La grazia


La grazia è un incanto discreto che sfugge agli occhi del mondo. È un calmo sorriso accennato al tramonto, è uno sguardo che parla d’emozioni remote, è una mano protesa a raccogliere un fiore.
La grazia è un incanto discreto che passa fra nuvole stanche.

(Nell’immagine il dipinto Paesana toscana, di Cristiano Banti)

In lontananza


S’avverte in lontananza, cupo e minaccioso; eppure l’atmosfera parla di serenità nonostante il malumore del cielo. In fondo, è soltanto un tuono.

Sembra che il tempo si fermi in attesa dell’oscurità o del ritorno del sole. A primavera capita che i temporali non abbiano il coraggio di disturbare la quiete rarefatta del pomeriggio.

Giornate d’aprile


Giornate d’aprile: sole alto nel cielo, luce intensa sulla scrivania, vento allegro, spensierato e un po’ ribelle. Poi un momento grigio; ma è una pausa necessaria affinché il sereno non diventi vittima dell’indifferenza.

Nonostante la monotonia delle strade cittadine, ad aprile è facile immaginare acque limpide, alberi in festa, fiori che sorridono al mondo.
E si leggono parole, s’intonano canti, si celano abissi di pensieri non detti.

Buona Pasqua a tutti!

Oltre l’immenso


Riprendo a scrivere dopo dieci giorni di lontananza dal blog, e lo faccio di notte, una notte molto silenziosa. I pensieri sono tanti, fuggono veloci come il vento, scompaiono, ritornano, s’intrecciano e s’avvolgono in una danza vorticosa che sembra voler continuare all’infinito.

A volte la serenità è una presenza strana. Non disdegna la compagnia delle ombre, degli angoli bui, dei fiori appassiti, delle nebbie nel cuore.
E poi guardo in alto, oltre l’azzurro, oltre l’immenso.

Omaggio d’aprile


È una benedizione riuscire a sentirsi così, ancora bambini nonostante tutto. È un dono d’aprile, un omaggio di primavera, un regalo che non turba e non abbaglia, ma invade l’anima silenziosamente inondandola di luce.

È il giallo dei fiori, il verde della campagna intorno, l’alba accompagnata dal riposo tranquillo, il vento leggero che sussurra ai ricordi. È il tramonto screziato di rosa, che promette sogni e custodisce segreti.

Fascino d’aprile


Spesso sa essere un dolce incantatore, lieve e privo di malizie. Ma a volte è permaloso e piange d’improvviso, vestendosi di scuro per ricordarci ombre e debolezze.
Ambiguo quanto basta per ammaliare chi non s’accontenta, aprile è un eterno adolescente che sa di tiepide mattine e fantasie dopo il tramonto. Che ogni tanto, poi, sia capriccioso, è un fatto irrilevante o forse un pregio, perché ha il fascino di chi sogna senza posa e corre con fiducia verso la vita.