Scrivere


Non è facile. Richiede concentrazione, impegno, isolamento, pazienza, sforzo, riflessione. A volte comporta anche frustrazione, perché il risultato finale non è quello desiderato. Eppure, per amore, si fa.

Mai come in questo caso è vero che l’amore vince su tutto. Quando si ha questa passione nel sangue, quando la si avverte dentro di sé in maniera prepotente, si supera qualsiasi ostacolo, qualsiasi fatica, qualsiasi dolore. Per alcuni scrivere è una necessità vitale, come l’aria che si respira e senza la quale sarebbe impossibile andare avanti.

Per alcuni, i fogli bianchi sono sempre un invito al quale è difficile sottrarsi. Trovarli poi d’improvviso, dimenticati in qualche cassetto impolverato e aperto per errore, è un regalo emozionante, quasi un segno del destino: è come se quei fogli avessero atteso a lungo, celandosi volentieri allo sguardo superficiale del mondo, solo per offrirsi a chi li ama davvero.

(In foto il dipinto Bambina che scrive, di Telemaco Signorini)

  1. Scrivere, per me vuol dire, guardarmi dentro, fare ordine, capirmi e confrontarmi. Vuole dire conoscermi in profondità. Vuole dire unificarmi con tutte le mie istanze. Vuole dire scegliere di vivermi in pace, con me stessa, gli altri, il mondo, Dio. Scrivere è come crescere!

  2. Io invece non lo so. Non ci ho mai riflettuto tanto. Per me scrivere non è aprirmi, esternare le mie emozioni, perchè quelle emozioni, le più forti, sono sempre così confuse che anche volendo non riuscirei ad ordinarle su un foglio di carta.
    Scrivo perchè mi piace scrivere di cose semplici, e la cosa che mi piace di più è comporre frasi che siano corrette e dare una forma al testo. Credo sia quello che mi entusiasma di più. D’altronde cosa ci si doveva aspettare da una che è pignola e maniaca dell’ordine alla massima potenza? 😛
    Poi beh, se parliamo di lettere quella è tutta un’altra storia. Lì scrivo in maniera totalmente diversa a seconda anche di chi è il destinatario.

  3. non lo so cosa sono io, però ringrazio Dio di leggere post come questi…passata la moda dei blog è rimasto solo il meglio 🙂 grazie, perchè con le tue parole scritte oggi vado a nanna…e buona notte….

  4. Non è un foglio di carta bianca (che lunghi anni di rapida digitazione alla tastiera mi hanno reso penosa e disordinata la scrittura tradizionale), ma una videata bianca di un file formato testo, docile e disponibile in qualsiasi momento, ad invitarmi a farlo.
    Lo vivo un po’ come un rito sacro. So che devo affrontarlo con argomenti già abbastanza maturati nella mia mente, e mi do scadenze abbastanza regolari nel tempo.
    Quando è il momento, devo vincere la paura per il grande impegno che la cosa mi richiederà.
    Ma è solo un attimo: le parole, le frasi, le correzioni, le riletture, le limature, prendono il sopravvento, e non avverto più la fatica dell’impegno mentale, assorto e rapito dalla celebrazione del rito.
    Ed alla fine mi sento davvero purificato, o forse in qualche modo nutrito dalla mia stessa attività. Di un nutrimento diventato nel tempo prezioso e insostituibile.

    Ringraziamo il mondo dei blog, che ci incoraggia in questa attività, e ci concede la gioia di trovare amiche e amici affini nella sensibilità e ….nell’alimentazione.

    Un saluto di buona settimana.

  5. Franz@
    Io continuo a scrivere molto anche a mano, su carta, perché amo farlo e non voglio perdere l’abitudine. Ma certo i blog sono una gran cosa, visto che ci regalano la possibilità di condividere le nostre riflessioni con altre persone.
    Buona settimana anche a te.

  6. In fondo, cara @Romina, anche l’ anima è un foglio bianco, dove, all’ inizio del tempo, iniziammo a scrivere le nostre cose irrefrenabilmente, nè potremmo smettere mai !
    Poichè scrivere, lo leggano o nò gli altri, è lasciare un nostro segno ‘come una foglia al vento’, una parte di noi fragile e caduca, sì, ma nessuno potrà mai immaginare dove andrà mai a depositarsi, per morire o rifiorire, chissà ….

    • Cavaliere, il bello delle parole scritte è che restano. Per cui, sì, si lascia un segno e chi vuole può coglierlo e farne ciò che desidera. In fondo scrivere è anche un atto di generosità.

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