Il passaggio


Per prima cosa, molta calma. Oggi è un giorno festivo e quindi è bene evitare di correre e affrettarsi inutilmente. Il sole rallegra l’atmosfera nonostante il freddo rigido e, mentre il pomeriggio trascorre lento, termino di addobbare la casa in vista delle feste. Nel corso degli anni ho accumulato una così grande quantità di oggetti fra ghirlande, sfere colorate, casette, scatole decorate e ninnoli vari che potrei andare al mercato e improvvisarmi commerciante vendendo tutto.

Oggi non esco perché, a causa della festa, il centro storico è pieno di gente impegnata a fare la solita “vasca” e a guardare le vetrine. Io preferisco immergermi nell’atmosfera natalizia e invernale durante i giorni feriali. Abitando a due passi da Via Emilia, infatti, posso uscire in tutta tranquillità nel tardo pomeriggio e, senza dover sopportare la folla scomposta e urlante, posso passeggiare nella nebbia, guardare le luci colorate, attardarmi davanti a qualche vetrina, osservare il trenino di Natale che compare d’improvviso nell’oscurità come se arrivasse dall’Altrove.

Siamo in uno dei più bei periodi dell’anno. Il passaggio dall’autunno all’inverno è un invito a proseguire più intensamente ciò che è già iniziato con la stagione delle foglie morte: pensare profondamente, ascoltare l’interiorità, progettare in attesa della rinascita di primavera.