Anni e memorie


L’immagine qui sopra è eloquente: si tratta della stazione di Modena, indissolubilmente legata al ricordo della mia vita da pendolare ai tempi in cui frequentai l’università di Bologna.
I miei furono viaggi assai travagliati, considerando le partenze mattutine a orari improponibili, il freddo assassino degli inverni padani e i costanti ritardi dei treni troppo affollati. Tuttavia, un insieme di fattori contribuì a farmi divertire nonostante tutto: la giovanissima età, l’ingenua curiosità per un’esperienza di vita nuova, alcune speranze e qualche piacevole incontro furono gli elementi che mi permisero di sopportare, a tratti anche con gioia, i tanti disagi legati a quei frenetici spostamenti.

Quando adesso mi capita di dover fare la pendolare sulla stessa linea, mi diverto molto meno. Le attese mi stancano e mi sembrano infinite anche quando non lo sono, il tempo passato in treno mi sembra soltanto sprecato e in genere non vedo l’ora di tornarmene a casa prima possibile. Ecco perché, nel ripensare a quell’epoca, mi sembra di ricordare un’altra persona, tanto che le immagini di tali memorie svaniscono in fretta, avvolte dalla provvidenziale nebbia degli anni che, come ho scritto altre volte, non trascorrono mai invano.

  1. anch’io ero una pendolare, forse però i miei orari erano più umani, e anche il clima,
    partivo la mattina alle 7.00, arrivavo alle 9.00 all’Università…praticamente già stanca!
    Però sono ricordi di anni meravigliosi!!!

    • Eh sì, si arrivava già stanchissime e in aule affollatissime. Dopo qualche mese, però, si svuotavano.
      _______

      Ehm…in realtà avrei dovuto pubblicare un altro post, ma ho cancellato la bozza per errore. 😳 Questo era in attesa da due mesi, l’avevo tenuto in stand-by per i momenti d’emergenza (leggasi: quando mi manca il tempo per scrivere le cose che preferisco).

  2. Anch’io se ripenso a quando mi trasferii in una città diversa da quella in cui avevo trascorso tutta l’adolescenza mi trovo diversa. Età e curiosità come dici tu hanno contribuito tantissimo a farmi affrontare tutto sorridendo, perchè stava cominciando per me una nuova vita in qualche modo. Ma adesso vivrei tutto diversamente.. credo sia così che vanno le cose, e credo che vada bene così. Affrontiamo ogni tempo seguendo le emozioni che in quel momento proviamo e costruiamo le cose con atteggiamenti diversi che fanno comunque tutti parte di noi.
    Sempre bello qui 🙂 mancavo da un pò e sono tornata a leggerti perchè ho ripreso in mano il mio blog e riguardandolo ho trovato un tuo commento..così ho fatto una scappata qui.
    Ti aggiungo al blogroll come promemoria e ogni tanto vedrò di passare, passa dal mio quando puoi. Ciaooooo!!!

    Daniela
    http://zuccherofilato.blog.tiscali.it

  3. Ho fatto il pendolare, per studio prima e poi per lavoro, per moltissimi anni, quasi la maggior parte della mia vita, Lady @Romina !
    Scioperi, ritardi, rotture di pezzi, cali di tensione sui fili, mal tempo, accalcamenti di passeggeri, mai riuscirono a darmi la sensazione che stavo sprecando il mio tempo, mai !
    Poichè il Treno, conteneva una miriade di Persone, di Amici, di semplici Passeggeri con cui era impossibile non entrare in amicizia o almeno in una inusuale familiarità .
    Mi ricordo che la mattina ( io arrivavo a Roma intorno alle sette ), mi isolavo per leggere, prima di entrare nell’ ufficio che dirigevo ( partivo alle 5,30 dal mare di Anzio ed arrivavo a Roma poco prima delle 7, ed in ufficio arrivavo alle 7,30, e già il telefono cominciava a squillare per iniziare la quotidiana giostra ! ), un paio di quotidiani ed alzavo gli occhi al finestrino ogni tanto, per riflettere e per ammirare il paesaggio che ogni volta, pur sfrecciando inesorabilmente via, mi rasserenava, mentre ( specie d’ inverno ) le prime fiamme di luce squarciavano il cielo ancora buio .
    Ma al ritorno, eseguivamo con gli Amici, che già aspettavano occupando i posti migliori ‘solo per noi’, degli indimenticabili, guerreggiati, spasimati, ‘tornei di carte’, o a “scopone scientifico”, o a “tressette”, e tantissime volte, nel nostro accanimento, non ci accorgevamo che il mare già ci annunciava che eravamo ormai a casa !
    Nò, sul Treno, “sul nostro Treno”, il tempo non è mai sprecato, ma solo disteso a trattenere il nostro sguardo, lontani dalla mischia giornaliera, in noi stessi e sugli altri !

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