Il sole appare e scompare, sommessamente; il grigio chiaro del cielo sembra sul punto di dissolversi, ma non ha abbastanza forza per farlo. E allora si sta così, nell’incertezza di una sospensione che non crea ansie ma soltanto curiosità: ci si chiede perché aprile sia tanto insicuro, forse timido, forse stanco. Lo vorremmo sfrontato, pronto ad ammaliarci con la sua gioia di vivere, coi suoi colori ingenui e audaci a un tempo. Lo vorremmo ribelle, entusiasta, addirittura invadente pur di essere travolti dalla sua energia e dai suoi tanti sogni; vorremmo che ci aiutasse a tornare adolescenti, stravaganti, follemente innamorati dell’esistenza.
Invece sono giorni strani, di serenità opaca, enigmatica e lenta.









