Un umarell pieno di fantasia


Non era un umarell classico, puro, doc. Era un umarell sui generis: inventava storie inesistenti, attribuiva a se stesso gesta mai compiute e raccontava bugie con estrema disinvoltura. Sono talmente tante le fantasie nelle quali si sbizzarrì che mi è impossibile ricordarle tutte.

Aveva sempre lavorato come artigiano fino alla pensione, ma sosteneva:
1) di aver fatto l’equilibrista e il domatore di leoni e di tigri al circo Orfei
2) di aver costruito centinaia di aerei
3) di aver visto Hitler in persona nel bel mezzo della Foresta Nera
4) di aver lavorato alla Nasa
5) di aver dipinto una riga su una bicicletta utilizzando la coda di un topo per farla dritta
6) di aver seguito ben tre corsi all’Accademia Militare di Modena
7) di essere nato sotto l’ala di un aereo
8) di aver avuto una nonna discendente da Toro Seduto.

Ma questo è niente. Per narrare le sue gesta immaginarie occorrerebbe scrivere un romanzo.

Due sono gli episodi che non dimenticherò mai. Una volta mi raccontò di aver trasportato un elefante del circo Togni su un camioncino, lungo una strada molto tortuosa, e mi disse che, durante la guida, l’elefante gli aveva leccato allegramente il collo con la proboscide. 😮
Un’altra volta, narrò a tutti i suoi amici che in casa non aveva più pace e che sua moglie non gli preparava mai pranzo e cena perché trascorreva tutta la giornata al telefono con la moglie di George Bush, allora Presidente degli Stati Uniti. 😐

  1. Eh, Clellina, quando mi raccontò dell’elefante non riuscii a restare seria del tutto. 😀

    Però raccontava tutte queste cose anche al bar che frequentava di solito e dove un gruppetto di fedeli ascoltava queste storie per divertirsi. A volte, poi, qualcuno si stancava e ci scappavano parole grosse e qualche lite.

    Quando iniziò a raccontare della moglie di Bush si fece il vuoto intorno. 😀
    Quella della coda di topo, invece, la raccontò con disinvoltura a mio padre.

    • Marina@
      Gli umarells (=omini, omettini) sono una categoria di emiliani over 60, pensionati, caratterizzati da alcuni tratti comuni che li rendono unici. Fra gli aspetti più tipici:
      – stazionamento davanti ai lavori stradali per osservare che tutto sia fatto a regola d’arte e per dare consigli non richiesti agli operai che sudano. Se i lavori stradali sono nascosti da teloni, forano i teloni medesimi pur di spiare.
      – insistente interesse per i bidoni della spazzatura nei quali sperano di trovare qualcosa che i giovani, viziati e senza cuore, gettano via allegramente.
      – passione per i mezzi meccanici in generale
      – ottimismo inestinguibile

      Ma questo è niente, è solo un assaggio. 🙂 Per saperne di più si può visitare un blog interamente dedicato a loro e con fotografie esplicative:
      http://umarells.splinder.com

  2. Sergio@
    Era un po’ umarell anche lui perché si soffermava a spiegare i lavori stradali.

    Fra le altre cose – impossibile rammentarle tutte- una volta raccontò persino di aver catturato cinque tigri del circo Orfei che erano scappate e finite in un fosso, in provincia di Reggio Emilia. 😕
    Non si poteva cercare di contestarlo, altrimenti si arrabbiava.

  3. Bellissima quella piazza col campanile pendente (o che sembra pendere?).

    Ci sono stato anni fà per lavoro… cioè, ero a Modena per lavoro, ma il giro serale nella piazza è stato abbastanza di piacere.
    Era un bel posto di lavoro e emozioni nuove, carine…. e ricordo con nostalgia quella serata in piazza a Modena, in compagnìa di collaboratori olandesi e un mio superiore che faceva da cicerone.
    E la tranquillità nella magia di quella piazza (era lunedi sera) mi ha davvero affascinato.

  4. Grazie, grazie per la tua segnalazione del blog sugli umarells!!
    Erano anni che non ridevo così.
    Ti seguo da un pò perchè mi sei subito sembrata uno spirito affine, complimenti per il tuo blog (ma dove trovi il tempo?).
    Ciao.

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