Di saggezza e disincanto


Non si tratta soltanto di esaltare i propri pregi. Vi è una ragione molto più profonda, che cela una saggezza infinita: non si possono mostrare a chiunque le ferite dell’anima, l’inevitabile stanchezza dopo le notti insonni, il disincanto che pervade ogni pensiero.

(Nell’immagine il dipinto L’ultima occhiata, di Federico Zandomeneghi)

  1. E’ quello che penso anch’io, a differenza di tutti coloro che forse per attirare l’attenzione (o non so perchè) fanno un po’ le vittime e si mettono troppo a nudo palesando a tutti le proprie debolezze.
    Poi c’è da dire che personalmente le mie debolezze odio mostrarle, quindi a maggior ragione tendo a tenerle per me.
    E come dici tu, non si tratta soltanto di esaltare i propri pregi, perchè alla fine tutti sappiamo che dietro i pregi ci sono sempre dei difetti.

    • Ciao Vale!
      C’è anche da dire che siamo animali e ci comportiamo come tali: quando l’animale sano vede quello ferito, lo attacca e fa di tutto per sbranarlo. Così si comportano anche gli animali bipedi della specie umana.
      Le persone in grado di provare empatia e di rispettare gli altri sono poche. La maggior parte non solo è insensibile, ma spesso si approfitta delle debolezze o dei guai altrui per ferire ulteriormente.

      Spesso si resta vittime di questi meccanisimi per pura ingenuità: si pensa e si spera di ottenere comprensione, mentre invece si attirano solo altri guai. Meglio imparare presto come funziona il mondo.

  2. Ancora un post molto godibile, che parla sussurrando alla coscienza più intima, mentre quell’immagine iniziale è di una straordinaria, vitale, dolcissima armonia.

    Poi, nei commenti, la musica cambia; dopo quello riflessivo e autoanalitico di Valentina, è la volta del tuo, di un realismo molto crudo, forse troppo.
    Anch’io sono convinto che siano in poche le persone in grado di capire ed aiutare, e che quelle poche lo sappiano fare anche senza bisogno che i segni delle difficoltà siano particolarmente manifesti.
    Poi ci sono le belve, quelle pronte a ferire e a sbranare, come dici tu; ma, da parte mia sarei meno drastico: penso che la maggior parte non sia capace di aiutare, e per questo costituisca intralcio anziché aiuto, spesso a dispetto di buone intenzioni.
    Le conclusioni, comunque, sono le stesse: un buono specchio, la testa alta, la voce sicura.

    Ciao, Romina.

    • A mio parere, il realismo si rivela necessario per la sopravvivenza e si apprende a essere realisti con l’esperienza. Certo, dipende dalle esperienze di ciascuno, dirette e indirette, e queste influenzano inevitabilmente il giudizio, che quindi è soggettivo.

      Poi c’è chi ha il coraggio di guardare in faccia le cose per ciò che sono e chi non riesce a sostenerne la vista e perciò s’illude. Comunque io ho sempre amato il realismo, anche in letteratura.

      Ciao Franz!

  3. @Romina: Esatto, alla fine quella che prevale è la legge del più forte. Bisogna adeguarsi e cercare di non farsi sopraffare. A tutti capita di avere qualche ferita, ma non per forza dobbiamo mostrarla al mondo, perchè può colpirci in qualsiasi momento.
    A me, per questo, hanno sempre detto che sono troppo dura e spesso risulto aggressiva. Magari sono troppo controllata, ma preferisco tenere per me (o al massimo per pochissimi) le mie ansie e le mie paure.

    @Franz: quindi tu la metteresti più sul piano dell’incapacità di aiutare piuttosto che su quello del non voler aiutare/capire? Non ci ho pensato subito, ma in effetti è una visione più ottimista. C’è da dire comunque che spesso questo “aiuto” crea intralcio perchè non è richiesto, ma questo è un altro paio di maniche 😛

    • Sì, Franz è un po’ più ottimista di noi. 🙂

      Che ci siano persone animate da buone intenzioni e però incapaci di capire, è vero, lo penso anch’io. Tuttavia – opinione personale – sono davvero tante, quelle che, nei casi migliori, sono insensibili, e nei peggiori s’approfittano dell’altrui debolezza per colpire e ridicolizzare. Ce lo insegna la storia, secondo me, e anche la vita di ogni giorno.

