La lettura nel Medioevo


Per molti di noi la lettura è un’attività estremamente piacevole, un mezzo per apprendere nuove conoscenze e rilassarsi. Si può leggere ovunque, volendo: nelle biblioteche, in riva al mare, davanti a un bellissimo paesaggio di montagna, ma anche sull’autobus, sul treno, al bar e in qualsiasi altro posto pubblico di nostra preferenza. Leggendo, infatti, non disturbiamo nessuno perché restiamo in silenzio.

Non è stato sempre così. Nel Medioevo, fino almeno all’VIII secolo, la maggior parte dei litterati leggeva a voce alta; spesso, poi, la lettura era collettiva. Ciò implicava una grande fatica fisica e tanta lentezza nello studio.

Le cose cominciarono a cambiare con la Rinascita carolingia, cioè con il rinnovato interesse per gli studi di cui si fece promotore Carlo Magno. Il sovrano carolingio, infatti, per governare il suo vasto impero, molto eterogeneo a livello economico-sociale, aveva bisogno di funzionari preparati e colti. Per questo promosse un’importante riforma degli studi chiamando a dirigerla l’intellettuale più dotto del tempo, il monaco Alcuino di York. La riforma previde, fra le altre cose, la nascita di scuole presso monasteri e sedi vescovili.
A tale proposito, è significativo quanto riportato dal primo capitolare (780 ca.- 800), nel quale si dice che al re sembra di grande utilità e profitto che vescovi e monasteri non si accontentino di praticare una vita devota, ma si assumano il compito d’insegnare […]. Le opere buone sono certamente un bene più grande della scienza, ma senza la conoscenza è impossibile fare il bene.

Non dobbiamo stupirci di questa ingerenza del sovrano nella vita dei religiosi. Per Carlo Magno, infatti, la religione cristiana costituì lo strumento ideologico fondamentale attraverso cui fornire una certa coesione interna all’impero e sostenerne la struttura politico-amministrativa.

In questo periodo, iniziò a diffondersi la scrittura carolina, che il sovrano volle imporre a tutte le sue genti attraverso un editto. Molto più nitida e semplice delle vecchie scritture nazionali sorte dalla degenerazione della scrittura romana, la carolina semplificò il faticoso lavoro della lettura e dello studio, stimolando così la progressiva diffusione della lettura visuale o silenziosa, che cominciò a diffondersi in quest’epoca e che però s’impose soprattutto negli ultimi secoli del Medioevo.

Col tempo, la lettura silenziosa consentì anche la diffusione di idee eterodosse o considerate pericolose: i litterati, infatti, nel segreto delle loro stanze poterono finalmente leggere i testi proibiti o clandestini, testi che non avrebbero potuto discutere in ambito universitario o nei luoghi pubblici. In altri termini, la diffusione della lettura silenziosa fu una premessa importante per la nascita dell’idea di libertà d’espressione e di pensiero.

(Aggiornamento del post-
Bibliografia di riferimento:
– Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri (a cura di), Pensare il Medioevo, Milano, Mondadori, 2007
– Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri e Massimo Parodi, Storia della filosofia medievale: da Boezio a Wyclif, Roma-Bari, Laterza, 2007)

  1. Carlo Magno s’interessò molto alla diffusione della cultura, migliorandola forse (anche con la minuscola carolina che rendeva più chiari i caratteri) ma la cosa strana è che sì, sapeva, leggere ma a quanto pare non sapeva scrivere.

  2. Sì, Carlo Magno non sapeva scrivere. Peraltro era rozzo e di costumi e gusti molto semplici.

    Tuttavia, lo storico Eginardo ci racconta che, per dare il buon esempio, si mise a studiare, sotto la guida del monaco Alcuino, la arti liberali, in modo particolare aritmetica e astronomia, per le quali aveva una certa passione. Fu proprio Carlo a decidere che, nelle scuole legate ai monasteri e alle cattedrali, si dovesse mettere lo studio dell’aritmetica prima di quello della grammatica.

    Fondò la scuola palatina dedicata all’istruzione dei figli della nobiltà, ma non si trattò di una scuola come la intendiamo noi oggi. Fu piuttosto un cenacolo d’intellettuali raccolti intorno al sovrano.

    Ovviamente la Rinascita carolingia fu un fenomeno culturale strettamente d’élite, e gli storici sono sempre stati divisi sul significato da attribuirle.

    • Fu importante perché, dopo un lungo periodo di effettiva rarefazione della cultura, riprese l’interesse per gli studi e rinacque, ad esempio, l’impegno nella speculazione filosofica: basti pensare alla statura intellettuale di Giovanni Scoto Eriugena, il più grande pensatore del IX secolo che operò alla corte di Carlo il Calvo.

      In genere, in epoca carolingia ci si concentrò su discussioni di carattere teologico (che a volte celavano intenti anche politici), sull’immortalità dell’anima, sul rapporto fra libertà e predestinazione divina. Spesso, poi, le questioni filosofiche erano trattate in connessione con la grammatica.
      Fiorirono anche opere di carattere politico, incentrate soprattutto sui temi dell’origine dei poteri temporale e spirituale.

      Prima della Rinascita carolingia, l’Europa continentale aveva vissuto un periodo di forte involuzione sul piano culturale. Dalla caduta del regno dei Visigoti in Spagna fino ad arrivare appunto all’età dei carolingi, la vita culturale si era spostata in Gran Bretagna e in Irlanda che, in quanto isole, erano rimaste tagliate fuori dalle invasioni e dalle controverse vicende del continente.
      Pertanto lo sforzo di Carlo Magno fu importante.

