Mai fermarsi…


…alle apparenze. Sì, lo so, è una frase fatta, ma in questo caso indica una profonda verità che riguarda il mio fornaio di fiducia, il mitico Pasquale. Originario del salernitano, ha trascorso un periodo a Varese e poi, a causa di varie vicissitudini, si è trasferito qui a Modena.
Il negozio di Pasquale, situato in centro storico, è vecchio e non ha nulla di speciale, almeno da un punto di vista estetico: si tratta di una bottega un po’ malandata con annesso il forno, una bottega modesta che forse avrebbe bisogno di essere ristrutturata. Però, in questa semplice e onesta bottega si preparano alcuni dolci che possono essere definiti “opere d’arte”.

In passato ho frequentato fior di pasticcerie, con vetrine lucide come specchi, torte messe in bella vista, cumuli di paste colorate e altro ancora, ma si trattava di tutto fumo e niente arrosto: torte secche o dure o con sapori strani sui quali era meglio non indagare, e paste così dolci da far venire il mal di stomaco e il diabete anche a una persona sanissima.
Da Pasquale, invece, nulla di tutto questo. Le sue torte di mele, ad esempio, non sono normali torte di mele ma autentiche poesie per il palato: ce ne sono di due tipi, una con mele dentro e un’altra con mele sopra, e non si sa quale delle due preferire. In passato odiavo le torte di mele, ma dopo aver assaggiato quelle di Pasquale mi sono convertita. Ottime anche la crostata di amarene, che sembra fatta in casa, e la torta Barozzi, un succulento dolce al cioccolato tipico di queste parti.

Ma il momento dell’estasi completa giunge a primavera, quando comincia il periodo in cui viene preparata la torta di fragole. In vita mia non ho mai assaggiato niente di simile e non sto esagerando. Delicata, morbidissima – bisogna persino stare attenti a non spezzarla -, farcita con una crema che definire raffinata è riduttivo, la torta di fragole è un capolavoro di alta pasticceria. Ed è l’unica cosa che, in questo splendido autunno, m’induce a pensare alla primavera. 🙂

(L’immagine è tratta da: http://casa.atuttonet.it/tag/diametro)

  1. Andrea@ Esagero nel pensare che la golosità, nel tuo caso, potrebbe quasi definirsi patologica? 🙂

    In realtà mangio sempre poco e talvolta pochissimo: non ho mai finito un pasto intero (non riesco proprio) e non mi sono mai abbuffata in vita mia. E non mangio neppure molti dolci, anzi.
    Però mi piace la qualità, quella sì: poco ma buono, insomma. 🙂
    Come i tortellini: quando li mangio, mangio soltanto quelli senza assaggiare il secondo piatto, però devono essere buoni.

  2. Ciao Romina,
    io voglio conposcere questa scrittrice straordinaria 😀 hai da insegnarmi 🙂 !

    Bellissimo testo dove riesci perfino a prendere una pasticceria, una stanza, un edificio vecchio e da ristrutturare e di fermare l’attenzione sulla dolcezza e sulla bontà di qualcosa!

    Addirittura.. citando Pasquale! Rendi partecipe.. il lettore, grazie per questo fantastico viaggio e per avermi ricordato che ogni giorno possiamo prendere qualcosa e apprezzarlo!

    Marco. B. 😀

  3. Marco@ Rendi partecipe.. il lettore, grazie per questo fantastico viaggio e per avermi ricordato che ogni giorno possiamo prendere qualcosa e apprezzarlo!

    Ciao Marco! E grazie a te.
    Un abbraccio 🙂

  4. Queste piccole botteghe sono ormai specie in via di estinzione, fortunata ad averne ancora a portata di mano. Grazie per questo piccolo spaccato di vita che ci manca ogni giorno di più…:)

  5. Numeronove@
    Ciao! 🙂

    Sergio@
    Mi piace la qualità, non la quantità.
    Come ho scritto sopra, ho sempre mangiato poco – per istinto e tendenza naturale- e le abbuffate mi disgustano.
    Mangio anche pochi dolci, ma devono essere gustosi e ben fatti.

  6. Ecco, ora ho decisamente fame 🙂
    Comunque sono pienamente d’accordo con te, le botteghe tradizionali (di pasticceria…ma anche panetterie, verdurai, botteghe di pasta fresca…) sono chicche da gustare e custodire, e credo sia importantissimo evidenziarne la qualità e l’originalità nel panorama imperante della quantità standardizzata 🙂
    un caro saluto,
    alessandra

    • Giorgio@
      Agli ordini! 😀
      Si tratta del forno S. Barnaba, in Via Ruggera. Ci arrivi da Canal Chiaro o da Via San Giacomo, dove c’è la chiesa di S. Barnaba (della parrocchia sant’Agostino e san Barnaba, che oltretutto è la mia parrocchia).
      Non solo le torte sono buone. Sono buoni anche i tortelli al sapore, i bomboloni (davvero delicati) e persino le tradizionali paste, che però non fanno tutti i giorni.
      A gennaio, poi, quando inizia il periodo di Carnevale, le loro frappe sono squisite perché grandi, consistenti, piene di zucchero a velo; e soprattutto non si rompono.

      L’ideale è comprare un dolce che è stato appena fatto, fatto il giorno in cui lo compri. La crostata di amarene è ottima anche se è lì da due giorni, mentre le torte di mele devono essere tassativamente di giornata.

      Comunque, in caso di bisogno, fanno torte anche su ordinazione. Io mi sono fatta preparare la torta di fragole per il giorno del mio compleanno, a luglio. E lo scorso Natale mi sono fatta preparare una torta Barozzi. 🙂 Mi permetto di consigliarti vivamente quella di fragole, a primavera, perché non ci sono parole per descriverla.

  7. Giorgio@
    Grazie per le 5 stelle! 😀

    Ora sarò invadente: ti consiglio anche, sul fronte non-dolce, i salatini, che però devono essere fatti in giornata. Spesso vengono cotti il sabato pomeriggio. Una squisitezza, almeno secondo me.

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