Rose


Le rose sono nei nostri cuori, o almeno nei cuori di molti. La loro bellezza maestosa e superba è tale da non passare mai inosservata. Immaginiamo un giardino, nel mese di maggio, inondato da sole rose, con lunghi, stretti viali circondati da rose gialle, rosse, rosa e bianche, con archi trionfanti di rose, con prati ricoperti da rose: uno spettacolo indescrivibile, una sorta di Paradiso in Terra.
Io non so mai decidermi, non so quale sia il colore che preferisco. Se le vedo rosa le adoro, quando le vedo gialle mi sembra che non vi sia nulla di più bello, se sono bianche mi fanno impazzire, se sono rosse mi emozionano. Non so.
Una cosa soltanto so: che non mi stancherei mai di passeggiare in un roseto illuminato dal sole di maggio.

Dolcezza e tolleranza


L’uomo che vedete nell’immagine è senz’altro noto a molti di voi: si tratta di Vlad Tepes (1431-1476), principe di Valacchia detto simpaticamente l’Impalatore. Molti gli aneddoti, probabilmente non tutti veri, che sono stati tramandati a proposito della sua tumultuosa esistenza, avvolta dall’alone della leggenda. Fra i tanti racconti che lo riguardano, uno mette in luce la scarsa disposizione alla tolleranza tipica di quest’ometto.
Si narra infatti che una volta giunse alla sua corte un ambasciatore turco, il quale si prostrò ai suoi piedi ma non volle togliersi il turbante dal capo. Il non dolcissimo Vlad, un po’ irritato a causa di questa presunta mancanza di rispetto, chiese allo sciagurato ambasciatore per quale ragione non volesse toglierselo. Costui, ignaro delle conseguenze delle sue parole, rispose beatamente che il copricapo era un simbolo della sua religione; a questo punto Vlad, di temperamento forse troppo impaziente, decise di risolvere il problema senza alcun indugio: ordinò che il turbante fosse inchiodato alla testa dell’ambasciatore.

Certo, bisogna ammettere che, in seguito a questa rapida e dolorosa soluzione, l’ambasciatore ebbe il turbante in testa per sempre, diciamo pure per l’eternità, e quindi magari, da un punto di vista assai particolare, la decisione del simpatico Vlad fu, per così dire, in linea con il profondo senso religioso dell’ambasciatore stesso. Ma è innegabile che forse, in simili casi, sarebbe opportuno manifestare una maggiore dose di tolleranza, evitando soluzioni tanto drastiche.

Il cancello e l’attesa


Una rosa in mano, le guance rosse, l’espressione leggermente timida. E in attesa dietro a un cancello. Sta forse aspettando qualcuno? E di chi potrebbe trattarsi? La rosa e il rossore sul volto fanno pensare a un innamorato. Ma forse no, è troppo giovane, è solo una bambina. Una bambina che sogna qualcosa d’inafferrabile
Al di là di simili fantasie, un dato ci colpisce: la serena tranquillità di quest’immagine, che da sola, nella sua semplicità, ci regala un momento di pace, trasportando i nostri pensieri in un mondo di puri colori e d’incorrotta poesia. A testimonianza del fatto che basta poco per ritrovare finalmente un contatto con la parte migliore di noi stessi.

Battute “politiche”


Fa caldo, è estate, abbiamo tutti bisogno di svago e di sorridere un po’. Ecco allora qualche barzelletta.

Un politico molto basso sta facendo un comizio quando dalla folla si sente un grido:
– A nano!
Il politico, adirato, si guarda un po’ in giro ma continua il suo comizio. Poco dopo, si sente ancora la voce:
– A nano!
L’oratore, sempre più arrabbiato, guarda verso il pubblico ma non riesce a vedere chi è stato e continua il suo discorso. Ancora una volta si sente la solita voce:
– A nano!
A questo punto il politico, inferocito, interrompe il comizio e urla:
– Mi rivolgo a quella persona che mi sta offendendo, ricordandogli che io ho un figlio alto un metro e ottanta!
– A nano cornuto!! 😀

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Due ragazzi frequentano insieme la Facoltà di Scienze Politiche, poi entrambi intraprendono la carriera politica. Dopo un po’ di anni il primo va trovare il secondo. Questi ha una casa enorme, con tre macchine, autista, piscina e campi da tennis:
– Senti un po’, ma come hai fatto?
– Eh, beh, sai… sono diventato assessore ai lavori pubblici.
– Beato te! Con lo stipendio che ho io altro che una casa come questa!
– Beh, vuoi sapere come si fa? La vedi quella strada che passa là in fondo?
– Si.Perché?
– E’ bastato farla un po’ più stretta, un po’ più corta…
– Ah, ora ho capito!
Dopo un paio di anni si ritrovano a casa di quest’ultimo, che ha addirittura un’immensa villa con campo da tennis, piscina e un parco macchine esagerato. L’assessore allora, tutto stupito, dice:
– Porca miseria! Sei ancora più in gamba di me! Ma come hai fatto?
– Vedi la strada là in fondo?
– No.
– Appunto! 😀

***

Ricetta del “Pollo alla socialista”: prima di tutto bisogna rubare un pollo. 😈

Un dolce riposo


Un’immagine tenerissima. Morbidamente sdraiati su un letto, due splendidi gatti si stanno riposando, pigri, sereni e silenziosi. Infondono un notevole senso di pace, unito al desiderio di poter fare, ogni tanto, come loro: lasciarsi completamente andare e riposare beatamente senza alcuna preoccupazione.

Un annuncio particolare


Qualche volta mi capita di leggere, a puro scopo ludico, gli annunci matrimoniali che abbondano sui giornali distribuiti gratis nelle città, quei giornalini in cui si trovano anche annunci di lavoro, vendite varie di oggetti e simili. Spesso le persone che cercano la cosiddetta anima gemella in questo modo, sia uomini che donne, dichiarano di essere attraenti sotto il profilo estetico, se non addirittura bellissimi, e in più benestanti, allegri, gioviali, di ottimo carattere e intenzionati a relazioni serie e durature. Insomma, tutti soggetti altamente desiderabili e colmi di ogni virtù.

Ebbene, stanca di tanta esasperante e sospetta uniformità, con inaspettata gioia ho finalmente letto un annuncio fuori dal comune, che trascrivo con enorme piacere: brutto, basso, grasso, molto peloso, calvo, povero e coi debiti cerca compagna per la vita. Astenersi perditempo.
Non è delizioso? Questa sì che è una persona in gamba! 8)

Fantasie d’estate


Ho sempre desiderato visitare l’Alaska e queste immagini non fanno altro che rafforzare il mio desiderio. Colori freddi e puri, austerità e silenzio. La possibilità di pensare all’essenziale e di lasciarsi invadere dalla maestosità della natura, senza temerla ma diventando parte di essa.
Quando si è costretti a sopportare l’afa prepotente della Val Padana, in cui luglio è un mese infernale, la mente fugge lontano ad accarezzare anche questo genere di fantasie. Senza l’immaginazione non potremmo cacciare l’opprimente pensiero del cielo triste e opaco sulle nostre città, per rifugiarci là dove il verde è più verde e dove, al posto di lunghe strade colme di palazzi, sono soltanto misteriose montagne immobili e limpide acque.