Fra smarrimento e inerzia


Sono almeno una decina gli argomenti di cui vorrei parlare, ho già elaborato titoli e tracce di post, eppure non riesco a scrivere. Inizio, procedo e poi cancello. Niente mi soddisfa, tutte le mie parole mi sembrano inutili, opache, persino antipatiche.
E mi sento osservata da lontano, da molto lontano, da qualcuno che tace confuso. Da qualcuno che vorrebbe parlare ma non può.

Non mi mancano le idee. Eppure prevalgono l’inerzia e un indefinibile senso di smarrimento. Non è soltanto l’estate, con la sua atmosfera opprimente, a frenarmi: c’è qualcosa che oltrepassa l’immediata comprensione razionale, conducendomi altrove. A questa profonda inquietudine si lega la felicità, brevissima ma intensa, che accompagna il fatto di poter scrivere ora, nel primo pomeriggio, quando il silenzio regna incontrastato.

Mi sento osservata da lontano. Non è un enigma da risolvere, ma qualcosa di cui prendere atto. Una sensazione irrazionale ma persistente.