A tarda sera

sera

Tarda  sera. Termina  un’altra  giornata. Il  freddo  ancora  invernale, l’assenza  di  voci, la  stanchezza  e  il  desiderio  di  una  lunga  pausa: non  so  come  sarà  la  notte, quali  saranno  i  sogni  e  se   resterò  a  occhi  aperti; so  però  molte  altre  cose. Il  tempo, infatti,  è  stato  un  ottimo  maestro.

Talvolta

ventana

Si  aspettano  tante  cose, si  osservano  molti  dettagli. Si  scosta  una  tenda, si  vede  un  mondo  intero. Pensieri  su  pensieri  e  il  tramonto  del  sole  e  la  sera  che  si  avvicina. Talvolta  basterebbe  una  parola  per  rendere  tutto  più  lieve.

(Nell’immagine  il  dipinto  Alla  finestra, di  Federico  Zandomeneghi)

 

Di pioggia e novembre

Oltre  le  finestre, d’improvviso, cala  la  sera. Pomeriggi  brevi – e  subito l’abbraccio  delle  tenebre.  È  la  pioggia  a  renderle  più  scure, dense, talvolta  minacciose. È  la  pioggia  ad  accompagnare  i  passi  sull’asfalto  duro, a  devastare  foglie agonizzanti, a  entrare  con  forza  nei  pensieri.

È  la  pioggia  di  novembre -  e  l’immutabile   serenità  d’una  stanza  illuminata.

Tornano immagini

La  giornata  è  squallida, umida, fredda. Eppure  questo  è  il  clima  migliore  per  scrivere. Oscurità  persino  al  mattino, pochissime  voci, silenzi  interminabili, la  nebbia  a  sfumare  i  contorni: ci  si  rifugia  in  se  stessi, è  inevitabile. Ed  è  una  fortuna  saperlo  fare. Ecco  perché  in  questa  stagione  mi  sento  tanto  privilegiata.

Tornano  immagini  senza  che  io  le  abbia  cercate. Tornano  da  sole, prepotenti  o  forse  soltanto  sagge. Da  bambina, quando  guardavo  fuori  dalla  finestra  in  una  cupa  giornata  di  novembre, provavo  infinita  tristezza  e  sognavo  la  primavera, le  violette  nei  prati, il  sole  e  le  nuvole  irrequiete  di  marzo  e  aprile. Adesso, invece, sogno  i  sentieri  di  collina  invasi  dalle  foglie  dorate  e  i  monti  in  silenzio, devastati  dalla  malinconia  di  queste  ore. Ma  anche  le  grigie  strade  di  città  hanno  un  loro  fascino  strano, quasi volessero  raccontare  nuove  storie  e  aprire  varchi  inaspettati.

Adesso  la  sera  cala  presto  e, così,  si  diventa  più  austeri. Severi  no, la  severità  giunge  solo  con  l’inverno;  ma  si  diventa  più  austeri  per  rispettare  l’atmosfera  e  rispettare  se  stessi  – e  avere  pensieri  a  farci  compagnia.

Ormai  sono  chiare  tante  cose, forse  troppe. Anche  le  foglie  sanno  e  acconsentono.

Contrasti a novembre

È  una  sera  di  novembre  molto  umida  e  fredda. Una  di  quelle  sere  in  cui, aprendo  la  finestra  di  una  stanza  per  chiudere  le  persiane, si  resta  quasi  stupiti  nel  vedere  la  strada  completamente  vuota; a  farle  compagnia  e  a  illuminarla, soltanto   i  lampioni   immobili.

In  Via  Farini  sono  comparsi  tre  alberi  di  Natale. Ricordo  che, non  molti  anni  fa, nessuno  si  sarebbe  sognato  di  addobbare  le  strade  della  città  prima  della  fine  di  novembre  o  dell’inizio  di  dicembre. Da  qualche  tempo  a  questa  parte, invece, in  qualche  negozio  già  a  ottobre   vengono  esposti  i  presepi.  I  tempi  cambiano, non  c’è  che  dire.

Novembre. Questo  è  un  mese  particolare, che  può  evocare  grande  poesia  e  immenso  squallore. A  pensarci  bene, però, non  c’è   un  vero  contrasto:  a  volte  si  può  trovare  infinita  poesia  anche  nello  squallore, così  come  si  può  provare  gioia  persino  del  dolore.

Tutta colpa di Lucifero

Questa  sera  non  si  respira  e  mi  chiedo  quanto  potremo  resistere  in  simili  condizioni. Secondo  le  previsioni  del  tempo, che  in  questi  giorni   consulto  spesso, l’infernale  Lucifero, colpevole  di  voler  mettere  in  ginocchio  le  nostre  capacità  di  resistenza,  dovrebbe  essere  cacciato  via  dalla  buona  Beatrice  fra  domenica  e  lunedì. Ecco: se  penso  che  siamo  solo  a mercoledì  sera  rischio  di  svenire. In  più, mi  assale  il  timore  che  le  previsioni  meteorologiche  siano  sbagliate  e  che  quindi  non  giunga  la  pia  Beatrice  a  regalarci  un  po’  di  meritata  tregua.

