L’uomo leopardo

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New Mexico, anni Quaranta del XX secolo. Una soubrette, Kiki, è convinta dal suo impresario a esibirsi portando in scena una pantera al guinzaglio. Purtroppo, però, durante la prima esibizione l’animale fugge, e poco dopo una povera ragazza viene trovata orrendamente sbranata.
Mentre in città comincia a diffondersi il panico, si verificano altre due inquietanti aggressioni. Ma l’impresario di Kiki comincia a pensare che non sia più colpa della pantera, e così indaga scoprendo un’altra verità.

The leopard man (1943) è un thriller diretto da Jacques Tourneur e prodotto da Val Newton per la RKO. Insieme a Il bacio della pantera e Ho camminato con uno zombie, forma una famosa trilogia entrata a buon diritto nella storia del cinema, nonostante il bassissimo budget impiegato per la sua realizzazione a causa delle gravissime difficoltà economiche della casa di produzione. Ne L’uomo leopardo, come negli altri due film, la violenza e l’orrore non sono mai mostrati ma soltanto evocati, grazie alla sapiente costruzione delle atmosfere e al bellissimo bianco e nero. Nonostante, a un certo punto, l’identità del vero colpevole sia evidente, tuttavia le tre sequenze in cui le donne vengono uccise sono realizzate in modo tale da infondere suspense alla narrazione, e da trasmettere angoscia pur senza mostrare nulla in maniera esplicita. Buona anche la caratterizzazione psicologica dei personaggi.
Pellicola adatta agli irriducibili cinefili desiderosi di approfondire la storia della settima arte, e a chi apprezza le atmosfere elegantemente allusive.
Voto: 7 e mezzo.
Sotto due immagini tratte dal film.
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