Discorsi liberi e senz’altro inutili


Freddo, neve, gelo, lunghe ore di buio. Date queste condizioni climatiche, un pensierino alla possibilità di andare in letargo, magari risvegliandosi a primavera freschi come rose appena sbocciate, sorge spontaneo. Ma a noi miseri esseri umani, impegnati a recitare come possiamo nel gran teatro dell’esistenza, circondati da carabattole inutili e impegnati in sfiancanti lotte per la sopravvivenza, il letargo invernale è vietato. Al massimo ci sono concesse alcune ore di sonno notturno, sempre che si abbia però la fortuna di riuscire a dormire bene.

D’inverno, il letto diventa particolarmente prezioso perché si trasforma in un oggetto “protettivo”: le coperte morbide e calde, e i piumoni gonfi e avvolgenti che lo ricoprono, assomigliano ad abbracci affettuosi e a carezze instancabili. Bello, tutto bello, non c’è che dire. Ma se iniziamo a pensare a determinati pigiami con cui a volte affrontiamo il riposo notturno, l’atmosfera appena descritta rischia di svanire come neve al sole, per lasciare spazio a incubi o a scene degne di un film comico.
Devo essere sincera? Siccome oggi sono incline ad affrontare argomenti seri e molto profondi, mi è tornata in mente la scena d’una serie televisiva in cui un brav’uomo, davvero intelligente, coraggioso e dotato di ottime qualità morali (l’uomo dei nostri sogni, insomma), osava entrare nel letto, accanto alla giovane sposa perdutamente innamorata, con un’inguardabile “tutona” alla Superpippo, lasciando attonite noi povere spettatrici. :o

Dopo una lunghissima sequenza di post seri e a tratti pesanti, ci voleva pure questo: il letto, il letargo, le carabattole e la “tutona”. Ma prometto che tornerò quanto prima a un livello un po’ dignitoso. 8)