Saper trionfare sull’invidia


Ho trascritto altre volte qualche aforisma di Baltasar Gracián y Morales (1601-1658), gesuita e fine scrittore spagnolo. Oggi scelgo una sua riflessione sull’invidia, ovviamente tratta dall’Oracolo manuale.

Saper trionfare sull’emulazione e sulla malevolenza

Non basta per questo il disprezzo, anche se è prudente; giova meglio la generosità. Non c’è applauso che basti a lodare una buona parola detta di chi dice male; non c’è vendetta più splendida di quella che ci si prende con i meriti e le buone doti, che sconfiggono e tormentano l’invidia. Ogni successo è un tratto di corda per il malevolo, e la gloria dell’emulato è inferno per l’emulo. Il più pesante dei castighi vien considerato questo: far veleno per gli altri della propria prosperità.
L’invidioso non muore in una volta sola, ma tante volte l’invidiato vive salutato dal comune plauso, e la perennità della fama dell’uno gareggia con le pene dell’altro: sì che mentre l’uno è immortale per le sue glorie, l’altro lo è per le sue pene. La tromba della fama che squilla per esaltare l’immortalità per l’uno, suona a morte per l’altro, condannandolo al capestro di una sì invidiosa ansietà.