Frammenti d’estate


Non è soltanto il sole a bruciare. Le porte sono chiuse, devono esserlo, sarebbe poco saggio lasciarle aperte.
Le porte sono chiuse: è l’unica condizione per poter pensare.

Non è soltanto il sole a bruciare. Affiorano frammenti di altre estati, di altri sentieri inondati di luce, di alberi felici nel caldo del pomeriggio. Affiorano frammenti e tutto sembra un lungo incubo: i dialoghi interrotti d’improvviso, le fughe incomprensibili, il buio, le parole mai pronunciate.

Le porte sono chiuse, ma dalla finestra s’intuisce l’orizzonte.

Nel mondo virtuale


In un forum che frequento da un anno e mezzo c’è una sezione dedicata agli off topic, ossia agli argomenti che non riguardano la materia specifica trattata dal forum. Questa sezione è l’unica riservata e visibile soltanto a noi iscritti e qui, ogni giorno, fioriscono topic su qualsiasi argomento, dal più serio al più stravagante e spensierato.

Protetti dall’anonimato e stimolati dalla seria gestione del sito, nella sezione citata gli utenti spesso rivelano aspetti di sé e della propria esistenza dei quali non possono e non vogliono parlare nella vita reale. Nascono così topic di sfoghi per vicende sentimentali finite male, situazioni familiari insostenibili, problemi di lavoro, di denaro e di disoccupazione.

Queste dettagliate e talvolta impietose testimonianze di vita vissuta mi fanno pensare a quanto possa essere utile, in alcuni casi, il mondo virtuale: qui, paradossalmente, a volte capita che il nickname, cioè un nome falso, renda le persone più vere e sincere. Nell’esistenza reale, infatti, indossiamo continuamente maschere celando i nostri sentimenti più intimi, le nostre debolezze e le nostre sconfitte per difenderci nella quotidiana lotta di tutti contro tutti. Non a caso in quel forum ho letto e continuo a leggere esperienze che invece, nella vita reale intorno a me, sembrano non capitare mai a nessuno.

Certi argomenti trattati negli off topic di quel forum non sono poi soltanto occasione di sfogo per chi desidera trovare consigli o incoraggiamenti, ma sono anche ottimi spunti di riflessione per chi legge e ha così la possibilità d’identificarsi o di entrare in contatto con esperienze diverse dalle proprie.
La varietà dei commenti che accompagnano tali sfoghi è il risultato dell’eterogeneità degli utenti del forum, diversi per istruzione, posizione lavorativa, situazioni personali e familiari. In alcuni casi, sono stati toccati altissimi livelli di discussione, evitando di cadere in luoghi comuni, abuso d’etichette, preconcetti e giudizi frettolosi.

Io non ho mai aperto discussioni, non ho mai parlato di me stessa e penso che continuerò a non farlo. Mi limito a intervenire soltanto quando penso di poter offrire un contributo utile ai discorsi, non amando sprecare fiumi di parole se non ho nulla d’interessante da dire.
Al di là di ciò, forse sarò impopolare ma a volte penso che il mondo virtuale sia, per alcuni aspetti e in qualche caso, più interessante e persino più vivo rispetto al cosiddetto mondo reale.

Confini


In fondo, l’estate è una questione di colori. È un giardino immobile sotto il sole e un cielo chiaro senza nubi.

Il bello dei giardini è che hanno limiti e confini. Gli spazi chiusi, si sa, sono rassicuranti. È la vertigine dell’infinito, in qualsiasi forma si presenti, a spaventarci, a suscitare in noi reazioni scomposte, a evocare strani fantasmi. E a farci fuggire.

Di foglie cadute


Lo chiamerei umore di pioggia e di foglie cadute troppo in fretta.
L’aria è incerta: scompare per riapparire sempre più stanca e poi torna a nascondersi. Si ha l’impressione che il cielo non conosca pietà né misericordia.

Umore di pioggia e di foglie cadute troppo in fretta e di consapevolezze che non lasciano respiro.

Moderazione


Per prima cosa discrezione. Poi moderazione, esercizio costante della razionalità e onestà intellettuale. Il fanatismo è qualcosa da cui fuggo sempre senza alcuna esitazione perché implica un pericoloso offuscamento della ragione, l’incapacità di giudicare senza lasciarsi trascinare dall’emotività e il persistere in un atteggiamento ottusamente acritico. Senza contare che, nel corso della storia, vari tipi di fanatismo hanno prodotto effetti devastanti nella società.

Certo, non è tutto così immediato e spontaneo, ma è frutto d’un lavoro interiore lento e faticoso. Però ne vale la pena.

Fra smarrimento e inerzia


Sono almeno una decina gli argomenti di cui vorrei parlare, ho già elaborato titoli e tracce di post, eppure non riesco a scrivere. Inizio, procedo e poi cancello. Niente mi soddisfa, tutte le mie parole mi sembrano inutili, opache, persino antipatiche.
E mi sento osservata da lontano, da molto lontano, da qualcuno che tace confuso. Da qualcuno che vorrebbe parlare ma non può.

Non mi mancano le idee. Eppure prevalgono l’inerzia e un indefinibile senso di smarrimento. Non è soltanto l’estate, con la sua atmosfera opprimente, a frenarmi: c’è qualcosa che oltrepassa l’immediata comprensione razionale, conducendomi altrove. A questa profonda inquietudine si lega la felicità, brevissima ma intensa, che accompagna il fatto di poter scrivere ora, nel primo pomeriggio, quando il silenzio regna incontrastato.

Mi sento osservata da lontano. Non è un enigma da risolvere, ma qualcosa di cui prendere atto. Una sensazione irrazionale ma persistente.

Sopportare il dolore


Una citazione tratta dai Saggi di Michel de Montaigne può essere un’occasione per riflettere su un tema importante.

Quello che ci fa sopportare con così poca pazienza il dolore è il non essere abituati a trovare la nostra principale soddisfazione nell’anima, il non fare abbastanza conto di essa, che è sola e sovrana signora della nostra condizione e della nostra condotta. Il corpo ha, salvo il più e il meno, un solo modo di essere e una sola inclinazione. Essa è invece variabile in ogni sorta di aspetti e conforma a sé e al suo stato, quale che sia, le sensazioni del corpo e ogni altro accidente.