Umarell-ladro

ladro
Ebbene sì, è capitato anche questo. Qualche giorno fa, nella mia provincia un baldo rappresentante della nutrita schiera degli umarells è stato arrestato per furto, avendo rubato alcuni pezzi meccanici da un’automobile o da una moto. Ma il bello è che quest’infaticabile “giovanotto” ultrassessantenne non si è solo limitato a rubare: in evidente stato di eccitazione per aver trovato i rari pezzi meccanici cui aspirava da una vita intera e non volendo in alcun modo rinunciare a essi, si è scagliato contro le vittime del furto dopo essere stato scoperto in flagranza di reato.

A questo punto, un lettore poco avvezzo alle questioni umarelliche potrebbe pensare che gli umarells non siano più quelli di una volta, placidi, onesti e sornioni, e che l’attuale, presunta decadenza dei costumi li abbia irreversibilmente contagiati. Colpa forse della televisione e dei suoi programmi-spazzatura? Colpa dell’assenza di socialità nelle nostre città sempre più disumane? Colpa della crisi economica? No, niente di tutto questo: la spiegazione è molto più semplice e banale.

Essendo inclini, per mentalità e abitudini, a impegnarsi in una variegata tipologia di lavoretti fai-da-te, e perciò bisognosi di oggetti di ogni tipo spesso introvabili, gli umarells sono sempre stati esposti all’insana tentazione di rubare e l’hanno fatto in ogni epoca, sia pure in genere con un certo garbo.
In questa prospettiva, allora, si comprende come un umarell appassionato di pezzi di ricambio, con i quali vorrebbe costruire qualcosa d’innominabile o aggiustare qualcosa d’altrettanto innominabile, sia disposto a tutto pur di acchiappare ciò che ha sempre desiderato, e possa quindi diventare violento se un malcapitato l’ostacola mentre cerca di ottenere l’oggetto dei suoi sogni.

Del resto l’inclinazione al furto, latente in tutti i veri umarells, è provata anche da un’abitudine che li caratterizza da sempre: lo stazionamento rigorosamente in gruppo intorno ai bidoni della spazzatura, allo scopo di rovistare per vedere se i giovani d’oggi, viziati e debosciati, hanno gettato via qualcosa da poter prendere, trasformare e riciclare nei modi più assurdi e inutili. Lo stazionamento presso i bidoni della spazzatura è dunque il primo gradino verso altri ben più loschi traguardi.

(La foto è tratta da qui)

    • Il vero umarell doc è emiliano e ha alcune caratteristiche fisse, inamovibili.
      Ci rallegrano l’esistenza ed è un piacere vederli in azione.

      Nel mio condominio, un umarell rubò una bacinella di plastica a mia madre, e ci piantò dei fiori. 😀

      Io parlo di umarells solo ogni tanto, ma c’è un blog tutto dedicato a loro: http://umarells.splinder.com/

  1. Meraviglioso! Anch’io non conoscevo gli “Umarells”, grazie a te ho potuto conoscere lo “studio strutturato” (vabbé, faccio per dire) di questo fenomeno, diffusissimo praticamente ovunque!

    Grazie tante!! 🙂

    • BigFab@
      Prego!! 🙂

      Pensa che d’ora in poi ti troverai, senza rendertene conto, ad osservare qualche umarell con l’occhio dello scienziato desideroso di comprendere il fenomeno in tutte le sue sfaccettature. 😀

  2. @ Romina

    E’ vero!!! Sabato scorso ero al mercato per fare la spesa, ho avuto almeno tre occasioni per fare delle splendide foto, purtroppo avevo le mani impegnate dalle borse!
    E’ incredibile che, scoperto il fenomeno, uno inizi ad analizzarlo senza volerlo!

    Buona settimana. BigFab.

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