Auguri a…

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Auguri. Auguri  a  chi  si  sente  solo, a  chi  è  ammalato, a  chi  ha  ricevuto  poco, a  chi  è  profondamente  deluso.

Auguri  a  chi  osserva  i  tramonti, a  chi  riconosce  la  luce  nei  giorni  di  nebbia, a  chi  ama  il  sole  e  la  pioggia, a  chi  non  teme  il  freddo, a  chi  sopporta  e  resiste  nonostante  tutto.

Auguri  a  chi  sogna, a  chi  continua  a  sperare, a  chi  non  dimentica  il  vento  di  primavera  e  i  cieli  azzurri  d’un  tempo  lontano.

Auguri  a  chi  è  stanco, a  chi  non  ce  l’ha  fatta, a  chi  vorrebbe  andarsene  e  a  chi  vuole  restare.

Auguri  a  chi  non  giudica  in  fretta, a  chi  si  sforza  di  capire, a  chi  sa  essere  generoso, a  chi  non  teme  d’imparare.

Auguri  a  chi  guarda  le  stelle, a  chi  cerca  la  propria  strada, a  chi  è  stato  ferito, a  chi  è  stato  abbandonato.

Auguri  a  chi  trova  il  tempo  per  un  sorriso, a  chi  sa  rispettare, a  chi  osserva  le  sfumature, a  chi  non  vuole  esagerare.

Auguri  a  chi  non  riceverà  regali, a  chi  teme  il  nuovo  anno, a  chi  si  sente  incompreso,  a  chi  vorrebbe  ricominciare.

Auguri: che  il  Natale  possa  donare  a  ciascuno  almeno  un  intervallo  di  calda, autentica, profonda  serenità.

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Sole a novembre


A novembre, il sole è un intervallo d’inaspettata serenità che riempie il cuore. S’insinua lungo le siepi avvizzite, gioca con le ombre, concede agli alberi non ancora spogli attimi di gioia, si posa sui tappeti di foglie gialle per recare conforto e persino speranza.

Novembre non può fare altro, non può compiere miracoli. Ma, quando si sforza di sorridere, regala all’autunno una profondità che non conosce limiti.

Grigio d’estate


Certe giornate sono poesie regalate dal cielo. L’aria, che ormai sembrava un ricordo remoto, è una carezza che sa di malizia e di tenero incanto.

Poi scende la sera, una sera di quiete e sereni abbandoni. È il grigio d’estate che offusca i ricordi, è il grigio d’estate che incatena i ricordi.

Estate sul blog


Il clima estivo, con il desiderio di vacanze e di spensieratezza che sempre vi si accompagna, contagia anche il blog. Ogni anno mi capita la stessa cosa, ogni anno si ripresenta la medesima sensazione: per quanto possa sembrare strano, persino questo spazio mi appare diverso, completamente catturato dalla luce e dalla maliziosa leggerezza dell’estate.

Il blog mi parla e mi chiede di abbandonare le riflessioni troppo impegnative, le profonde immersioni negli abissi più remoti dell’anima e i pensieri austeri. Questo è il momento del sorriso che si trasforma in sonora risata, questo è il momento degli scherzi e dei repentini sbalzi d’umore che sanno d’adolescenza e di capacità di sognare.

Il sole c’è nonostante tutto, nonostante ciò che consapevolmente si elude per non turbare e opprimere gli altri. L’estate vuole essere, qui e ora, un augurio per tutti: possa questa luce trasformarsi in un messaggio colmo di letizia; possa tanta inebriante vitalità cancellare le ombre più cupe.

Variazioni su tema


La pioggia non dà tregua. Di sera è una strana compagna, forse persino accattivante, unica sommessa voce nell’oscurità oltre le finestre.
Ma il fatto che sia marzo è già una speranza: la pioggia se ne andrà e i pomeriggi saranno carezze di luce; la pioggia fuggirà e i pensieri saranno carezze e poi luce.

Pausa d’inverno


Una magia strana pervade questi giorni di passaggio fra Natale e Capodanno: sono giorni sospesi, svagati e talvolta lenti; sono giorni di pensieri rarefatti e stanchi, sono una pausa necessaria e un’occasione di speranza.

Nonostante l’aria gelida, il sole accompagna questo pomeriggio di silenzio e di muta attesa. Sarà la nebbia a invadere le strade per cancellare ogni traccia della realtà.

Festa e fantasia


C’è il trenino instancabile che percorre le vie del centro con meticolosa regolarità e ci sono i mercatini: niente di spettacolare, ma senz’altro sufficiente a regalare un po’ di colore al mese di dicembre.
Abitare in centro storico, in una di queste case tutte attaccate le une alle altre, è un privilegio nel periodo natalizio perché, nonostante il clima rigidissimo e le giornate brevi, non ci si sente mai soli: basta guardare attraverso i vetri d’una finestra per vedere luci e persone e negozi aperti.

L’immagine che apre questo post mostra però una realtà del tutto differente: un incanto sospeso in una dimensione senza tempo, un sogno e una fantasia segreta. La casa splende di luce e arde di calore, nessuna stanza è costretta al buio e il cielo è addirittura percorso da delicati toni di rosa: sono tutti ottimi presagi, sono segni di speranza, sono doni lasciati a chiunque sappia coglierli.

Che siano giorni


Sembra che qui sia finalmente arrivata: cielo azzurro, sole tiepido, mandorli e ciliegi in fiore. La primavera ha sconfitto l’inverno e fa il suo ingresso trionfante, sicura di sé e colma d’allegria. Speriamo che sia dolce e benevola e poco capricciosa; speriamo che abbia i colori delicati di un bouquet di fiori sui toni del rosa, del bianco e del verde. Speriamo che ci regali tanta mitezza prima del caldo folle e insopportabile dell’estate padana.
Speriamo che siano giorni chiari e senza vento.

C’è speranza?


Quando il tecnico, tempo fa, mi portò il computer nuovo perché quello vecchio, poverino, era deceduto di colpo, mi disse che, prima di venire a casa mia, ne aveva consegnato un altro a un’arzilla coppia di settantottenni, moglie e marito, persone che non avevano mai usato un computer prima d’allora. Secondo il racconto del simpatico tecnico, pare che i due avessero intenzione di esplorare il fantastico mondo di internet. E tutto partendo da zero.

Quando capitano fatti simili, mi viene da pensare che forse, per questa povera nazione ormai precipitata nel provincialismo più becero e ottuso a causa di una classe dirigente in buona parte inadeguata – alcuni politici sembrano cavernicoli appena usciti dalla grotta-, una debole speranza ancora c’è.