Oltre l’apparenza

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Non so perché, ma talvolta mi capita di provare un improvviso moto di paura, quasi di terrore, di fronte a certi paesaggi.
Non sto scherzando, sono seria. Chi legge assiduamente questo blog sa che ho scritto numerosi post, spesso anche “poetici”, sulla bellezza dell’autunno, e che mi sono soffermata molte volte sulle stagioni in generale, lasciando emergere il mio amore nei confronti della natura.
Però talvolta reagisco in modo strano di fronte a certi spettacoli di essa: mi assale un improvviso sgomento, m’invade un inspiegabile senso di morte, avverto la mia inesorabile piccolezza nei confronti di quanto mi circonda. E ciò che è bello si trasforma allora, per me, in qualcosa di abnorme, minaccioso, nemico: il doppio volto della bellezza, la meraviglia che cela un pericoloso abisso.
Ecco, anche di fronte a quest’immagine mi assale il panico, mi sento persa, mi sembra di cogliere una minaccia nascosta dietro una superficie apparentemente quieta. E persino ora, mentre mi sforzo di guardarla serenamente, non posso allontanare da me un moto di profonda inquietudine.

Povero Babbo Natale!

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Disgraziatamente e con mio sommo sconcerto, li ho già visti, in anticipo rispetto alle previsioni. Da alcuni anni la loro inquietante presenza è diventata una costante, un appuntamento fisso, una scadenza come le tasse.
Di cosa sto parlando? Ma di quei brutti Babbi Natale “appesi” che si possono osservare un po’ ovunque, secchi e senza pancia, con uno strano torace rettangolare e “vuoto”, con scarpe modello-Frankestein e volti in perfetto stile lombrosiano. I più rassicuranti hanno la fisionomia da ladri, altri hanno invece i ghigni da serial killers perversi, tanto che quando capita di vederne uno all’improvviso, si rischia l’infarto al miocardio.

Questi poveri, tristissimi Babbi sono sempre arrampicati a qualcosa, in genere a oscillanti scalette di corda penzolanti dall’alto, oppure alle inferriate dei balconi, tipo ladri che s’introducono furtivamente nelle abitazioni. Sembra che ce ne siano addirittura sui tetti delle case. Io poi ne ho visti pendere, non so come, dall’alto delle vetrine di tanti negozi, messi in bilico con una gambetta di qua e una di là, in un equilibrio talmente precario che mi sono chiesta se non fossero in procinto di sfracellarsi al suolo. 😕

Il vero Babbo Natale, quello che fa sognare molti di noi, è bello, florido, con il volto dolcissimo, paffuto e sorridente, senza ghigni strani, e ha una rotonda panciona prominente che infonde il buon umore. Splendida immagine di allegria e simpatia, il vero Babbo Natale è un incantevole inno alla festa, un tesoruccio delizioso come quello della foto. Non assomiglia a un ladro o a un serial killer.
Non me ne vogliano ora gli amanti di questi moderni Babbi-ladri-appesi: ognuno ha i propri gusti. E ovviamente sul mio blog espongo i miei, del tutto soggettivi.
Povero Babbo Natale!

Una quiete al di là del tempo

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Un’altra immagine firmata Holly Hobbie. Un’immagine di quiete: il gatto acciambellato sul banchetto evoca l’idea di un lento scorrere del tempo, e così la bambina con il suo cestino da lavoro in mano.
Queste figure di Holly Hobbie spesso evocano l’idea di un “dentro” in contrasto con il “fuori”: l’intimità, il conforto e il calore della casa, intesi come rifugio e involucro protettivo, calmo e sereno, in contraddizione con il ritmo convulso e l’atmosfera fredda del mondo esterno. Una quiete astorica in contrasto con il caos della contemporaneità più deteriore. Il senso e la bellezza delle piccole cose, semplici e casalinghe, contro ogni eccesso e sfrenatezza.
A volte anche immagini come queste, apparentemente “inutili”, suscitano pensieri e riflessioni, o sentimenti che credevamo sopiti. Forse anche per tale motivo, nonostante il trascorrere degli anni, mantengono inalterato il loro fascino: sono fuori del tempo, fuori della storia, evocano l’antico, ma un antico pensato e immaginato, non storicamente realizzato. Sono il riflesso di certi nostri desideri, del nostro tendere verso qualcosa che non possiamo afferrare, costantemente sfuggente e perciò ammantato d’eternità.

Prima della fine

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Il tempo trascorre in fretta, travolge giorni, ore e minuti. L’autunno si sta rapidamente consumando, aggredito da un’ondata di freddo intenso, e certe tiepide e dolci giornate d’ottobre sembrano un ricordo ormai lontano.
Ci attendono settimane di gelo impietoso. E allora, prima che sia tutto finito, prima che l’inafferrabile bellezza dell’atmosfera autunnale ci abbandoni completamente, pubblico quest’immagine incantevole: un viale coperto di foglie, in un trionfo di caldi colori.

Aforismi

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Trascrivo alcuni aforismi di Leo Longanesi (1905-1957). Chissà che non suscitino qualche riflessione! 😉
Eccoli:

La povertà è gratis.

Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola.

Due stupidi sono due stupidi. Diecimila stupidi sono una forza storica.

Se c’è una cosa in Italia che funziona è il disordine.

Tutto ciò che non so l’ho imparato a scuola.

Non datemi consigli! So sbagliare da solo.

Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.

Sta arrivando l’inverno?

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Non manca troppo tempo, almeno considerando il freddo intenso di questi ultimi giorni. Non manca troppo tempo, cioè, alla possibilità di ammirare paesaggi innevati come quello della foto. Sembra proprio, infatti, che l’inverno voglia scalzare con prepotenza la dolcezza dell’autunno, almeno in montagna, dal momento che sono già avvenute e sono ancora previste nevicate persino in appennino, anche a quote molto basse.
E allora, miei cari, assidui lettori, quando l’inverno sostituirà completamente la delicata e struggente malinconia autunnale, dovrete sopportare le mie riflessioni, i miei pensieri e le mie sensazioni a proposito della nuova stagione, così come avete fatto per quella precedente.
Vi prometto, però, che accompagnerò i miei post sull’inverno con belle foto, tali che, forse, i rigori di questa gelida stagione vi sembreranno meno amari da sopportare. 🙂