Nonostante il cielo azzurro, sono il vento e il freddo ad accompagnare questa insolita giornata di maggio. Si avverte un po’ di delusione di fronte a una primavera in tono minore, quasi timorosa di esplodere in tutta la sua gioiosa e inarrestabile vitalità: troppi giorni di pioggia e di toni smorzati, troppa oscurità e troppa incertezza.
Le rose tremano al vento, vittime incolpevoli di questa furia cieca e irrazionale. Ma, d’improvviso, verrà un’altra primavera, tranquilla, pacata, in pace con se stessa e col mondo; verrà un’altra primavera a cancellare il freddo di questo maggio irrequieto e scostante. E nei giardini saranno soltanto fiori, fiori avvolti dal silenzio – e poi la quiete, e poi l’immenso.










