Jingle Bells

Fra le canzoni di Natale, Jingle Bells è senz’altro una delle più famose. Come sempre capita per le canzoni così popolari, ne sono state fatte molte versioni. Oggi ne scelgo una particolarmente raffinata, una versione di classe, come di classe è l’interprete che l’ha cantata in un disco del 1957: Frank Sinatra.

Con il suo straordinario senso dello swing, la perfetta dizione e l’estrema disinvoltura mostrata nel “giocare” con le note musicali, Frank Sinatra è stato e rimane un artista eccezionale, un talento indiscutibile, un grandissimo professionista. Con lui, persino una canzone senza pretese come questa diventa un piccolo gioiello. Ovviamente l’ottimo accompagnamento musicale è adeguato al livello dell’artista.
Buona domenica a tutti. :)

Estate e musica


A volte, si associa una certa musica a uno stato d’animo particolare o a una determinata visione: è un modo soggettivo d’interpretare quanto si sta ascoltando, a seconda delle emozioni che proviamo in quel momento.

La celebre Musica sull’acqua di Georg Friedrich Händel (1685-1759), uno dei più importanti compositori di musica barocca, ha sempre evocato in me immagini estive, infondendomi una serenità vicina all’allegria. Ascoltandola, infatti, vedo sole, cascate, laghi, ruscelli e prati in fiore. Talvolta mi sembra adatta a scacciare o a far dimenticare, anche se per poco, l’afa di giornate troppo torride.

Trattandosi di emozioni personali, non è detto che possano essere condivise da tutti. Ma, complice la giornata calda, ho elaborato un breve video – dura meno di tre minuti – con questa bellissima musica, accompagnandola a immagini molto suggestive.
Per chi desidera guardarlo, ecco il link: http://www.youtube.com/watch?v=ahB-2BAXAkg

Omaggio a Chopin


Questa è l’unica foto che ci è rimasta di lui: i segni della malattia, una tisi devastante che lo stroncò a soli trentanove anni nel 1849, sono evidenti.
Io amo la musica classica e l’ascolto da sempre. Per Fryderyk Chopin, poi, ho una passione indescrivibile: la sua musica mi accarezza l’anima, mi coinvolge in maniera totale, mi regala il senso dell’infinito, mi commuove.

A duecento anni dalla sua nascita, voglio ricordare il genio di Chopin con un piccolo omaggio: accompagnato dal suo splendido notturno in mi bemolle maggiore, op. 9 n.2, ho elaborato un video e l’ho caricato su youtube.
Chi desidera vederlo, e soprattutto ascoltarlo, può cliccare qui.

Un autunno colmo di gioia


Non infonde alcuna malinconia perché l’ho rappresentato come un audace sfolgorìo di colori, e senza lentezze e indugi che facciano pensare a un triste ripiegarsi su se stessi. Questo è un autunno colmo di gioia, vivacissimo e appassionato. Accompagnato dal concerto n.3 in fa maggiore Autunno di Antonio Vivaldi, è il mio nuovo video interamente dedicato a questa meravigliosa stagione. Chi desidera vederlo, può cliccare qui.

Le stagioni: un video


Sarà forse a causa della cupa atmosfera di questo gennaio implacabile e scuro, che spinge a trovare svaghi casalinghi, o sarà perché ho imparato da poco e quindi sono ancora travolta dall’entusiasmo. In ogni caso l’ho fatto e ho finito prima del previsto: ho caricato su youtube un video dedicato alle quattro stagioni. Come accompagnamento musicale ho scelto il bellissimo valzer in si minore, opera 69 n.2, di Fryderyk Chopin (1810-1849).
Chi desidera guardarlo, può cliccare qui.

Il mio primo video


Ebbene sì, l’ho fatto e l’ho caricato su youtube: è il mio primo video.
Vuole essere soprattutto un omaggio alle fans di Candy Candy – potete sorridere, ma vi assicuro che sono tante e tutte adulte. 8) Sul blog, infatti, ho ricevuto e ricevo tuttora molte visite anche grazie ai post che, tempo fa, scrissi su questo cartone animato famosissimo, rimasto nel cuore di tante donne perché ci fa tornare indietro nel tempo, mettendoci in contatto con un mondo fantastico che ancora miracolosamente sopravvive negli angoli più remoti della nostra anima.
Il video è stato elaborato seguendo le parole del testo di una bellissima canzone spagnola. Chi desidera guardarlo, può cliccare qui. Il titolo è: Candy e Terence – Si tu no vuelves.

