Nel primo pomeriggio


Del primo pomeriggio apprezzo il silenzio, soprattutto d’estate, perché talvolta m’infonde una serenità che si avvicina alla pace perfetta. Ascoltare questo silenzio, immergendomi in esso, è un’esperienza indescrivibile.

Le persiane delle finestre sono chiuse, indispensabili difese contro il caldo e l’afa della nuova stagione. Forse a causa di questa chiusura la mente fugge altrove, incontrando prati verdi e fiori e spazi infiniti. Ecco i sentimenti che sempre accompagnano l’estate: il desiderio di svagarsi, di andarsene, di oziare all’ombra generosa di alberi quieti, di lasciarsi alle spalle impegni e preoccupazioni. La luminosità del sole è un invito continuo, una tentazione, una seduzione che non conosce riposo.

Ma non si può fuggire così, d’improvviso, abbandonando tutto e tutti. E se anche si concede alla mente di andarsene altrove per alcuni minuti, poi occorre ammonirla e tornare a chiuderla nei limitati spazi dei doveri quotidiani, in attesa del rito delle vacanze che avverrà nei tempi e nei modi opportuni, come ogni recita che si rispetti.
Per ora, bisogna accontentarsi del silenzio del primo pomeriggio e delle persiane chiuse.