      Certo, un blog non è adatto a trattare in maniera particolareggiata questi temi, che richiederebbero ben altro sforzo. In ogni caso, ci basta suggerire qualche spunto di riflessione. 🙂

  3. Sì, sì, tranquilla, dopo aver scritto la domanda mi è venuto in mente che potevo essere stata indiscreta. Non è un problema, figurati! Comunque non volevo saperlo con esattezza, era più che altro che avevo capito che questo argomento c’entrava col tuo campo, ma non ero sicura se fosse proprio un lavoro (oltre che una passione, questo è palese) o un semplice interesse personale 🙂
    Ad ogni modo è sempre interessantissimo leggerti!

  4. Eccellente Post, @Romina …. denso non soltanto di fermenti, ma anche di notizie ben riportate con metodo rigoroso, il chè non è poi così usuale nella blogsfera …
    Quindi, prendilo pure per quel che vale, ma mi piace dirti “BRAVA” …. a me il tuo post è piaciuto tantissimo, sia per il taglio culturale che gli hai confezionato, e sia poichè, del medioevo e del suo “presunto” oscurantismo, se ne sono dette e scritte fin troppo, e non di rado “per luoghi comuni” !
    Un abbraccio …
    @Bruno

    • Cavaliere@, grazie. E poi:

      del medioevo e del suo “presunto” oscurantismo, se ne sono dette e scritte fin troppo, e non di rado “per luoghi comuni” !

      Quello che dici è vero. Per lungo tempo il Medioevo è stato considerato, a torto, come un’epoca compatta, unitaria, un “unicum” privo di sfumature, e come un’età di oscurantismo e di barbarie. Questo soprattutto a causa della netta svalutazione avvenuta nel Rinascimento e nell’Illuminismo (pensa a Voltaire, per esempio).
      La storiografia più recente ha invece mostrato la complessità e le numerose sfaccettature di quest’epoca, ribaltando quel luogo comune.

  5. Romina, se dovessi dire cosa mi è piaciuto davvero di questo post, direi che è stata la passione che è emersa, soprattutto nei commenti.
    Per l’anonimato, se avessi qualche dubbio, posso dirti che hai un certo talento ;-), te lo dice un collega anonimizzante ;-).

  6. Ciao Romina, il tuo post è stato molto interessante, anche perché anche io sono appassionata del periodo medioevale, in particolare mi interesso della figura dell’imperatore Federico II (nel mio blog ho anche scritto qualche cosa su di lui).
    Inoltre, come giustamente sostiene Cavaliereerrante, il medioevo non è stato un periodo “oscuro” ma molto vivace e, di conseguenza, ha molto da insegnarci.
    Spero pubblichi altre notizie in merito.
    A presto Federica

    • Ciao Federica. 🙂

      La figura dell’imperatore Federico II è davvero interessantissima e fondamentale per la storia del Medioevo e della cultura. Tra le altre cose, fu il fondatore dell’università di Napoli, all’epoca assai prestigiosa, e fu un uomo molto dotto, con una ricchissima biblioteca personale.

      Spero pubblichi altre notizie in merito.

      Sì, ho intenzione di fare altri post su questi temi.
      Buon fine settimana

  7. Vedi cara @Romina, fin dai miei primi approcci, ai non dimenticati tempi del liceo ( classico ), con la storia umana, mi chiesi : “Si può definire un’ epoca intera “oscura”, e ritenerla “di passaggio fra due evi” come un cuscinetto amorfo ( nella migliore delle ipotesi … ), se in quella stessa, lunghissima epoca, per rimanere solo nel nostro tribolato Paese, avevano visto la luce, e vissuto e amato e sofferto e sognato e scritto e dipinto …. uomini come @Giotto, @Francesco d’ Assisi e @Dante” ???
    E mi risposi che era impossibile definirla oscura, come poi l’ Umanesimo e l’ amatissimo ( da me …. e da non pochi altri ) Rinascimento, insieme ai miei studi che tuttora continuano ( per quanto attiene soprattutto al Greco-antico, ed alla Matematica e alla Fisica …. ) hanno poi, appassionatamente, dimostrato !
    Faccio quindi mia la speranza di @Federica ( eccellente, la sua passione per il grandissimo @Federico II …. ), e mi auguro vivamente che Tu, cara amica, “senza assillo o pretese da parte mia o di altri”, possa ritornare, quando credi e quando ne avrai avuto voglia, su questi argomenti, che mi appaiono francamente tanto belli quanto inusuali in un blog ! 🙂
    @Bruno

  8. =) la scrittura carolina!!!! Sei stata ispirata dal punto di domanda forse??? 🙂

    Bellissimo post…ma sai che io attendo con ansia trash e umarells…quando ci delizierai?

    à bientôt!

    • Non dal punto di domanda, ma dagli studi che sto facendo ora.

      In quanto al trash e agli umarells…eh, non lo so. Mi serve l’ispirazione e in questo periodo essa latita. 😀

      Hasta la vista!

  9. Sono contenta che magari si possa discutere su questi temi.
    La mia passione per lo Stupor Mundi è data anche dalla mia professione, considerato che emanò molte leggi e fu un imperatore illuminato sotto molti punti di vista.
    Interessanti per lo studio del periodo medioevale sono anche i libri scritti da Jacques Le Goff, oltre che quelli di altri storici.
    n.b.: ho scoperto che stai leggendo Dracula, l’ho letto parecchi anni fa, molto bello!!!
    A presto
    Federica

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