelle  giornate  di  sole. La  serietà  di  ottobre  è  quella  di  un  amico  generoso  e  sincero, disposto  ad  aiutare  senza  enfasi  e  con  discrezione: è  la  serietà  di  chi  non  impone  ma  invita, di  chi  mostra  il  sentiero  ma  poi  si  fa  da  parte, di  chi  rispetta  e  comprende.

Ottobre  è  l’autunno  lento  che  avvolge  ma  non  opprime, che  sussurra  parole  importanti  senza  pretendere  di  essere  ascoltato, che  ricorda  l’esistenza  di  ombre  senza  però  dimenticare  la  luce. Ottobre  è  saggezza  modesta  e  tranquilla, serenità  nel  dolore, pietà  e  conforto  anche  nell’oscurità   dei  giorni  più  tristi.