Libertà di primavera


L’esplosione dei colori di primavera, così vivi e allegri, è uno spettacolo molto piacevole, ma su di me, a volte, produce un effetto devastante. Gli alberi verdi, i fiori nelle aiuole e nei parchi, il cielo sereno anche se variabile, suscitano ricordi e desideri che s’insinuano nel ritmo regolare della mia esistenza, fino a destabilizzarmi.
I ricordi della prima adolescenza, e dell’indescrivibile sentimento di libertà che l’accompagnava, riaffiorano prepotentemente stimolando in me il desiderio improvviso di abbandonare tutto, qualsiasi attività stia svolgendo, e di correre, raggiungere uno spazio verde e immergermi nella natura per assaporare l’atmosfera di gioiosa rinascita, fare progetti, sognare e illudermi, proprio come allora. Mi assale il desiderio di sentirmi leggera, di cancellare in un attimo tutti i pensieri, tutte le preoccupazioni, e liberarmi così da ogni peso, da ogni catena tollerata a stento.

Se il delicato sfiorire della vita, nella stagione autunnale, induce a pacate riflessioni e ad ambigue nostalgie, a momenti d’infinita malinconia e al desiderio di trovare calore e conforto in spazi chiusi, la frizzante atmosfera primaverile, invece, spinge a correre all’aperto, a divertirsi, a perdersi in sogni colorati di rosa e d’azzurro. E purtroppo, spesso, si scontra con il ritmo opprimente dei troppi doveri che affollano la monotona prigione dell’esistenza quotidiana.