Di nebbia e d’incanto


Con il trascorrere del tempo cambiano molte cose. In passato, non avrei mai pensato che sarei arrivata ad apprezzare persino la nebbia. Ma forse il verbo “apprezzare” è eccessivo. In realtà continuo a ritenerla antipatica e deprimente; tuttavia in alcuni casi la considero affascinante, come quando, leggera e forse timida, accompagna certe mattine d’ottobre fredde e senza pioggia, regalando all’autunno un’atmosfera rarefatta e quasi magica.

Poi c’è la nebbia fitta e opprimente di alcune giornate di novembre scure, squallide e quasi disperate. Sono giornate impossibili da amare perché suscitano pensieri malinconici e spenti, cancellando senza pietà le tinte pastello di certe profonde emozioni.
Eppure, quando cala la sera e si è tanto fortunati da avere un riparo, intravedere a fatica i lampioni, accesi lungo le strade nere, è un incanto che sa di tenebre chiamate a proteggere i ricordi.