Tracce di Medioevo


Molti sono solerti nel chiedere ma lenti nel restituire […]inoltre sciupano i libri maneggiandoli con poca cura. Avviene persino che chi riceve un libro in prestito lo passa poi a un altro e questi a un terzo, in modo che alla fine non si sa più a chi chiederlo […]. Per molti motivi dunque non si può rimproverare chi non presta libri.

A parlare così è Bonaventura da Bagnoregio (1217ca-1274), il più grande rappresentante, nel XIII secolo, della tradizione filosofica agostiniana influenzata dalla spiritualità francescana.
Le parole di Bonaventura non devono stupirci: in qualità di docente universitario, infatti, ha diretta esperienza dei rischi che si corrono prestando i libri di testo agli studenti. D’altra parte Bonaventura vive e insegna nel Duecento, ossia in un’epoca in cui le biblioteche universitarie sono già ben fornite, e la rinascita degli studi, accompagnata e stimolata dal fenomeno delle grandi traduzioni dal greco, dall’arabo e dall’ebraico, ha cambiato il volto culturale dell’Europa.

In questo periodo, i libri sono oggetti particolarmente preziosi a causa della lenta elaborazione che richiedono. Da una pelle di pecora si possono ricavare fra i due e i sedici fogli di carta pergamena, a seconda del formato scelto. A costare, però, è soprattutto il duro lavoro dei copisti, che al massimo riescono a copiare due o tre fogli al giorno, e solo se sono bravi.
In realtà, nel XII secolo è già comparsa in Spagna la carta fatta con gli stracci; ma, come spesso avviene per le novità, è guardata con diffidenza dagli studiosi in quanto più fragile della pergamena, e occorre quindi attendere il Trecento perché cominci a diffondersi anche negli altri paesi europei.

Ieri, mentre mi trovavo alla Feltrinelli, non ho potuto fare a meno di riandare con la mente al Medioevo. Di fronte alla notevole quantità di libri a nostra disposizione e alle tante edizioni, anche economiche, fra le quali possiamo scegliere, ho pensato ai copisti medievali chini sui fogli di carta pergamena, impegnati a tramandare faticosamente un sapere che, senza il loro instancabile impegno, sarebbe svanito per sempre.

  1. Anche a me piace bazzicare per biblioteche e librerie. E anche a me, come penso alla stragrande maggioranza di chi ci va, difficilmente viene in mente che il sapere di oggi, così facilmente fruibile e immediato, è tale anche grazie al lavoro instancabile e certosino di queste persone dell’antichità. La prossima volta ci penserò sicuramente, e magari entrerò in una libreria o una biblioteca con un po’ più di “deferenza”. Approfitto per augurarti buone Feste! 😉

  2. Un proverbio veneziano recita così: “Chi presta i libri e la muger, resta de Ca’ Donà e de Ca’ Corner!”

    Muger= moglie
    Ca’ Donà =palazzo della famiglia Donà
    Ca’ Corner = palazzo della famiglia Corner (o Cornaro).

    Il gioco sta nei due cognomi che possono avere rispettivamente il significato di “donato” e di “cornuto”.

  3. @Sergio …. interessante il proverbio veneziano che ci hai fatto conoscere, ricordandoci l’ acume del popolo della laguna !!! 😀
    Quanto ai libri, @Romina, io li adoro ! Ma amo pure cercarli, più che nelle moderne e scintillanti “librerione” dove, accanto agli autori amati, si corre il rischio di trovare, nelle innumerevoli scansie piene di tutto e di più, il faccione di @bruno vespa, o l’ ennesimo libraccio biografico di qualche @vip, o le audaci confessioni di qualche appassita @star italica o estera, o di un @eroino/eroina del ‘grande fratello’ …. o quanto di peggio, nella letteratura, si possa pensare, per la stenta serie “un libro da editare, non lo si nega a nessuno” ( specie se personaggio famoso …. ), nelle piccole librerie fuori mano e fuori dalla bolgia del “compra tutto”, in quei pacati spazi in cui regna il silenzio, e dove ancora il @Libraio ( o la @Libraia … ) è il primo ad avere letto il libro che consiglia, in quelle mensole odorose del tempo passato, dove magari sia possibile scoprire con incanto ( ed acquistare con amore … ) anche “libri vecchi e/o usati”, che – non appena presi in mano e sfogliati – restituiscono ancor prima di averli letti, una emozione autentica, fuori portata dai salotti dell’ intellighentia salottiera, e dai cialtroni che deturpano la nobiltà insostituibile del buon libro !
    @Bruno

    Ps. Complimenti per l’ ottimo argomento del tuo post, e per aver ridato memoria ad un grande pensatore del passato …. oggi che la memoria, per non pochi di noi, è un vuoto a perdere !!!

  4. Mi piacciono le “pillole di cultura”! 🙂
    E’ vero, purtroppo, a prestare le cose si corre sempre qualche rischio!
    E ovviamente si teme di più per quelle che per noi hanno più valore.
    Andando ai libri, comunque, leggendo del passato ho pensato al futuro: credo che oggi sia data troppa poca importanza alla immensa mole di informazioni che viaggiano su internet!
    Che io sappia, ma forse non sono più aggiornato, esiste un solo progetto che archivia i contenuti di internet rendendo poi disponibile un accesso temporale, ed è Internet Archive. http://www.archive.org/
    Ha fatto scalpore l’eliminazione, nell’arco di pochi giorni dall’annuncio, di Geocities, uno dei primi siti a offrire spazio gratuito per la pubblicazione. Spariti migliaia, se non forse milioni? di siti personali. Qualche volontario ha creato al volo un archivio di quanto ha potuto, ma non è facile poi gestire quantità gigantesche di dati.
    I documenti digitali facilitano la comunicazione, la pubblicazione, ma se non gestiti con la stessa accortezza degli amanuensi, si vaporizzeranno, e potremo ritrovarli solo tra le… nuvole!

  5. ogni volta che mi chiedono un libro in prestito, fatico ad acconsentire; non perchè non mi fidi delle persone, ma perchè i MIEI libri sono parte di me..e non penso che nessuno possa dar in prestito una gamba o un braccio tanto facilmente (:

  6. Andrea@
    Ricambio di cuore gli auguri, ma sono sicura che ci “incontreremo” ancora, sul web, prima di Natale. 😉

    Sergio@, che bel proverbio simpatico. 😀 Il termine “muger” mi fa poi venire in mente lo spagnolo “mujer”.

    Cavaliere@
    Eh, i libri di Bruno Vespa…che ne sarebbe di noi senza il genio letterario di costui? 😀

    Per quanto riguarda Bonaventura, si tratta di uno dei filosofi più difficili da studiare perché il suo pensiero non è sistematico. Ma in genere la storia della filosofia medievale è tutta impegnativa. C’è da dire, però, che è molto, molto affascinante.

    Gabbiano@
    Ho saputo di Geocities. Se non erro, a fine gennaio scomparirà Splinder, ma i blogger sono stati avvisati con largo anticipo. Resta però una seccatura per chi deve trasferire tutto altrove.

    Eriscrow@ ciao e benvenuta. 🙂

  7. sì sì Romina, Splinder chiuderà e già si vedono molti nuovi “wordpressiani” in giro :). WordPress aveva già assorbito i blog di Microsoft. Quando ho scelto la piattaforma per il blog sono andato un po’ a naso, lo ammetto, fortuna che il fiuto ha funzionato abbastanza bene.
    buona domenica

    Ps: ogni tanto è comunque il caso di fare il backup del blog, via funzione “esporta”

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