Nell’attesa  è  piacevole  ripensare  ai  monti, all’erba  verde, agli  alberi  e  alle  notti  serene. Ed  è  tutta  colpa  di  Lucifero  se  stasera  non  riesco  a  scrivere  nulla  di  meglio.

 

 

 

Di sera, senza impegno

In  questo  periodo  di  caldo  afosissimo, mi  sto  dedicando  con  impegno  maniacale  a  osservare  il  lento  accorciarsi  delle  giornate. Certo, l’estate  è  soltanto  all’inizio  e  purtroppo  dovremo  sopportare  altro  caldo  infernale; tuttavia, constatare  che  le  ore  di  luce  si  stanno  progressivamente  riducendo  è  una  piccola  soddisfazione  che  mi consente  di  sopportare  un  po’  meglio  questo  clima  odioso.

Intanto, per  non  pensare  alla  calda  notte  che  ci  attende, accolgo  volentieri  il  premio  ricevuto  da  parte  di  Elisa: si  chiama Blog  Award  Backlog. Il  vincitore  deve  scrivere  dieci  cose  su  se  stesso  e  segnalare  dieci  blog  tra  i  suoi  favoriti. Come  al  solito,  io  evito  le  “nomine”  sapendo  che  non  tutti  i  blogger  amici   gradiscono  queste  catene,  ma  invito  chiunque  lo  desideri  a  “ritirare”  questo  premio  e  a  giocare.

Adesso  devo  scrivere  dieci  cose  su  me  stessa, impresa  tutt’altro  che  facile. Il  rischio, infatti, è  quello  di  prendersi  troppo  sul  serio  annoiando  chi  legge; e  poi, con  questo  caldo  estivo  che  invita  alle  frivolezze  e  alle  chiacchiere  lievi, il  desiderio  di  scrivere  cose  profonde  o  di  indulgere  in  chissà  che  descrizioni  viene  meno. Quindi  mi  limito  a  segnalare  qualcosa  a  casaccio:

1) non  amo  troppo  i  gelati  ma  in  queste  giornate  afose  ne  sto  mangiando  parecchi

2) fra  i  miei  passatempi  favoriti  annovero  anche  l’analisi  logica

3) in  questo  momento  vorrei  trovarmi  in  Costa  Rica. Non  c’è  un  perché, è  così  e  basta

4) è  da  un  anno  circa  che  non  vado  in  bicicletta

5) detesto  i  centri  commerciali

6) sono  una  persona  molto  puntuale

7) adoro  il  silenzio  del  primo  pomeriggio  nelle  calde  giornate  d’agosto  in  montagna

8) mi  piace  sentire  l’odore  dei  libri  appena  stampati

9) mi  commuovo  di  fronte  al  talento  e  alla  genialità

10) ho  la  fortuna  di  stare  bene  con  me  stessa

E  adesso, per  completare  al  meglio  la  serata,  strawberry and cream cupcakes  per  tutti. :)

Di sera, mentre fuori piove

Il freddo accompagnato dall’umidità è insopportabile. La giornata è stata tetra come non mai a causa di una pioggia sferzante e continua. Ma adesso è calata l’oscurità a celare il grigio disperato delle ore precedenti. Tutto è nero: oltre i vetri si distinguono soltanto i lampioni accesi, malinconici e immobili.

Come reagire di fronte a condizioni meteo tanto avverse? A suo tempo, Gene Kelly danzò con notevole maestria sotto la pioggia, regalando al mondo un’indimenticabile scena di ballo; ma noi non possiamo permetterci altrettanto, un po’ per evitare di ammalarci, un po’ per non essere scambiati per pazzi e costretti a un trattamento sanitario obbligatorio.
E allora? E allora ci attende una lunga serata da vivere, se possibile, con calma. Da assaporare lentamente, da gustare fino in fondo, ciascuno a proprio modo. Non esistono né pioggia né oscurità quando i pensieri oltrepassano questi limitati confini e si dedicano ad altro.
Ed ecco un buon pensiero, tanto per cominciare:

Lo so, non è poetico. Ma anche lo stomaco, poveretto, ha le sue sacrosante esigenze da onorare e rispettare, e un buon piatto di pasta non ha mai fatto male a nessuno.
Dopo aver rallegrato lo stomaco, possiamo finalmente allontanarci dal vile livello della bruta materialità ed elevarci a nutrire lo spirito. Pierre Auguste Renoir può fornirci un aiuto:

Il dipinto Giardino a Rue Cortot ci ricorda che la primavera non è lontana, e che arriveranno giorni colmi di fiori e di passi sull’erba verde.

Scende la sera


Scende la sera lentamente, senza ostentazione. D’autunno i pomeriggi sono brevi, timide attese e intense poesie.
Scende la sera lentamente, ed è uno strano calore.

Scende la sera lentamente, la strada resta muta, l’autunno mormora al cuore: che sia l’inizio o la fine non importa. Resta la consapevolezza, gelida come l’inverno che dovrà arrivare.