      Basti pensare alle dinamiche che si manifestano nei gruppi: a essere tormentati e presi di mira sono sempre i “diversi”, cioè i timidi, gli insicuri, quelli che non sono vestiti alla moda, quelli a cui la voce trema, quelli che non possiedono certi beni materiali, ecc. Per non entrare in altri temi, più spinosi.
      Tanti provano spesso fastidio di fronte a chi è palesemente insicuro, mentre rispettano il furbetto strafottente cinico ma sicuro di sé, cioè l’animale vincente e senza ferite apparenti.

      Sarebbe bello se il mondo fosse diverso e ci fosse maggiore capacità di comprensione, ma purtroppo non è così. Allora, a mio parere se si ha la fortuna di trovare persone intelligenti, non superficiali e capaci d’empatia, bisogna tenersele strette, perché sono abbastanza rare. 😉

  4. Ti dirò, anche io sono una di quelli che a volte provano fastidio di fronte a chi è più debole o insicuro, però una cosa che non faccio mai è approfittare della sua debolezza. Provo un certo fastidio perchè sono consapevole che la debolezza in qualche modo è castrante, ti blocca e permette agli altri di approfittare di te. Ma in ogni caso siamo tutti diversi, ognuno ha una forza d’animo differente e reagisce in modo diverso.
    Quelli per cui provo fastidio vero e proprio sono però coloro che fanno del vittimismo il loro modusvivendi.

    • Io invece non provo fastidio ma empatia, perché capisco che per costoro l’esistenza è più in salita. E ammetto di avere simpatia per chi talvolta è un po’ “scalcinato”. 😀 In molti casi, poi, l’insicurezza è determinata dal tipo d’educazione ricevuta, ma qui si entra in un discorso molto complesso che coinvolge anche la psicologia.

      Il vittimismo è un’altra cosa e non è necessariamente legato all’insicurezza. Ovvio che alcuni eccessi di vittimismo, quando sono irrazionali e continuamente ripetuti, possano sconcertare chi è diverso e più sobrio. Anche perché purtroppo il vittimismo come atteggiamento verso l’esistenza non aiuta.

  5. No beh, non è proprio fastidio, perchè se fosse fastidio sarei superficiale, quasi sgarbata con queste persone. Direi che più che altro nei loro confronti provo una specie di nervosismo forse generato da una specie di empatia. Cioè, capisco quello che provano, però mi chiedo “perchè non riescono a farsi forza?”. E’ un discorso abbastanza contorto.
    Comunque empatia sì, ma proprio simpatia no. Devo dire che preferisco le persone più forti e tenaci, ma non significa che sia schizzinosa con quelle meno sensibili.

    • L’avevo capito, l’avevo capito. 😉 Ma non è un discorso contorto. A volte, ad esempio, certi atteggiamenti ci fanno innervosire perché inconsciamente temiamo di poterli riprodurre e non vogliamo farlo. Li temiamo, insomma. Oppure ci danno fastidio perché siamo diversi, per indole ed educazione ricevuta, e quindi fatichiamo a identificarci con essi.

      Comunque, a proposito d’insicurezza, non è detto che una persona apparentemente insicura sia debole. A volte certuni hanno riserve di tenacia e di volontà insuperabili, anche se esteriormente sembrano fragili. Sono però cose che s’imparano col tempo e l’esperienza, sempre se si è buoni osservatori. 🙂

  6. ci danno fastidio perché siamo diversi, per indole ed educazione ricevuta, e quindi fatichiamo a identificarci con essi.

    Proprio così.
    Comunque sì, è giusto, l’insicurezza non coincide spesso con la debolezza. Lo vedo anche in me stessa: l’esteriorità non coincide affatto con la mia interiorità.

    • Vale@ ’esteriorità non coincide affatto con la mia interiorità.

      Certo, è chiaro!A volte è necessario mantenere una certa facciata per esigenze di “sopravvivenza”, che è il senso fondamentale del mio post. Ci sono situazioni, cioè, in cui è quasi indispensabile lasciare da parte oppure occultare timori e tremori, altrimenti è la fine. Il discorso torna sempre lì, perché è il nocciolo della questione.
      Inoltre non è saggio aprirsi con tutti, proprio no. 😉

  7. Esatto 🙂 Da me accade proprio il contrario. Dentro sono una persona molto aggressiva, tenace e determinata, mentre invece fuori, a chi non mi conosce, appaio timida, insicura e soprattutto serafica. 😛

E tu che ne pensi?

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