La lunga estate calda


La lunga estate calda è un bel film del 1958, diretto da Martin Ritt.
Ben Quick, un affascinante vagabondo con la fama da incendiario, giunge in un paese del Mississippi e, facendo l’autostop, conosce casualmente la figlia del più importante proprietario terriero della zona, Willy Varner, un uomo ricco e dispotico. Grazie alla sua intraprendenza e alla sua faccia da schiaffi, Ben Quick conquista la simpatia del signor Varner che gli trova un lavoro, lo ospita nella sua villa e addirittura l’invita a corteggiare sua figlia Clara, una ragazza intelligente, colta, sensibile e infatuata di un raffinato quanto ambiguo vicino di casa, eternamente attaccato alle gonne della madre.
Willy Varner desidera che sua figlia si sposi presto e vorrebbe come genero Ben Quick in quanto virile, forte, disincantato e concreto. Ma Clara, che in generale non è disposta ad accontentarsi, sembra detestare Quick, tanto che non perde occasione per offenderlo. Intanto Jody, figlio di Willy e fratello di Clara, insicuro e fragile perché schiacciato e umiliato dalla prepotente personalità del padre, s’ingelosisce di Ben Quick.

L’atmosfera che pervade La lunga estate calda è decisamente sensuale: Clara Varner è alla ricerca dell’amore vero, suo fratello Jody ha un rapporto passionale con l’esuberante moglie Eula, Ben Quick è il classico tipo del seduttore, e Willy Varner, nonostante i suoi sessantaquattro anni, ha un’amante più giovane di lui. Fra gelosie, ripicche e asprezze, la vicenda è comunque destinata al lieto fine.
In questo film Paul Newman, che interpreta lo sfacciato Ben Quick, è in stato di grazia, perfetto nei panni del giovane uomo disincantato, apparentemente cinico e tutt’altro che ingenuo. Da segnalare poi l’indimenticabile performance di Orson Welles nella parte dell’egocentrico e prepotente Willy Varner, probabilmente una delle più belle caratterizzazioni della storia del cinema. Bravissimi anche Joanne Woodward, che interpreta con notevole sensibilità l’intelligente Clara Varner, e Anthony Franciosa nella parte del debole Jody.

Com’è noto a molti, galeotto fu il set di questo film per Paul Newman e Joanne Woodward, che si sposarono e che da allora non si lasciarono più.
A pochi giorni dalla sua scomparsa, ecco alcune foto dell’attore e, alla fine, un bel video con alcune immagini tratte da questo film.





Il video è dell’utente di youtube MissNewmanDeppDelon

L’incontro


Avrei voluto incontrarti lungo questa riva silenziosa, dominata dal giallo d’autunno, chiaro nelle acque limpide, immagine sfocata d’emozioni troppo a lungo sopite. Avrei voluto che il tuo saluto e le tue inaspettate parole fossero accompagnati dallo stormire delle foglie al vento, nostalgia del passato e di ciò che eravamo.
Invece è avvenuto lungo una strada cittadina, senza alcun colore oltre il grigio polveroso dell’asfalto. Ma in quel momento il timido splendore dell’autunno, e del tempo perduto, è entrato in me con la forza dei sogni più intensi.

Equinozio d’autunno


Poter guardare attraverso una finestra, solitari spettatori della più dolce e struggente magia dell’anno. Poter guardare gli alberi tristi mentre le foglie li abbandonano. Poter ascoltare il loro fruscio mentre il vento le accompagna in una vorticosa danza, e osservare il cielo opaco prima della pioggia.
Allora l’autunno entrerebbe definitivamente in noi, andando a colmare spazi vuoti con l’intensità avvolgente dei suoi caldi colori.

(La foto è tratta da qui. Per vedere le foglie mentre cadono, cliccare sull’immagine)

Premi


Sono addirittura tre i premi che mi ha attribuito Gatadaplar per Oltre il cancello. Ne sono felice perché, come ho scritto in un altro post, fa sempre piacere essere ricordati da qualcuno nell’immensità del web.
So che molti blogger che conosco non amano partecipare a queste “catene”. Pertanto, in questo momento mi limito ad attribuire simbolicamente tali premi a tutti i blogger che frequentano assiduamente questo spazio. Un pensiero speciale a un nuovo blogger, giunto qui da poco, che si chiama Numeronove e che voglio ricordare a causa della sensibilità rivelata dai suoi scritti. E la sensibilità è una merce rara e preziosa, di cui si avverte sempre più il bisogno.

Attesa d’autunno


Il pomeriggio se ne sta andando, e il silenzio non è mai stato tanto irreale. Ci attendono giorni di fango e di pioggia, di volti cupi a fuggire il vento e il primo gelo, di voci irritate nella fretta delle sere fredde e scure.
Ma ci attendono anche la magia dei campi sotto il pallido sole d’ottobre, e tappeti di foglie a celare i segreti più remoti del nostro cuore stanco.

Preludio d’autunno


Ha fatto una prima comparsa, rapido e un po’ prepotente, obbligando l’estate a ritrarsi. E ha mantenuto le sue eterne promesse: pioggia, cielo grigio, aria fredda. Ma questo è soltanto l’inizio. L’autunno giungerà fra non molto offrendoci tutti i suoi meravigliosi doni, dispiegandoli generosamente davanti ai nostri occhi, a volte distratti e a volte troppo stanchi per apprezzarli.
L’autunno è un profumo di cose vecchie, troppo amate e mai dimenticate. Assomiglia a un baule chiuso in soffitta, polveroso e apparentemente insignificante finché resta chiuso; ma quando finalmente l’apriamo, restiamo stupiti e forse commossi vedendone il contenuto, ricco di colori intensi e di sapori antichi.

Premio Proximidade


Sono molto contenta di riceverlo da parte di Arabafenice, che ha definito Oltre il cancello un blog romantico. Un grazie di cuore per quest’attenzione che, l’ammetto, mi fa enormemente piacere, essendo io particolarmente affezionata a questo blog, pur avendone altri due. 🙂
Conferisco a mia volta il premio a Gatadaplar, perché il suo blog m’infonde buon umore: è un inno alla vita, semplice e schietto, è una genuina celebrazione della bella quotidianità contro tutto ciò che è artificioso e falso. 🙂
Per le medesime, identiche ragioni l’attribuisco di nuovo, simbolicamente, ad Arabafenice. 😉