Estate d’autunno


Splendono queste giornate di fine settembre, insolitamente calde e miti: sembra che l’autunno si sia addormentato, stranamente pigro e fin troppo lento. Eppure, alcune ombre ci parlano della sua presenza.

Mentre aspettiamo la pioggia e il rosso acceso delle foglie morenti, i giorni trascorrono sereni e quasi senza scosse. E le sere diventano intermezzi di speranze.

Cambiamenti


Il pomeriggio è luminoso, ma finalmente il sole si è addolcito: pallido e un po’ stanco, è bellissimo nel suo languore.
L’autunno è arrivato. Si nota dalle timide ombre che invadono la stanza nonostante l’ora e la luce. L’autunno è arrivato e oggi è uno splendore di serenità.

Cambia la stagione e si avverte il desiderio di rinnovarsi per affrontare al meglio le settimane che verranno, il grigio che avanzerà e il buio dei mesi più cupi. In questi giorni, a casa mia ho fatto alcuni piccolissimi cambiamenti, rivestendo il divano della mia camera e le poltrone della sala con fodere nuove. In più, ho in programma di dipingere le pareti della mia stanza e, a tale riguardo, ho già comprato la tinta. Nulla di radicale e d’importante, dunque, ma lievi modifiche che simboleggiano un profondo desiderio di novità.

Umore d’autunno


Dopo l’insopportabile afa del mattino, il cielo ha deciso di mutare umore e, scuro e inquieto, ci sta finalmente regalando la pioggia, una pioggia calma, fitta e silenziosa, che annuncia l’autunno in maniera sommessa, senza alcuna vanità.

E così, le giornate ebbre di sole se ne stanno andando. Con l’autunno giunge il momento della riflessione, dei pensieri profondi, dei ricordi polverosi e stanchi. L’autunno non è mai fatuo, superficiale e inconsistente; e chi non teme la propria interiorità sa amarlo senza riserve.

Attesa d’autunno


Che settembre sia ancora dominato dal sole e dall’afa importa poco. L’estate, col suo indomabile orgoglio e la sua infantile arroganza, dovrà andarsene. In fondo, la sua luce non è più la stessa e il suo volto pallido mostra segni di stanchezza.

Saranno mattine grigie e giorni di pioggia e pomeriggi malinconici e scuri. Ma verranno anche colori travolgenti e lunghe serate a perdersi in abissi di pensieri.
Quando le foglie saranno rosse e le colline dormiranno cullate dalla nebbia, ogni dubbio svanirà. E sarà soltanto pace ad accompagnare il buio della notte.

Un diario e settembre


Pare che l’estate, ostinata e presuntuosa, non voglia lasciarci. Ho appena letto le previsioni su Emiliameteo e così ho saputo la notizia: da domani aumento delle temperature e caldo decisamente sopra la media nel fine settimana. Sembra che sia colpa del famoso anticiclone delle Azzorre.
Che dire? Che almeno ho un anticiclone con cui prendermela.

Le stagioni che si susseguono, l’estate che volge alla fine, settembre, settembre e ancora settembre…Queste immagini scorrono velocemente davanti ai miei occhi e mi riportano d’improvviso all’infanzia. Così, non posso fare a meno di sfogliare un mio vecchio e bellissimo diario di Holly Hobbie, emozionante ricordo d’un tempo lontano.
Nel diario, il disegno che accompagna il mese di settembre raffigura una bambina davanti a una cassapanca aperta, da cui esce un vestito; appoggiato alla cassapanca, un ombrello chiuso ci ricorda che a settembre dobbiamo aspettarci un po’ di pioggia. Sul pavimento, poi, ci sono una bambola e un bel vaso di fiori. Nel complesso un’immagine intima e serena.

Sfogliando le pagine del diario, arrivo al 24 settembre. Ecco cosa scrissi – avevo solo dieci anni:
Piove a dirotto, è tutto allagato, il vento soffia e sbatte le persiane. C’è tanta malinconia intorno. Cosa farò?

Dono d’autunno


Quando arriva l’autunno, prima o poi bisogna farlo. In un giorno di sole, con l’aria tiepida e la luce priva d’invadenza a farci compagnia, bisogna percorrere un viale coperto da foglie rosse e gialle per immergersi nella più bella poesia della natura, per dialogare con essa raccontandole sogni e struggenti ricordi e fantasmi remoti.

Saper cogliere certi doni meravigliosi è un privilegio che ammanta l’esistenza d’infinito.

A settembre


Cambia la luce, lentamente, senza ostentazione, con grazia quasi sovrumana. Settembre, si sa, non è vanitoso: fa il suo ingresso con l’invidiabile calma di chi non conosce furori e folli passioni e insopportabili dolori.

I giardini sono tiepidi e dorati, le giornate s’accorciano, i tramonti sono vertigini di ricordi. Quando la pioggia avrà bagnato le strade, il passaggio sarà finalmente compiuto.