La primavera della vita

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Quando arriva la primavera, quando osservo immagini sfolgoranti di colori e colme di vitalità, inevitabilmente il mio pensiero corre all’adolescenza, l’età dei sogni, delle aspettative e dei desideri sfumati di rosa.
Meravigliosa e terribile, l’adolescenza è la primavera della vita. Ha gli stessi colori brillanti, chiari e freschi, la stessa audacia gioiosa e gli stessi sconcertanti contrasti di questa bella stagione. I capricci della primavera, che alterna giorni di allegro splendore a momenti cupi e persino gelidi, sono i capricci e le indimenticabili contraddizioni dell’adolescenza.
Capita poi che a primavera vi siano anche intere settimane di pioggia e di freddo, proprio come esistono adolescenze difficili, colme di sofferenze e di disagi. Eppure il ricordo della primavera della vita assume, con il trascorrere del tempo, un fascino sottile e inafferrabile: il fascino legato a ciò che è irripetibile nella sua fantastica, bizzarra e dolorosissima unicità.

  1. Ah quanto è bella la primavera! 🙂 Ah quanto vorrei essere su un prato verde, sdraiato… e dormire lì tra i fiori e perdermi nel guardare il cielo azzurro! Non vedo l’ora di farlo… 🙂

  2. Finita la pioggia si può comunque sperare in una giornata di sole. Guardare le pozzanghere asciugarsi e dire “via, è finita”. Così mi sento io se penso alla mia adolescenza, alle sciocchezze che ho fatto, ai casini che (giustamente) ho combinato, agli errori in cui sono incorsa. Agli inciampi. Alle volte in cui mi sono rialzata. Eppure guardo con amore a quegli anni. Ci sono stati temporali e tempeste ma anche improvvisi, audacissimi sprazzi di sole, di sfacciata bellezza.
    Credo sia questo quel che conta alla fine. La sfacciataggine della bellezza.

  3. Neppure la mia adolescenza è stata una primavera, e per tanti motivi diversi, però anch’io ripenso con nostalgia a certi momenti.
    A colpirmi è soprattutto quell’immensa vitalità e quell’insieme di speranze che durante l’adolescenza affollano la mente e il cuore.
    Una vitalità, una forza e un desiderio irresistibile di “esserci” che poi col tempo vengono un po’ meno, anche se magari si è più sereni o contenti rispetto a quel magico e terribile periodo.

  4. Visione d insieme

    In una visione d insieme
    Pallida luce
    Traspari
    E ti accorgi
    Dell’ annunciata aurora boreale
    Dove scarlatta
    La paura aspetta
    “In mezzo a tanti fiori di vetro,”
    Guardinga ..
    Non approvi
    La larga visione dell’uomo
    Per Dio
    E piangi dove l’umano piomba
    nella luce smisurata del disamore.
    Ora.. compassionevole
    Vorresti gridare
    Che la salvezza non è
    La propria

    Ma quella Del tuo nemico
    E del tuo amore divino
    In espiazione degli sbagli
    Di una intera umanità-

    Alla ricerca del tempo perduto

    L’Odore di pane
    Riga di cerchi concentrici
    Il grano nei campi
    E l’odore dei tulipani
    Accende la felicità
    Come comignolo di nuvole
    In piena Estate.
    L’odore del sentire
    Diventa l’eco di un’essenza
    Dove anime
    Piombano tra forconi abbandonati nell’aia.
    E a sera bagliori di biancospino
    Sorridono
    Dove pigolano galline
    In calore.

    E poi è già mattina..
    “E non ti accorgi del rosso tramonto”
    Che accende di illusioni
    I momenti accantonati
    Nell’Universo che danza
    Una sfilata di Eternità.

    La donna sulla torre di Babilonia

    Fu abbagliata dal sole
    La donna sulla torre di Babilonia
    Fu protetta dagli Arcangeli
    Oltrepassando i punti cardinali
    Tra cielo e terra
    Fu ibrido cielo
    Davanti alla porta di Dio
    Fu donna fino in fondo
    Aspettando il perdono eterno
    Nel giorno della sua festa.

    Il canto del vento a Primavera

    Dietro le sbarre del tempo
    L’ antica memoria Incide i pensieri
    E la nera procella
    Ode l’eco del canto del vento a Primavera.
    Ove “la donna “ammira le gemme infreddolite.
    E nell’oscura guerra della vita
    Ode la tristezza di un amore sognato.
    Cosa racconterà al vento
    La viola strappata dalle catene di una prigione :-
    “Il vile presente di una grigia giornata di Primavera.”

    La donna sulla torre di Babilonia

    Fu abbagliata dal sole
    La donna sulla torre di Babilonia
    Fu protetta dagli Arcangeli
    Oltrepassando i punti cardinali
    Tra cielo e terra
    Fu ibrido cielo
    Davanti alla porta di Dio
    Fu donna fino in fondo
    Aspettando il perdono eterno
    Nel giorno della sua festa.

    Il canto del vento a Primavera

    Dietro le sbarre del tempo
    L’ antica memoria Incide i pensieri
    E la nera procella
    Ode l’eco del canto del vento a Primavera.
    Ove “la donna “ammira le gemme infreddolite.
    E nell’oscura guerra della vita
    Ode la tristezza di un amore sognato.
    Cosa racconterà al vento
    La viola strappata dalle catene di una prigione :-
    “Il vile presente di una grigia giornata di Primavera.”

    Primavera infreddolita

    Il mare è ancora grigio
    Batte sugli scogli l’onda
    Di questa Primavera infreddolita.
    Il pettirosso alla fontana
    Ti regala ancora
    Un emozione di fine Inverno
    Sui rami le gemme
    Già sgualcite
    Tornano a imbiancarsi
    E le trepide chiome
    A soffrire come una donna
    Piena di emozioni.
    E ‘ già Primavera
    Nel tempo di inizio marzo
    Manca soltanto
    La fiamma del cuore..
    E il risveglio dell’anima nella natura.

  5. Flusso d’argento

    Ho ritirato quel flusso d’argento
    Sembrava una vela in mezzo alla mare
    Ho lasciato denudare persino la mia pietra lunare
    Per nutrirmi di un sogno chiamato amore.

    Mi sono bagnata sotto la cascata in verticale
    Per mandare dei raggi al mio sole
    Ho seppellito persino le mie emozioni
    Mentre annegavo la bocca al mio ultimo respiro..

    Sono finita persino come balena
    Nel mare aperto della tua anima..
    Ora che io sono Pinocchio e tu Geppetto…

    Mandami ancora l’ultimo abbraccio
    Che domani forse non avrò salvezza
    Pensandoti con il dolore di ieri..
    Che il tuo cuore non sarà di un’altra!

  6. Camminerò sulle Langhe affamata

    Camminerò in punta di piedi
    Sulle Langhe affamata,
    Camminerò ad occhi bassi
    Per entrare nei sogni
    Di un guerriero romantico.

    Persino la guerra ha cancellato
    L’amore .. mentre resto muta
    A tremare nel Nulla…

    Camminerò fuori dalle mura del castello
    Dove il mare disperde le tue essenze ..
    Senza cercare altro cammino personale
    Del mio Io addormentato.

    Vedrò brillare tanti diamanti rubati al tuo sorriso di sole
    E mi perderò nelle tue langhe di seta
    Come ricamo di figura essenziale

    Prima che la nostra Primavera finisca
    Nelle fauci di un delfino affamato!

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