Naturalmente ne sto già preparando un altro e indovinate a che cosa sarà dedicato? A una stagione.

Donna Rosa

Donna Rosa 1969
Un blog come questo non ha soltanto il compito d’intrattenere i lettori in maniera semplice e senza pretese, ma deve anche svolgere una funzione sociale, contribuendo a salvare dall’oblio opere d’arte d’inestimabile valore.

Parlando allora di opere d’arte, come si può dimenticare Donna Rosa? Ai fortunati che hanno raggiunto l’anno di grazia 2009 completamente ignari di tutto, ricordo con sadico piacere che si tratta del titolo di una canzone composta, insieme ad altri, da Pippo Baudo. Secondo le autorevoli fonti da me consultate, il Sommo Presentatore fece questo splendido dono alla nazione italiana nel 1969, l’anno fatidico in cui il primo uomo sbarcò sulla luna. Coincidenza o imperscrutabile disegno divino? Ai posteri l’ardua sentenza!

Che il numero di canzoni imbarazzanti, partorite dalle menti di vari “artisti”, sia scandalosamente alto, è un dato di fatto; perciò non vogliamo essere ingenerosi e qualificare la canzone di Baudo come la peggiore in assoluto. Del resto siamo adulti e vaccinati, quindi sappiamo che al peggio non c’è mai fine. Inoltre l’ascolto di una canzonetta non fa male a nessuno e tutti noi, almeno una volta, ci siamo dati alla pazza gioia ascoltando con piacere brani incommentabili.

Quello che ci preme rilevare con sgomento, e che costituisce il motivo principale di questo post, è piuttosto il moto d’incontenibile orgoglio con cui, in qualche trasmissione televisiva, il presentatore ha parlato di questa sua creatura. A tale proposito, non vogliamo peccare di eccessiva durezza: ci limitiamo soltanto a sospettare che non sia il caso di ostentare orgoglio per aver contribuito a scrivere musica e parole di tal fatta. Ma si tratta solo di un sospetto, per carità!

Ecco ora qualche strofa a titolo dimostrativo.
Il suo nome è Donna Rosa,
cara, bella,
sorridente e deliziosa
e vuole me.

Qui a inquietarci è soprattutto l’ultima frase: e vuole me. Difficile comprendere, infatti, come una donna sana di mente possa volere un uomo che scrive canzoni simili. Tuttavia la divina provvidenza non conosce limiti, e poi una femmina ridotta alla canna del gas può anche accontentarsi di un Pippo Baudo che scrive versi tanto sublimi.

Andiamo avanti con coraggio e rassegnazione.
Sono sincero,
confesserò,
non ce la faccio
a dirle di no
.
Mando mille telegrammi,
compro cesti di lillà,
canto cento serenate
tutti i giorni,
lei però fa marameo
e poi ritorna da mammà.

Ottima l’inserzione del marameo, segno di buon gusto e soprattutto di sforzo teso a ricercare contenuti nuovi e profondi. Dopo tale vetta poetica, preferiamo non proseguire nell’esame del testo.

Quando la canzone uscì, si registrarono reazioni contrastanti fra chi la detestava. Alcuni si convinsero che, attraverso lo sforzo artistico di Baudo, Dio volesse punire gli esseri umani per le tante malvagità compiute; perciò costoro si dedicarono con fervore ad autoflagellarsi, nella speranza di un rapido perdono da parte dell’Onnipotente. Altri, i più razionali e disincantati, colsero invece nella creazione di Baudo la prova definitiva dell’inesistenza di un Dio buono e misericordioso. Si seppe poi che un ragioniere di Bagnacavallo, poco incline ai rapimenti estatici e alle riflessioni filosofiche, denunciò Baudo per crimini contro l’umanità.