Imbarazzo nel gazebo

gazebo
Era una splendida giornata d’agosto e mi trovavo in vacanza in montagna. Ogni giorno frequentavo un parco in cui, oltre alle solite panchine, c’era anche un bel gazebo, e quel pomeriggio particolare decisi di sedermi proprio lì, contenta di ammirare dall’alto il paesaggio tutt’intorno.
Dopo poco tempo, un uomo venne a sedersi accanto a me e, non ricordo più come, iniziammo a parlare di politica. Dopo circa dieci minuti, giunse un altro signore e si unì con interesse alla discussione. Trascorse poi un altro po’ di tempo e si avvicinò una terza persona, che subito s’inserì nella conversazione.
Tutta presa dall’argomento, non mi accorsi che il gazebo si era progressivamente riempito. Così, quando finalmente mi guardai intorno con attenzione, rimasi sconcertata e mi sentii in estremo imbarazzo perché nel gazebo c’erano ben dieci uomini, mentre l’unica appartenente al genere femminile ero io. 😳

(La foto è tratta da qui)

  1. L’attenzione nasce sempre attorno agli inediti, e in effetti immagino che in agosto in un gazebo di montagna la politica non sia il primo degli argomenti. Assuefatti come siamo al vuoto di contenuti sono proprio le idee che ci ammaliano certe volte.

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