Estate


Estate e campi dorati e frenesia sotto il sole. Arriverà d’improvviso, con molta esultanza, senza incertezze, senza pudore; sarà un invito a giocare, a inventare nuove trame, a coccolarsi nonostante tutto, a sognare.
Saranno cieli azzurri di montagna, pomeriggi pigri sotto alberi ridenti, parole non dette ed estenuante calore; saranno nuvole indolenti e serate senza fine e inesorabile calore.

Dolce novembre


Una giornata brumosa e, a tratti, molto silenziosa, bagnata da una pioggia muta perché il cielo non vuole mostrare la sua sofferenza. Bisogna allora ringraziarlo per questa compostezza, per questo sommesso riguardo, per tanto pudore. Forse bisognerebbe, talvolta, prendere esempio da novembre, che sa essere profondamente malinconico eppure dolce, gelido ma anche mite.

Novembre non è mai esibizionista e non cerca strani espedienti per catturare l’attenzione. Quando è triste piange, ma trova sempre il modo di pronunciare una parola dolce, di accarezzare chi ne ha bisogno e di lasciare intorno, quasi con noncuranza, qualche colore vivace per spezzare l’oscurità dei pomeriggi troppo brevi. Novembre fa questo perché è generoso, nonostante il destino gli imponga il freddo e le ombre e l’umidità del mattino. Novembre si sforza di resistere, contro tutto e contro tutti, e noi forse dovremmo essergliene grati.

(L’immagine è tratta da: http://digilander.libero.it/gengiska/nebbia/10996767bruma.jpg)