Mentre piove


I pensieri scorrono senza fatica, come le gocce che cadono una dopo l’altra ininterrottamente. Quando il giorno svanisce, si sfogliano le pagine del presente cogliendone soltanto i frammenti dorati.
Piove e il mondo resta fuori, oltre i vetri delle finestre chiuse. Ma novembre è dentro, è nell’anima che cerca calore e inventa favole bizzarre da opporre al pianto del cielo.

  1. Quando mio figlio aveva tre-quattro anni gli piaceva tanto fare questo semplicissimo gioco che avevo inventato per lui.
    Ci mettevamo a sedere a gambe aperte per terra in casa, lui dentro alle mie, davanti a me; io tenevo in mano un piccolo ombrello, lo aprivo e dicevo: piove piove, stiamo sotto l’ombrello… e lo stringevo abbracciandolo da dietro, poi dopo un po’ dicevo: è uscito il sole, e chiudevo l’ombrello allentando l’abbraccio, poi il gioco ricominciava daccapo.
    Adesso ha 10 anni e qualche settimana fa mi ha detto: ti ricordi papà com’era bello il gioco dell’ombrello quando ero piccolino?
    Giorgio

  2. Giorgio, da non-psicologa (quindi posso sbagliare) mi sembra che questo gioco possa far sentire il bambino molto protetto e al sicuro, senza avvertire mai un senso d’abbandono e di forte solitudine. Ciò naturalmente dovrebbe aiutarlo a sviluppare, col tempo, fiducia in se stesso.

    Direi che, come padre, puoi essere contento del gioco che hai inventato. 🙂 Puoi esserne davvero orgoglioso.

  3. E se alle lacrime del cielo, anzichè favole inventate, opponessimo le nostre esistenze reali vissute pienamente, appassionatamente, intensamente nel bene o nel male, nella felicità o nell’ infelicità nostra usuale compagna ???
    O le nostre inquiete tristezze, o la malinconia del vivere ???
    In fondo, non c’ è favola più bizzarra della nostra reale esistenza, attimo sospeso irripetibile, assai più emozionante di un pianto celeste ch’ è solo apparenza, meccanismo che si ripete ogni volta uguale, perennemente !

    • Sabby, se la giornata è stata calda almeno avete risparmiato sul riscaldamento. Qui è il contrario, già siamo a pieno regime.

      Cavaliere@
      Qualche favola bizzarra può aiutarci: può rasserenarci, farci divertire e anche essere un’occasione per scoprire nuove risorse dentro di noi, potenzialità sopite o ignote. Certo, tutto dipende dal carattere che si ha. L’idea delle favole bizzarre nasce anche dal fatto che, a volte, le serate autunnali mi fanno sentire immersa in un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo, ovattata. Ecco che allora mi sovvengono favole, fantasie, pensieri bizzarri.
      Ma anche quello che dici tu ha un senso e una sua verità profonda.

  4. Ed è bellissimo, Lady @Romina, irrinunciabile oserei dire, anche quel tuo immergerti in un’ atmosfera incantata, sospesa nel tempo, nemica dell’ inutile rincorrere, dolce e romantica, non immemore di noi e lieta alla memoria, che l’ Autunno, la nostra stagione preferita ( per me è così, ma anche per te, penso, alla luce di quei suoi colori che poeticamente rapisci nelle tue foto o nelle foto di altri che scegli ), magica espositrice di una ‘morte ch’ è vita’, suscitatrice di pensieri nostri mai vani !

    • Sì, Cavaliere, l’autunno è la mia stagione preferita. L’amo così tanto che mi dispiace l’idea che stia finendo. Lo spettacolo dello sfacelo della natura, con tutte le sue numerose sfumature, è uno dei più belli che esistano al mondo.

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