Segreto d’inverno


L’inverno si è vestito di grigio e di nero. Il pomeriggio è squallido, eppure l’atmosfera cupa non riesce a influenzare il mio umore.

Ho pubblicato l’immagine associata a questo post già un’altra volta, durante l’estate del 2010. Si tratta di uno splendido dipinto di Silvestro Lega dal titolo La visita. Credo che si accordi alla perfezione con il clima di questa giornata.

È un dipinto che mi affascina perché, pur mostrando con notevole efficacia i toni e la tristezza che pervadono le giornate di questa stagione, non suscita in me alcuna malinconia: c’è qualcosa di caldo e di profondamente umano a pervaderlo nell’insieme, e non è soltanto merito dell’abbraccio delle due donne in primo piano. Mi colpisce in modo particolare la figura femminile sullo sfondo a destra, quella che sta per arrivare, perché mi trasmette un profondo, inspiegabile senso di calma. È come se, in questo straordinario quadro, fossero racchiuse una saggezza antica, la chiave della serenità, il segreto dell’esistenza.

Umore d’autunno


Dopo l’insopportabile afa del mattino, il cielo ha deciso di mutare umore e, scuro e inquieto, ci sta finalmente regalando la pioggia, una pioggia calma, fitta e silenziosa, che annuncia l’autunno in maniera sommessa, senza alcuna vanità.

E così, le giornate ebbre di sole se ne stanno andando. Con l’autunno giunge il momento della riflessione, dei pensieri profondi, dei ricordi polverosi e stanchi. L’autunno non è mai fatuo, superficiale e inconsistente; e chi non teme la propria interiorità sa amarlo senza riserve.

Estate sul blog


Il clima estivo, con il desiderio di vacanze e di spensieratezza che sempre vi si accompagna, contagia anche il blog. Ogni anno mi capita la stessa cosa, ogni anno si ripresenta la medesima sensazione: per quanto possa sembrare strano, persino questo spazio mi appare diverso, completamente catturato dalla luce e dalla maliziosa leggerezza dell’estate.

Il blog mi parla e mi chiede di abbandonare le riflessioni troppo impegnative, le profonde immersioni negli abissi più remoti dell’anima e i pensieri austeri. Questo è il momento del sorriso che si trasforma in sonora risata, questo è il momento degli scherzi e dei repentini sbalzi d’umore che sanno d’adolescenza e di capacità di sognare.

Il sole c’è nonostante tutto, nonostante ciò che consapevolmente si elude per non turbare e opprimere gli altri. L’estate vuole essere, qui e ora, un augurio per tutti: possa questa luce trasformarsi in un messaggio colmo di letizia; possa tanta inebriante vitalità cancellare le ombre più cupe.

Autunno a febbraio


Dopo vari giorni di buon umore, febbraio è diventato malinconico. Il suo volto allegro si è trasformato in una maschera triste, ma senza assumere lo sguardo feroce dell’inverno: lungo le strade bagnate dalla pioggia, febbraio assomiglia a novembre, con il persistente squallore di lunghe ore grigie e con le nebbie che silenziosamente invadono le mattine, fino a sfumare nei nostri sguardi e persino nei nostri pensieri.
Mancano solo le foglie morte a completare il quadro di quest’autunno fuori stagione.

Primavera a febbraio


Quest’anno febbraio ha deciso di essere clemente: ci sta regalando giornate piene di sole, anche se fredde. È un sole diverso da quello autunnale, sempre pallido e timido anche se generoso; questo è un sole forte e deciso nonostante le temperature, un sole che annuncia la primavera, la fine dell’oscurità e l’arrivo di nuovi colori, seducenti e maliziosi.

Quando l’inverno è di buon umore sa offrire queste sorprese particolari. Oro e ghiaccio si confondono proprio come i pensieri, che scivolano via velocemente in attesa di un cielo senza nubi.

Di foglie cadute


Lo chiamerei umore di pioggia e di foglie cadute troppo in fretta.
L’aria è incerta: scompare per riapparire sempre più stanca e poi torna a nascondersi. Si ha l’impressione che il cielo non conosca pietà né misericordia.

Umore di pioggia e di foglie cadute troppo in fretta e di consapevolezze che non lasciano respiro.

Marzo


Marzo è arrivato in fretta dopo un inverno scuro e gelido. L’aria sta cambiando, le giornate si stanno allungando, il freddo è meno intenso. Marzo è imprevedibile, si sa: a volte abbandona in fretta il suo sorriso per diventare cupo e antipatico.
Disinvolto e forse troppo sfacciato, si fa accompagnare dal sole o dalla pioggia a seconda del suo umore. Volubile e capriccioso, si veste d’azzurro, di verde, di rosa e anche di grigio e di marrone. Marzo sa di fiori e di fango, di luce e d’oscurità. Lo perdoniamo per la sua spensieratezza, perché dopo l’eccessiva solennità dell’inverno abbiamo bisogno di non prenderci troppo sul serio.

Intanto, per rendere omaggio alla primavera ho fatto un video e l’ho caricato su youtube. Chi desidera vederlo, può cliccare qui.